mercoledì 4 maggio 2016

Teoria M, flusso di gravitoni, quest e sotto-quest

 
Da brava nerd che si rispetti io amo i videogiochi.
Non tutti però. Non sopporto i gestionali e gli strategici.
Mi piacciono gli sparatutto in prima persona (FPS : first person shooter) ma soprattutto adoro i giochi di ruolo (RPG: role playing game).
Nel gioco di ruolo il personaggio cresce e si sviluppa con il dipanarsi della trama del gioco. Si acquisiscono punti esperienza che consentono di ampliare le abilità del personaggio. Modestamente la mia vampira di Sacred era diventata letteralmente invincibile.
Non essendo una giocatrice incallita non ho giocato a moltissimi RPG ma quelli che ho avuto per le mani mi hanno dato tante soddisfazioni. C'è un piacere indescrivibile nell'atto di aggiungere o aumentare un'abilità quando si passa da un livello al successivo. Chi non gioca penserà che sono una disadattata e chi gioca sa esattamente di cosa sto parlando.
Il gioco di ruolo ci consente di creare un personaggio che sarà diverso da tutti gli altri proprio perchè verrà personalizzato a tal punto da non avere eguali. Ricordo ancora Dragon Age. Ti potevi creare dal nulla il tuo personaggio. Io creai una sorta di strigo (vedi the Witcher) donna; una volta tanto che un gioco consentiva di scegliere il sesso del pupazzetto non me lo sono fatto ripetere! Era bellissima e letale con il suo spadone a due mani. O ancora Borderlands e Borderlands 2 dove la mia sirena Maya alla fine era diventata una cecchina micidiale.
 
Come ogni gioco anche l'RPG snocciolerà una lunga serie di missioni che il nostro alter ego digitale dovrà affrontare e superare per acquisire punti esperienza e aumentare le proprie abilità. Affronteremo dunque le quest (missioni) principali e tante sotto-quest (missioni secondarie che daranno meno punti esperienza).
 
Mi viene in mente il primo The Witcher; un gioco eccezionale e talmente coinvolgente da farmelo rigiocare per tre volte scegliendo ogni volta uno schieramento differente. Il protagonista Geralt di Rivia, lo strigo di cui sopra, era un gran figaccione nè buono nè cattivo o forse un po' tutt'e due. Ho giocato ogni missione, anche la più inutile ma quando sono arrivata alla missione di ricerca dei Sephirot mi sono fatta due palle così. In realtà la terza volta che ho ricominciato il gioco l'ho anche lasciato lì a morire proprio per colpa dei Sephirot. Nei panni dello strigo dovevi girarti chilometri e chilometri di palude per trovare tutti questi monoliti; li dovevi attivare e poi non mi ricordo che succedeva. Una noia mortale. Mi facevano male i piedi pur stando comodamente seduta davanti al pc!
 
So a cosa state pensando: vi state chiedendo dove voglio andare a parare con tutto questo parlare di RPG?
La risposta è questa: la teoria M ci dice che ci sono 11 dimensioni ed infiniti universi paralleli. Questi universi, essendo paralleli, non si incontreranno mai ma io credo di averne intersecati un paio. O meglio credo che a questo punto della mia vita si sia creato un flusso di gravitoni che ha consentito a due di questi universi paralleli di interagire tra loro.
 (Qui troverete un post letterario che illustra (alla fine) l'ipotesi di come potrebbe avvenire un contatto tra due universi paralleli. E' per super profani ignoranti come me.)

Dicevo quindi che c'è stata una sorta di trasferimento.

C'è un universo dove io sono il personaggio di un RPG. Nello specifico sono Geralt di Rivia con il fango fino alle ginocchia, perso nelle paludi, alla ricerca dei Sephirot. L'altro universo è quello da cui sto scrivendo questo post.
Il flusso di gravitoni ha trasferito un'infinità di quest e sotto-quest noiosissime dall'universo dello strigo a questo; quello che non ha trasferito sono le abilità dello strigo. I gravitoni hanno anche trasferito le capacità di ogni boss di fine livello che ho affrontato nelle diverse avventure da me giocate nei corpi dei Miei Genitori.

 Dicesi 'Miei Genitori' di due persone piuttosto avanti con l'età che stanno perdendo colpi a vista d'occhio (nel corpo e nella mente). La vecchiaia è ingiusta per chi la vive in prima persona ... ma è ingiusta anche per chi la vive in terza persona! I 'Miei Genitori' sono diventati una sorta di figura mitologica; sono diventati boss di fine livello che lanciano sfide talvolta facili ma quando il flusso di gravitoni si incazza sono capaci di lanciarti sfide che manco il marine di Doom3 se la potrebbe cavare.

Le quest possono essere relativamente facili e con poco punteggio (vammi a comprare i cioccolatini della Venchi al 75%..quelli grandi però). In questo caso basta camminare a lungo ma su strada piana. I Venchi non si trovano ovunque ma io posseggo l'abilità necessaria (sviluppata qualche livello fa).

Poi ci sono le missioni principali...quelle cazzute che poi passi di livello!

 
Si è rotto il televisore. Ci pensi tu?
Voglio le cuffie senza fili ma quelle che si vendono a coppia. La coppia di cuffie non la vende quasi nessuno e tu devi quasi morire per trovarle perchè le vende solo l'emporio che si trova nella zona del crepuscolo ossia quella zona che si trova tra la vita e la morte ai confini della realtà; una porta che si apre solo se chi cerca qualcosa ne ha veramente bisogno ma quando comprerai la coppia di cuffie senza fili dovrai lasciare un pezzo della tua anima in pegno e dovrai tornare periodicamente a rinnovare la polizza altrimenti andrai all'inferno. Infatti periodicamente ci torno a comprare nuove cuffie senza fili perchè si rompono come niente in mano ai 'Miei Genitori'.



 La cosa più affascinante però è l'Easter egg

 
Un Easter egg di solito in un gioco è una cosa simpatica di nessuna utilità o valore ma che il giocatore è fierissimo di aver trovato. Nei forum di videogiochi ci si scambiano informazioni su dove trovare questi oggetti o scritte.
L'addetto agli easter egg di solito è mio padre. L'ultimo che mi ha chiesto non l'ho ancora trovato perchè forse non esiste più. Ho in mano la prova che è esistito ma non c'è ancora conferma ufficiale che esista ancora. È un po' come il mokele mbembe o lo yeti. E' come il 719, l'autobus che si dice passi per viale Marconi ma che puoi aspettare per tutto il resto della tua miserabile vita...tanto non passerà. Alcuni dicono di averlo visto ma non ci sono prove delle loro affermazioni.
L'easter egg che mi sta levando la pelle è una batteria Kodak da 3v al litio.
Ho camminato, camminato e camminato
 
ho calvalcato calvalcato e cavalcato

 
venerdì assalterò la ferramenta che ha preso nota della tipologia di easter egg (premettendo che non aveva mai visto niente del genere)  e scoprirò se la missione andrà a buon fine


 
oppure se perderò rovinosamente a un passo dalla fine del livello

 
ma la strada è lunga e, come disse Robert Frost "ho promesse da mantenere e miglia da percorrere prima di dormire...miglia da percorrere prima di dormire"


sempre che non muoia prima che il gioco finisca!


venerdì 22 aprile 2016

Nothing compares to you di Prince

It's been seven hours and fifteen days  
since you took your love away      
I go out every night and sleep all day 
since you took your love away      
since you've been gone I can do whatever I want           
I can see whomever I choose    
I can eat my dinner in a fancy restaurant           
but nothing
I said nothing can take away these blues...      

'cause nothing compares       
nothing compares to you     

It's been so lonely without you here
like a bird without a song       
nothing can stop these lonely tears from falling         
tell me baby, where did I go wrong?
I could put my arms round every boy I see                  
but they'd only remind me of you         
I went to the doctor, guess what he told me       
guess what he told me    
he said girl you better try to have fun                
no matter what you do    
but he's a fool 

'cause nothing compares       
nothing compares to you    

All the flowers that you planted, mother,
in the backyard   
all died when you went away            
I know that living with you, baby, was sometimes hard
but I'm willing to give it another try       

nothing compares      
nothing compares to you

traduzione

Sono passati sette ore e quindici giorni
Da quando mi hai tolto il tuo amore
Esco ogni notte e dormo tutto il giorno
Da quando mi hai tolto il tuo amore
Da quando te ne sei andato io posso fare quello che voglio
Posso vedere chiunque io voglia
Posso mangiare la mia cena in un ristorante di lusso
Ma niente  
Ho detto niente può togliermi queste tristezze...

Perché niente può confrontarsi
Niente può confrontarsi a te

E 'stato così vuoto senza di te qui 
Come un uccello senza una canzone
Niente può trattenere queste lacrime solitarie dal cadere
Dimmi tesoro, dove ho sbagliato?   
Potrei mettere le mie braccia intorno ogni ragazzo che vedo
Ma loro mi farebbero solo ripensare a te
Sono andata dal dottore, indovina cosa mi ha detto
Indovina cosa mi ha detto
Ha detto, ragazza faresti meglio a cercare di divertirsi
Non importa quello che fai
Ma lui è un pazzo

Perché niente può confrontarsi
Niente può confrontarsi a te

Tutti i fiori che hai piantato, madre,  
Nel cortile di casa
Tutti sono morti quando te ne sei andata
So che vivere con te, tesoro, era a volte difficile  
Ma io sono disposta a fare un altro tentativo

Niente può confrontarsi
Niente può confrontarsi a te.


Ciao Principe

mercoledì 13 aprile 2016

La fin absolue du mond - Cigarette burns di John Carpenter

 
Qualche giorno fa ho visto un episodio della serie Master of horror che mi ha letteralmente stregata.
La serie MoH raccoglie episodi a tema horrror diretti da maestri del genere.
Non poteva mancare il mio adorato John Carpenter anche se non può certo essere imbrigliato dai legacci di un'unica, per quanto amabilmente oscura, corrente cinematografica.
L'episodio è Cigarette burns.
Le bruciature di sigaretta, nel gergo dell'industria cinematografica, sono i cerchietti di luce che appaiono nell'angolo in alto a destra dello schermo. Queste bruciature danno il segnale al proiezionista che è arrivato il momento di sostituire la bobina durante la proiezione di un film. Un dettaglio tecnico per un film che narra ciò che avviene alle spalle del pubblico pagante di un cinema.


 
Il protagonista, Kirby Sweetman (il nostro Daryl preferito della serie The walking dead), è il gestore indebitato di un cinema d'essay specializzato nella proiezione di film di nicchia, rari e talvolta estremi.
Un ricco collezionista lo incarica di trovare, dietro lautissimo compenso, l'unica copia esistente del film La fin absolue du monde di Hans Backovic, proiettato a Sitges nel corso del Festival del Cinema fantastico della Catalogna. Quell'unica proiezione provocò una strage tra gli spettatori che finirono per uccidersi a vicenda nei modi più cruenti. Per questo motivo la pellicola venne distrutta dal suo creatore. Questa almeno fu la versione ufficiale. In realtà il nostro collezionista sa per certo che una copia esiste ancora e lui pagherà qualunque cifra per averla.
Man mano che il nostro Kirby procede nelle indagini, bruciature di sigaretta appaiono davanti ai suoi occhi e i suoi incubi personali si riaffacciano in maniera sempre più prepotente. La realtà viene man mano invasa da una meta-realtà fatta di visioni oscure. Il messaggio principale che ci viene inviato è che un film è magia; ma nelle mani giuste può essere un'arma.
Tutto ruota intorno al mondo del cinema più che al film stesso: la sala cinematografica, il proiezionista che pur non avendo visto il film perde l'uso della mano, il critico che impazzisce e passa il resto della vita a scrivere la sua recensione definitiva del film (recensione infinita dato che tutta la casa è invasa da pile di fogli stampati), il direttore della fotografia che diventa cieco e infine il regista morto suicida.
Con il dipanarsi della trama il caos prorompe sempre più nella realtà. Si fa corporeo nella figura inquietante di un orrido angelo privato delle ali e tenuto prigioniero nella villa del collezionista committente di Kirby. È lui la fonte certa dell'esistenza di una copia intatta del film.
 
Finchè lui esiste, anche il film esiste (noi siamo parte della pellicola, stretti al negativo come l'anima alla carne).
La fin absolue du mond non ha una trama specifica ma è una carrellata di incubi insanguinati da corpi martoriati e mutilati. L'angelo stesso è stato sacrificato al film con la scena del taglio delle sue ali operato da un aguzzino armato di sega a mano.
Ali che il collezionista ha applicato allo schienale di una sedia nel suo sontuoso studio.
Cigarette burns si conclude con la riconsegna delle pizze da parte di Kirby all'angelo mutilato che così si ricongiunge al suo doppio su pellicola. Il suo sacrificio estremo ad un processo creativo che è il film viene in parte ripagato con la dannazione di tutti coloro che avevano partecipato ad una creazione aberrante e blasfema.
Carpenter come sempre si conferma come anticonformista del genere.
Non ci offre salvezza, non ci consegna un finale assolutorio. 
Non c'è mostro peggiore dell'uomo e non c'è universo più caotico di quello che genera l'uomo stesso. Non c'è un dio, non c'è neanche un demone tranne quello che noi creiamo con la nostra arte.
Mi viene in mente l'angelo con le ali strappate di Joel Peter Witkin
e penso anche che il nostro John non abbia nulla da invidiare a Cronenberg che con il suo Videodrome ci aveva invitato a transitare 'verso la nuova carne'.
Carpenter vìola la carne infettando i corpi (La cosa), deformandoli (Seme della follia), tagliandoli e cucendoli (Fantasmi da Marte), mutandoli attraverso la possessione (Signore del male). Anche qui assistiamo alla performance estrema del collezionista che avvolge le proprie budella nel proiettore per creare la proiezione 'definitiva'.
La arte di Carpenter è e sarà sempre antiautoritaria (Essi vivono), anche verso l'arte stessa.
Il messaggio racchiuso nella frase: un film è magia; ma nelle mani giuste può essere un'arma era stato già veicolato precedentemente.
Nel Seme della follia un libro farà impazzire tutti coloro che lo leggeranno e aprirà le porte di un universo dominato dal caos e dal male.
L'influenza di Chambers è palese. Nel suo Re giallo un copione teatrale rende pazzi tutti coloro che si avventurano a leggerlo.
L'arte è un'arma e Carpenter ci ha dimostrato ancora una volta di essere decisamente un buon tiratore.
Buona visione

A me la battuta me piace





Si lo so era uno studente francese quindi non padroneggiava la lingua
si lo so che voleva la dispensa e non il libro
si lo so che non entrerà mai più qui dentro
ma io sono come lo scorpione che chiede alla rana di salirle sulle spalle per attraversare il fiume promettendole che non la pungerà. Ma poi la punge e le dice: non ho saputo resistere.
A me la battuta me piace, nun ce posso fà gnente!

Entra il malcapitato studente francese (forse Erasmus) e mi chiede se gli posso dare una parte di un libro.
Divento italiana dentro e mimo il gesto di strappare in due un libro mentre gli dico ridendo: che faccio te lo strappo?

Lui si scandalizza e mi dice: noo! Si fa che si vende una parte!
A quel punto sorridendo gli dico: lo so, lo so. Stavo scherzando! forse tu cerchi una dispensa ma quelle le trovi nella copisteria accanto.

Esce ma prima mi guarda di nuovo con uno sguardo un po' triste e anche un po' allarmato.
Credo che non lo rivedrò mai più

martedì 5 aprile 2016

Passaggio in India

Entrano le tre amiche.

La Sveglia, la Lagnosa e la Neutrale.


Lagnosa: ce l'ha Passage to India di Forster?


Io: eccolo


Lagnosa verso le due amiche: ma non è lo stesso che avete voi.


Io: questa è l'edizione economica dell'editore Penguin, quello che vuole la prof


A questo punto l'amica Intelligente tira fuori dalla borsa la sua edizione. E' un Penguin non economico e l'Intelligente le dice che è la stessa cosa.


Io: vedi questo anche è della Penguin ma non è l'edizione economica


Lagnosa: Ma è diverso dal suo! Tu poi (rivolta alla Neutrale) ne hai ancora un altro!
La Neutrale non la caga di striscio.


Io: guarda che è lo stesso editore ma in edizione economica


Lagnosa: ma è diverso!


E' stata una giornata pesante e non ce la posso fa!

Dico: si è diverso. Quello della tua amica costa di più ed è più grande perchè è un altro Forster che ha fatto un giro più lungo. Quest'altro è economico e più piccolo perchè qui l'altro Forster ha fatto un giro dall'altra parte e c'ha messo di meno.



E vaffanculo!

venerdì 1 aprile 2016

Joan Clayton strega - Penny dreadful


Qualche giorno fa ho finito di vedere la seconda stagione di Penny Dreadful. La prima stagione mi aveva profondamente delusa nonostante la sua trama oscura. Troppo inutile sesso esplicito che ruba minuti preziosi allo svolgimento della trama.
Non è perbenismo. Se avessi voluto vedere sesso avrei visto un porno.
Ho sempre pensato che quando in un film (o serie tv) il sesso viene spiattellato per più di 20 secondi è per coprire i grossolani buchi di una storyline priva di contenuti.
Non ce n'è bisogno quando la storia è buona.
Insomma io volevo spendere il mio penny per vedere sangue e orrore!
Un penny dreadful era una pubblicazione a basso costo destinata alla working class del XIX secolo. Opuscoli, scritti brevi e spesso sgrammaticati che narravano di vampiri e mostri venivano letti dal proletariato stanco e avvilito in un Inghilterra impietosa verso le classi povere. Sono i tempi di Jack the ripper, lo squartatore che cacciava nel poverissimo East end e sono i tempi della regina Vittoria, la buonanima che faceva coprire le gambe di sedie e tavolini per salvare la decenza mentre la parte orientale della sua Londra guaiva nel dolore e nella violenza.
Vabè sto divagando.
Nonostante la delusione della prima stagione ho perseverato diabolicamente guardando anche la seconda stagione. Meno male! Ho fatto bene; la stagione 2 è stata davvero bella!
Guarda caso di tempo per il sesso esplicito non ce n'è stato molto (non che sia mancato) dato che la trama aveva necessità di tutti i minuti possibili per dipanarsi e gli episodi erano anche piuttosto lunghi (oltre i 50 minuti).
In questa stagione si parla di streghe: una congrega insidia una dei protagonisti (Vanessa Ives) che è naturalmente dotata di poteri divinatori. La nostra eroina si troverà a fuggire in un posto dimenticato da dio e dagli uomini, nella brughiera inglese, alla ricerca di una donna che molti sussurrano essere una strega.
Un intero episodio è dedicato a questa donna e io oserei dire che è il più bello della stagione.


Vanessa aspetta un giorno e una notte davanti alla staccionata di questa vecchiaccia che se la ride guardandola da dietro la porta. Non può oltrepassare la staccionata perchè la nostra stregaccia ha posto un incantesimo di protezione intorno alla sua dimora che è poco più di una catapecchia scricchiolante in mezzo al nulla della brughiera nebbiosa.
Alla fine le consente di entrare.
Da questo momento la nostra Vanessa inizia il suo apprendistato presso Joan Clayton, mammana della brughiera di Ballantree, erborista, cartomante e strega diurna.
Qui finisce la storia che ha solleticato il mio immaginario e inizia la mia piccola digressione sulla figura di Joan Clayton. 
 

Archeologi, antropologi e studiosi dell'evoluzione della nostra specie concordano nell'ipotizzare che la divisione del lavoro secondo il genere abbia orientato i maschi verso la caccia e le femmine verso la raccolta. La caccia portava gli uomini ad allontanarsi lasciando le donne con la prole e i membri anziani. Queste naturalmente durante l'assenza degli uomini raccoglievano frutti e piante commestibili. É ovvio supporre che abbiano imparato a riconoscere erbe e frutti commestibili o velenosi. É ragionevole presumere che siano state le donne a sperimentare la cottura dei cibi e anche le proprietà benefiche oppure tossiche delle piante. Si potrebbe dire che l'erboristeria nasce dall'esperienza femminile. L'uso di piante a scopo medicamentoso è stato la pietra di posa della medicina umana almeno finchè non divenne appannaggio sacerdotale. Presto l'uso di piante ed erbe fu sostituito da preghiere e benedizioni. Quando la 'scienza' divenne un sapere iniziatico, destinato solo agli uomini, subì anche la contaminazione della religione e questo portò a sminuire l'erbologia che fu confinata nel tempo a tradizione popolare tramandata da donna a donna. Il sapere femminile divenne rimedio e mantenne connotazioni pagane che mal si accostavano ad una medicina sempre più teologica e spirituale (non senza l'utilizzo di piante però). Guaritrici e levatrici divennero presto figure socialmente liminali (di confine) e sfuggenti agli occhi della scienza ufficiale.
Tanto più che spesso la loro attività includeva anche procurare aborti alle donne che non volevano o non potevano dare alla luce un figlio.
Il passo da mammana/levatrice/guaritrice a strega è stato brevissimo.
Se aggiungiamo a questo la pratica derivante dal folklore di preparare incantesimi e fatture per gli scopi più disparati la via verso la marginalizzazione sociale di queste donne fu davvero facile.
Tutti richiedevano i servizi di queste donne ma nessuno era pronto a difenderle dalla condanna sociale poiché accostarsi a loro avrebbe significato accostarsi all'oscurità e al caos ontologico.
Anche nella storia di Joan Clayton assistiamo all'assedio alla casa della strega e al suo rogo.
La prima persona che inciterà gli altri a bruciare la strega sarà proprio la ragazza che pochi giorni prima aveva bussato alla porta di Joan per abortire.
Questo non è strano: figure come quelle di Joan Clayton servivano la comunità in segreto, lontano dagli sguardi e dai giudizi del gruppo. Si entrava dentro le case di queste donne portando i propri fardelli e i propri desideri più inconfessabili. Chi si rivolgeva loro voleva abortire o avere un filtro per costringere un'altra persona all'amore oppure chiedeva una fattura di morte. Ogni richiesta fatta alla strega era una macchia sull'anima e sul buon nome della persona che la formulava.
Chi entrava doveva mettere a nudo la propria essenza e manifestarla senza pudore, di conseguenza la fattucchiere diventava anche una testimone scomoda anche se silenziosa.
Questo aspetto viene sottolineato dalla nostra Joan nel momento in cui concede a Vanessa di entrare.
Il suo invito è chiaro e definitivo:
Lascia fuori dalla porta tutto ciò che eri. Tutto ciò che sei portalo con te”.

venerdì 25 marzo 2016

Saranno docenti



Il venerdì prima di pasqua è un giorno di desolazione per chi lavora in una libreria universitaria.
Non ci sono lezioni e i ragazzi sono tutti spariti verso destinazioni pasquali di varia natura.
Il deserto.
Ma, come in tutte le apocalissi zombie che si rispettino,  qualche vagante c'è sempre.
Entra la partecipante al concorso a cattedre.
Dicesi concorso a cattedre di concorsone/calderone/inferno che ogni docente precario o aspirante docente deve affrontare per poter finalmente trovare un posto sicuro nell'ormai avvilente universo della scuola primaria e secondaria.
Il partecipante al concorso a cattedre è già scazzato in partenza perchè non ce la fa più a rigirarsi nei meandri delle procedure concorsuali dove ti chiedono di essere edotto su argomenti che non verranno mai affrontati in aula. Sono solidale con queste persone...ma non con tutte.
C'è sempre qualcuno che non dovrebbe mai insegnare perchè rovinerebbe la vita di una generazione di studenti già svantaggiati dai programmi ministeriali che vigono oggi.
La mia futura docente potrebbe essere tranquillamente definita alla romana come 'dito ar culo' (che sappiamo tutti essere cosa fastidiosa..specie sul posto di lavoro).
Le porto una torre di testi per il concorso e lei comincia a sfogliarli uno ad uno.
Dopo circa 15 minuti comincia a fare le sue considerazioni. A me onestamente non interessa nulla di ciò che sta dicendo ma partecipo attivamente alla conversazione.
Ad un certo punto mi arriva uno Skype dalla collega dell'altro punto vendita. Il messaggio è una richiesta : manda un sms a questo numero per dire al cliente che è arrivato il libro. Io sono l'addetta all'invio di sms quindi prendo il cellulare della libreria e comincio a scrivere il numero di telefono nell'apposito campo.
La futura docente intanto fa l'ennesima considerazione sui libri che le ho sottoposto e, poichè io sono intenta a scrivere il numero, mi limito a dire solo "si".
Lei alza gli occhi e mi dice: "Lei ha detto si ma non mi ha ascoltato veramente".
Non la cago di striscio e continuo a scrivere il numero. Lei si rituffa sull'indice di un libro.
Finito di mandare l'sms alzo lo sguardo e le ripeto a memoria ciò che lei aveva detto e rispondo di nuovo "si" motivando la mia risposta.
In realtà avrei voluto dirle in romanesco: "A cojona! Ma che te stai a allenà pe' quando vinci er concorso?"
E' rimasta china su questi testi per circa 40 minuti e poi mi ha salutato dicendo che la prossima volta sarebbe tornata con le idee più chiare.
Avrei voluto dirle: "Sei intelligente ma non ti sei applicata abbastanza!"

martedì 9 febbraio 2016

La Trasmigrazione attraverso Satori

Non tutti tra voi conosceranno Kenshiro.
Peccato, vi state perdendo un'esperienza.
Kenshiro è il protagonista di un manga e di un cartone animato che ha accompagnato l'infanzia di molti di noi quarantenni (ma anche trentenni).
Senza entrare troppo nello specifico Kenshiro è il successore di un'antichissima scuola di arti marziali: la Divina Scuola di Hokuto.
Riservato e distaccato ma con un fortissimo senso della giustizia e dell'etica, il nostro Ken combatte contro le ingiustizie sociali e difende i più deboli da ogni forma di sopruso.
Durante la sua vita incontrerà anche molti avversari degni e molti rappresentanti di altre scuole di arti marziali come ad esempio la Sacra Scuola di Nanto o la Scuola imperiale di Gento. Ogni avversario padroneggia una tecnica specifica della propria scuola e, per poterlo battere, Ken dovrà osservare e capire la natura di quella determinata tecnica per poterne scoprire il punto debole.
Una delle tecniche più affascinanti di Ken è la Trasmigrazione attraverso Satori.
Si tratta di una tecnica straordinaria che permette al suo spirito di entrare in contatto con i vari guerrieri morti in battaglia, assumendone la forza e le tecniche di lotta.

Detto questo io affermo di aver imparato questa tecnica.
Si lo so; sento levarsi un coro di voci che afferma: ma che stai dicendo?! Neanche il maestro di Ken l'aveva imparata! Figurarsi se tu puoi averlo fatto! Solo chi ha conosciuto il vero dolore è in grado di mettere in atto questa tecnica!
In verità vi dico che è così.
Lavorando in una libreria universitaria ho potuto sperimentare livelli di dolore interiore notevoli e questo mi ha consentito di rendere fluida la mia anima per accogliere le anime di tanti altri esseri umani dotati delle competenze più disparate.
Ora vi illustrerò alcune delle tecniche che ho assorbito dalle varie scuole.

Tutor di Hokuto: Il Tutor di Hokuto risponde a domande come: quale esame posso fare in poco tempo? Quale esame facile posso mettere nel piano di studi? Questa è una tecnica facile. E' quasi doveroso sapere certe cose lavorando qui; anche se è meno scontato di quanto non si sia portati a credere.

Geometra di Nanto: Il Geometra di Nanto risponde ad una sola domanda: dov'è la copisteria? La risposta è: la copisteria è all'angolo. L'angolo...... l'angolo dove? Clicca qui e qui se non sai la storia dell'angolo.

Segretaria Amministrativa di Gento: La Segretaria Amministrativa di Gento risponde a domande molto articolate che nessuno farebbe mai ad una commessa di libreria. Qualche esempio: se cambio facoltà quanti esami mi verranno accreditati? Quando uso questa tecnica mi impadronisco dell'antichissima e segreta conoscenza dei Codici MIUR che identificano i singoli esami (roba pesante). Ormai so molte più cose io dello stronzo che sta al gabbiotto della facoltà. Se solo sapesse quante rogne gli ho tolto mi girerebbe una parte del suo stipendio. Probabilmente è riuscito a confondere più menti di studenti lui di quanto non abbia mai fatto un reclutatore dell'ISIS in Siria.

Sacro Quizzone di Hokuto: Tecnica pericolosissima. Il Sacro Quizzone deve essere calibrato. Basta solo qualche grammo di urto di nervi in più per secondo e si rischia di uccidere l'interlocutore. Domande tipiche da Quizzone di Hokuto sono: volevo quel libro di economia che comincia con la B; volevo un libro di Statistica (uno qualunque? No mi sembra che era blu). Volevo quel libro che sulla copertina ci sono i coni gelato. E via discorrendo. Il Sacro Quizzone è una tecnica molto avanzata e si raggiunge solo con un'estrema calma interiore.

Scopritore di prezzi di Nanto: con il libro in mano lo studente ti chiede:quanto costa? La tecnica consiste nell'afferrare il libro dalle mani del deficiente, girarlo e con un'espressione un po' sorpresa leggere il prezzo stampato dietro.

Memoria Eidetica di Gento: il libro che ti ho chiesto l'altro giorno, ti ricordi? L'altro giorno come oggi ho parlato con tutto il mondo tranne un paio di speleologi che stanno ancora nella grotta e lottano contro nuove forme di vita molto aggressive (vedi The descent); tu quale sei?

Detentore del Segreto dell'Usato di Hokuto: ciao ce l'hai xxxx? Si! lo vuoi usato o nuovo? Che differenza c'è? Non vuole conoscere la differenza di prezzo, vuole vedere se è lo stesso libro! quando gli dai l'usato poi ti chiede di vedere il nuovo come se dentro ci fosse qualcosa di diverso che lui vuole scoprire ma che tu gelosamente tieni per te.

Mastro di Chiavi di Nanto: devo fare delle fotocopie. Noi non le facciamo ma le puoi fare all'angolo (Geometra di Nanto). Torna per dire: eh ma è chiuso! Oh! scusa ora prendo le chiavi del negozio in cui NON lavoro e ti vengo ad aprire.

La Rivelatrice Contabile di Gento: circa l'80 per cento degli studenti di economia chiede “Le riVELAzioni contabili” e non “Le riLEVAzioni contabili”. Nei momenti di odio feroce viene fatto notare loro che non è un libro segreto di rivelazioni tipo l'Apocalisse ma uno stronzissimo libro di contabilità che RILEVA e non RIVELA.

Molte altre tecniche mi sono ancora precluse ma come cantava Mick Jagger: Time is on my side (il tempo è dalla mia)

giovedì 21 gennaio 2016

Il dottor Lecter e il gatto di Schrodinger

Adoro Anthony Hopkins. Mi è sempre piaciuto e credo che nessun altro avrebbe potuto interpretare il dottor Hannibal Lecter meglio di lui. Mi ricordo quasi ogni sua frase di quel film.

In questo momento sto pensando ad una scena specifica: il dottore cannibale sta aiutando l'agente Clarice Starling nelle indagini su Buffalo Bill (“quant'è cattivo quel ragazzo”) e dice: “Prima regola: semplicità. Leggi Marco Aurelio: di ogni singola cosa chiedi che cos'è in sé, qual è la sua natura.”

Saltando di palo in frasca sono letteralmente stregata dal paradosso del gatto di Schrodinger.

Mi ci sono sono stritolata il cervello con questo paradosso e ora è lì tatuato nella mente a solleticare il mio immaginario; la variazione dello stato causata anche dall'interazione con il fenomeno, pur quando si tratta di semplice osservazione. Ho buchi macroscopici in fisica quindi perdonate la mia incapacità di semplificare una teoria di fisica quantistica.



Veniamo ai fatti che mi hanno evocato questi due scenari così diversi tra loro.



Entra la studentessa.



Buongiorno vorrei un quaderno a quadretti



Le indico lo scaffale e le dico: sono tutti lì. Scegli pure il colore



Si accovaccia davanti allo scaffale e là resta per buoni 4 minuti. Alla fine riemerge con un quaderno Monocromo (dicesi monocromo di quaderno con copertina monocolore; lo fanno di tanti colori diversi e gli studenti li amano perchè ad ogni materia assegnano un colore così non si sbagliano), mi chiede quanto costa. Dico il prezzo. Lei riflette e aggredisce di nuovo lo scaffale cercando altri quaderni.



Riemerge ancora con lo stesso quaderno di prima mi dice: Ne hai uno più semplice?



??!!!?!?!?!?!

Mi viene in mente il gatto Schrodinger: il gatto nella scatola è vivo e morto allo stesso tempo ma finchè non apri la scatola non puoi sapere qual'è il suo stato. Questo rimane fluttuante finchè l'osservatore non gliene attribuisce uno.

Più semplice di un quaderno Monocromo a quadretti allora c'è un Non quaderno Non Monocromo senza quadretti ma finchè non lo ordino ad un fornitore non posso sapere se esiste.

Un Monocromo (dal greco mono=uno, cromo=colore) è il più semplice, il più anonimo e il più stronzo di tutti i quaderni del mondo con buona pace di Marco Aurelio e pure del dottor Lecter.

Più semplice di quello c'è solo un Non quaderno cioè le cose te le tieni a mente e non le scrivi e, con buona pace di Schrodinger, ti accorgerai se le sai o non le sai solo quando il prof ti interrogherà all'esame. Fino a quel momento lo stato delle tue nozioni è fluttuante come il gatto: potresti saperle o non saperle.

Mi viene voglia di alzarmi e strappare la copertina monocolore del quaderno e dirle : Ecco! E' abbastanza semplice così? Ma io so che la nostra studentessa universitaria in realtà ha solo la proprietà di linguaggio di un crostaceo di fossa oceanica.



Ne vuoi uno più economico?



Si



Guarda che al piano sotto a quello che hai guardato ci sono quei quaderni che costano meno (sono orribili quaderni con copertine talmente brutte che nessuno ha il cuore di comprare, così abbiamo ribassato i prezzi sperando di levarceli dalle palle una volta per tutte).



Si tuffa di nuovo e stavolta emerge con orrido un quaderno dalla copertina violacea che ritrae ballerine di danza classica in varie pose. Paga e se ne va.



Credo proprio che se tornerà mi mangerò il suo fegato con bel un piatto di fave..e un buon Chianti!

mercoledì 20 gennaio 2016

Clessidre, circoletti ed esperienze di pre-morte

Libreria buongiorno!



Pronto volevo sapere se avete i libri per l'università



(ceeeerrrrtoooo! Adesso esiste la laurea in Università!) Per quale facoltà?



Scienze politiche



(Praticamente chi esce dall'edificio di scienze politiche, se inciampasse si verrebbe a spiaccicare sulla porta della libreria in cui lavoro quindi o questa è non vedente ma a questo punto non avrebbe senso chiedermi i libri oppure in facoltà non ci è proprio mai andata) Noi siamo la libreria di Scienze politiche ed Economia. Che Facoltàfai?



Scienze politiche



Volevo sapere se avevate dei libri ...................................................................................................................................................................................................................................................................................................................... (quando uno resta zitto e si perde nel vuoto della sua mente io dico che va in clessidra come quando su Windows XP il pc si bloccava temporaneamente a causa di processi che occupavano temporaneamente tutta la RAM. Ora dovrei dire che va in circoletto visto che la cara vecchia clessidra non c'è più su Windows 7)



aspetto che continui






circoletto ….........................................................................................................................................................................................................................................................................................................






Ascolta, io i libri ce l'ho ma tu quali vuoi? (brutta merda che non sei altro? Li vuoi tutti? Ne vuoi solo un po'? Facciamo a metro? a peso? Ne vuoi di più? ne vuoi di meno? Che fò lascio?)





me li può mettere da parte?





(Rinuncio del tutto alla questione di quale cazzo di libro le serva; tanto non me lo dirà mai) Prendiamo prenotazioni telefoniche solo se passi in giornata a ritirare altrimenti a fine giornata rimettiamo tutto a scaffale





circoletto …....................................................................................................................................................................................................................................



quindi non posso prenotarli adesso? (tengo a precisare che ancora non mi ha dato uno straccio di titolo)





Se pensi di passare a ritirare oggi io ti metto da parte quello che chiedi. Se invece pensi di passare un altro giorno ti invito a telefonare quel giorno, di mattina, per farti mettere da parte quello che vuoi.

(penso al giorno della mia morte ed evoco una scena dove io, esalando l'ultimo respiro, dopo aver ripercorso tutti gli eventi della mia vita evocherò il ricordo di questa telefonata. Solo in quel momento, quell'attimo di pre morte dove tutti i sopravvissuti dicono di aver visto il proprio corpo dall'alto e in seguito una luce calda e accecante che li attirava verso l'aldilà, io, invece di imboccare il tunnel luminoso, sprofonderò nella voragine nera dell'inferno pronunciando una bestemmia contro la ragazza che cercava i libri per l'università)





Siete aperti sabato e domenica?





(ceeeerrrrtooo! Siamo aperti anche la notte! 
Siamo un fottuto drugstore! 
Vedessi che bella gente mi imbocca alle 4 di notte! 
Senza contare la domenica che è pieno così! Del resto io ci vivo dentro al negozio. Magari domenica mattina ti apro in ciabatte mentre mi scaccolo un orecchio col cotton fioc ma se mi concedi un attimo per un caffè e una sigaretta poi ti do tutti i libri che vuoi!)



Sabato mattina siamo aperti



circoletto breve …...................................................................





Guarda fai così: quando pensi di poter passare ci fai uno squillo e ci chiedi quello che ti serve, poi passi e ritiri tutto. Ok?





Ok



Allora a presto



Arrivederci



(spero di no)



click

mercoledì 13 gennaio 2016

Homo Depistator





Non cesserò mai di elogiare i traguardi che la specie Homo sapiens ha raggiunto in così breve tempo. In poche migliaia di anni siamo passati da una società di cacciatori raccoglitori all'elaborazione della teoria M. In soli 200 anni siamo passati dal carro trainato dai cavalli agli shuttle che orbitano attorno al pianeta.
Quello che mi chiedo è come abbiamo fatto? 
Nello specifico mi chiedo dove stanno i sapiens che hanno elaborato teorie che, una volta messe in pratica, hanno portato beneficio a tutti e soprattutto dove stanno i sapiens che oggi stanno ancora studiando e che presto contribuiranno a far fare all'umanità il prossimo balzo evolutivo.
'Quesiti per i filosofi' direte voi; io sarei tanto felice se un giorno nella libreria dove lavoro entrasse il prossimo Stephen Hawking, ma anche il prossimo Stephen King (il nome dev'essere fortunato) o il prossimo Paul Krugman.
Niente... come si dice a Roma: "Mai 'na gioia". A me capita gente come il Depistatore di cui sto per parlare.

Depistatore: Buongiorno.

Io: Buongiorno! Prego!

D: vorrei Introduzione alla macroeconomia di DeVincenti Elementi di base.

Io: Ascoltami, DeVincenti ha scritto 2 libri. Uno è Introduzione alla macroeconomia e l'altro è Macroeconomia Elementi di base. Tu quale vuoi?

D: Eh! Quello!

Io: ?!?!?! Sob! Sigh! Pfft! Snort! (traduzione: tristezza-sconforto-soffio di gatto arrabbiato-incazzatura) Quello quale? (sto facendo la resa Gribaudo e ho per le mani un libro di cucina moolto pesante. Attento brutta merda che te lo tiro in mezzo agli occhi così te la introduco io a forza la macroeconomia dentro al cranio!)

D: eeehhhh....(riflessione sul quesito che ho posto. Cazzo è difficile! E adesso? mi butto!) Elementi di base

gli prendo il libro e concludo la vendita.

Concedetemi una divagazione teorica. Sto leggendo un libro intitolato Homo sapiens. Parla delle origini della specie e anche delle altre specie Homo che hanno preceduto il Sapiens. Quello che non sapevo è che l'Homo Sapiens non è l'ultima evoluzione delle specie precedenti: diverse specie homo hanno convissuto insieme al Sapiens; non solo il Neanderthal ma anche altri ominidi che non hanno trovato sbocco evolutivo e, nel tempo, si sono estinti.
La mia teoria è che forse qualche rappresentante non Sapiens è invece sopravvissuto e naturalmente si è iscritto a Economia. La diversa storia evolutiva porta ad uno sviluppo culturale proprio e anche a differenti elaborazioni linguistiche e sintattiche. Perchè no?  Ho anche il nome: Homo Depistator
La prossima volta inizierò una seria raccolta di dati: gli misuro il cranio prima di romperlo con il libro di cucina.



 

lunedì 11 gennaio 2016

A volte ricadono sulla Terra


Oggi è una brutta giornata. E' morto David Bowie. Casualmente stamattina mi stavo giusto sparando Ziggy Stardust nelle orecchie con il mio ipod; arrivo a lavoro, mi collego alla radio in streaming ed ecco la batosta. Mandavano tutti pezzi orridi del Duca. Personalmente la sua carriera smette di interessarmi dal 1977 in poi. Cerco su youtube qualche pezzo favorevole e mi crogiolo nello spleen.
Cosa ci vorrebbe per risollevarmi un po': un tributo più incisivo forse.
Eccomi accontentata: l'Uomo che cadde sulla Terra è tornato!
Dell'Uomo che cadde sulla Terra ho già parlato qui. Brevemente, per chi non volesse aprire il link, l'Uomo che cadde sulla Terra (titolo di un film recitato dal Duca) è un alieno che dopo aver viaggiato per gli spazi siderali viene attratto dalla forza gravitazionale del nostro pianeta e cade come una meteora proprio davanti alla libreria in cui lavoro.
Credo che questo sia un altro uomo caduto e non lo stesso che incontrai anni orsono.
Ovviamente quest'uomo non sa nulla dei nostri usi e costumi. Ha giusto imparato a parlare la nostra lingua dopo averla studiata sul suo pianeta e poi si è iscritto a Economia.
Entra.

UomoCheCaddeSullaTerra: Buongiorno!

Io: Buongiorno. Prego!

UCCST: Avete Rossi Carle, Famiglia e successioni e Bellelli Cianci, Beni e situazioni?

Io: Rossi Carleo ce l'ho ma Bellelli Cianci è esaurito da più di un anno. Non lo stanno stampando quindi se lo vuoi devi andare in biblioteca.

UCCST: In biblioteca?! E che me lo danno in prestito?!

Io avrei tanto voluto rispondere così: Beh non così su due piedi. Considera che la vecchia bibliotecaria di Economia, ormai vicina alla pensione, è anche una megera acida e il libro te lo da solo se le fornisci una prestazione sessuale completa. Se la soddisfi allora il libro è tuo. Altrimenti ci dovrai riprovare finchè non sarà contenta.

Invece gli ho detto: Beh la biblioteca di facoltà è a disposizione di tutti gli studenti quindi la risposta è si, te lo danno eccome il libro.

Il nostro alieno esce. Passano circa 5 muniti (il tempo di attraversare la strada, entrare al bar e sorseggiare un caffè) e l'UCCST ritorna chiedendo l'altro libro. Paga e se ne riparte con la sua navicella per arrivare là dove nessuno è mai giunto prima.