giovedì 25 agosto 2011

James Rollins, La mappa di pietra

Continuando a spulciare la bibliografia di Rollins eccomi di nuovo a parlare di un suo libro.

La mappa di pietra di James Rollins, TEA

Anche questa quarta non rende molta giustizia alla trama ma è comunque un’indicazione di massima.

Un gruppo di individui, vestiti da monaci, fa irruzione nella cattedrale di Colonia durante la celebrazione di una messa solenne, uccide tutti i presenti e s'impadronisce delle reliquie custodite in un sarcofago sotto l'altare: le ossa dei re Magi. Per il segretario di Stato vaticano non ci sono dubbi: quella strage è un attacco al cuore della Cristianità e i suoi responsabili vanno fermati prima che altri spaventosi sacrilegi siano compiuti. Ma nessuna forza di polizia ufficiale può risolvere un caso tanto cruento e apparentemente incomprensibile, e infatti il Vaticano incarica delle indagini monsignor Veroni, agente del servizio segreto della Santa Sede, e sua nipote Sara, tenente dei carabinieri esperta nei furti di oggetti sacri...

Come sempre il nostro autore ci offre tanti spunti interessanti da approfondire. Ad esempio il fatto che i famosi magi dei vangeli non fossero tre, dato che nessun evangelista ce ne indica il numero. D’altra parte il numero ha sempre avuto ampia cionsiderazione dalla Kabbalah in poi.

Nel mondo attuale sono conosciuti con i nomi di Gaspare, Melchiorre e Baldassarre.
In un complesso monastico copto, in Egitto, le immagini dei Magi sono accoppiate ai nomi di Gaspar, Melechior e Bathesal.
Melechior sarebbe stato il più anziano dei tre: il suo nome deriverebbe dall’aramaico Melech (signore, re).
Il nome Baldassarre deriverebbe dal mitico re babilonese Balthazar, il che ripete genericamente, nel nome, la regione di approssimativa provenienza.
Infine Gaspar, Gasparre, che i greci chiamavano Galgalaq, corrisponderebbe al signore di Saba.

Anche Marco Polo accenna ai Re magi nel "Milione" ed, a ragione, li riconduce alla Persia.
Altri studiosi invece individuano la città di partenza del pellegrinaggio nella città araba di Ubar.




Si dice che le ossa dei magi siano custodite nella maestosa cattedrale di Colonia.

Rollins ci teletrasporterà in luoghi meravigliosi come la sala della Meridian nella Torre dei venti in Vaticano, sede dell’archivio segreto della Santa Sede

Roma ci regalerà altre meraviglie naturalmente.

Visiteremo le catacombe di San Callisto


E la splendida Appia antica


Scopriremo l’esistenza dell’Ordo Draconis, che, così come è descritto dall’autore ha degli scopi che si richiamerebbero allo gnosticismo, movimento filosofico religioso che raggiunse il suo acme nel II e III secolo d.C. anche se le origini potrebbero risalire ad un’epoca precristiana dato che molte teorie risalgono ad epoca ellenistica fino ad arrivare all’antico Egitto. Per lo gnosticismo la salvezza dell'anima dipendeva da una forma di conoscenza superiore e illuminata (gnosi) dell'uomo, del mondo e dell'universo, frutto del vissuto personale e di un percorso di ricerca della Verità. Gli gnostici erano "persone che sapevano", e la loro conoscenza li costituiva in una classe di esseri superiori, il cui status presente e futuro era sostanzialmente diverso da quello di coloro che, per qualsiasi ragione, non sapevano.

Andremo ad Alessandria d’Egitto sulle tracce della tomba di Alessandro Magno e dell’antico faro che fu una delle sette meraviglie del mondo antico.


Alessandria fu fondata tra il 332 e il 331 a.C. da Alessandro Magno che ne traccio' personalmente la pianta.

Alessandria d'Egitto divenne una delle città più importanti del mondo ellenistico e fu seconda solo a Roma per grandezza e ricchezza.

Il suo statuto era quello delle libere città greche e mantenne la sua assemblea cittadina sino alla conquista romana.

L'autonomia le fu più tardi restituita sotto Settimio Severo.

La celebre Biblioteca di Alessandria contribui' a fare della citta' uno dei principali motori culturali dell'antichità.

Non mancheranno naturalmente interessantissimi spunti scientifici da approfondire.

Ad esempio la capacità di alcuni mettali di assumere una struttura monoatomica subendo quindi notevoli cambiamenti nelle loro proprietà.

Scopriremo l’effetto Meissner che si realizza quando un superconduttore viene immerso in un campo magnetico di intensità inferiore ad un certo valore critico. Il superconduttore manifesta un diamagnetismo perfetto, espellendo il campo magnetico dal suo interno; ciò avviene tramite la generazione di correnti superficiali che inducono, all'interno del superconduttore, un campo magnetico uguale e contrario a quello applicato.

Il diamagnetismo dovuto a quest'effetto è alla base della levitazione magnetica dei superconduttori. Assisteremo così all’annullamento della gravità all’interno del campo.

Insomma un’altra avventura del gruppo Sigma che non deluderà coloro che già hanno conosciuto i suoi agenti in altri libri del nostro caro Rollins.

mercoledì 24 agosto 2011

JamesRollins, La città sepolta

Tratto da Rollins, la città sepolta, TEA:

Di norma, i meteoriti carbonacei lasciano dietro di sè un'impronta di iridio", spiegò McKnight. "Ma a Tunguska non è mai stata rinvenuta."
"E non c'erano crateri", aggiunse l'ammiraglio.
McKnight annuì. "La forza dell'esplosione fu di quaranta megatoni. In precedenza, l'ultimo meteorite ad avvicinarsi ad una tale forza precipitò in Arizona cinquantamila anni fa. Fu di soli tre megatoni, una mera frazione rispetto a quello di Tunguska, ma creò un cratere di più di millecinquecento metri e profondo ottocento. E allora perchè nessun cratere, specie se adesso conosciamo con certezza l'epicentro dell'esplosione, per via dell'abbattimento radiale degli alberi verso l'esterno a partire dal punto zero?" [...]
Painter cercò di pensare ad una esplosione senza cratere, a insoliti effetti atmosferici e a radiazioni gamma residue. "Allora, qual è stata la causa di tutto?"
"Qualcosa di molto piccolo. Di circa tre chilogrammi", rispose l'ammiraglio Rector.
"E' impossibile!" sbottò lui.
"Se si trattasse di comune materia..."
Il mistero aleggiò nell'aria per un lungo istante.
Infine prese la parola il dottor McKnight. "Una ricerca del 1995 suggerisce che ciò che ha colpito Tunguska fosse in effetti un meteorite, ma un meteorite composto di antimateria."
Painter strabuzzò gli occhi. "Antimateria?"



Il passaggio non rovina nulla del racconto ma ci richiama alla memoria un evento verificatosi il 30 giugno del 1908 nella taiga siberiana a Tunguska. In realtà la causa dell’esplosione che ebbe ripercussioni su tutto il globo terrestre non è ancora nota. Una spedizione del CNR italiano è stata inviata per cercare tracce dell’impatto ma, ad oggi, non è dato sapere cosa abbia provocato la distruzione di tanti ettari di bosco poiché l’epicentro dell’esplosione non conserva traccia di alcune cratere. Una delle ipotesi ha chiamato in causa addirittura Nikola Tesla ed i suoi esperimenti sull’elettromagnetismo, un’altra ipotizza appunto il contatto dell’atmosfera con un corpo celste composto di antimateria.

Ma veniamo alla quarta di copertina:

L'esplosione che ha distrutto la Galleria Kensington del British Museum sembra non avere spiegazioni. Le ultime immagini delle telecamere di sorveglianza mostrano una sfera di luce che, entrando in contatto con un antico manufatto, innesta una reazione devastante. Nessuno riesce a capire cosa abbia scatenato quel bizzarro fenomeno naturale, eppure Safia al-Maaz, la brillante curatrice della collezione araba, scopre tra le macerie un oggetto sorprendente, rimasto nascosto per millenni, un cuore di ferro con inciso un nome leggendario: Ubar, la città perduta della regina di Saba... Anche Painter Crowe, agente segreto della Sigma, partecipa alle indagini per individuare l'origine dell'esplosione. Ma quella che sembra un'affascinante sfida scientifica diventa improvvisamente una missione mortale quando una misteriosa organizzazione tenta d'impadronirsi del cuore di ferro: perché quell'oggetto è il primo indizio che conduce a un'immensa fonte d'energia, forse proprio la causa della scomparsa di Ubar, l'Atlantide del deserto, che secondo le leggende è stata sepolta da un'imponente tempesta di sabbia... Da Londra al golfo Persico, da Washington al deserto arabo, Painter e Safia dovranno affrontare non solo gli enigmi e i misteri del passato, ma anche un nemico implacabile, in una corsa contro il tempo per scongiurare una catastrofe senza precedenti.


Anche stavolta il nostro autore ci porterà da un capo all’altro del mondo:

Visiteremo il British Museum, così ricco di testimonianze dei fasti di civiltà estinte da milleni.


Giungeremo nella penisola arabica, ammirando l’affascinante città di Salalah incorniciata da un mare di smeraldo nello stato dell’Oman

Entreremo nell’antichissima tomba di Nabi Imran, ricordato dalle tre religioni monoteiste come il padre di Maria madre di Gesù


Ci inerpicheremo sul monte Eitten per ammirare la tomba di Nayoub, altrimenti chiamato Giobbe, il quale, dopo le numerose prove cui fu sottoposto dal suo dio, bevve ad una fonte scaturita dai suoi piedi ringiovanendo

Conosceremo il rarissimo leopardo arabico e la tribù nomade degli Shahra che vivono sulle montagne del Dhofar e la cui lingua è il più antico dialetto arabo conosciuto

Come sempre avremo anche la nostra dose di scienza conoscendo la capacità dell’acqua di assumere la forma temporanea di fullerene sferico.

E continueremo a conoscere e ad approfondire i caratteri degli scienziati della Sigma protagonisti anche di questa avventura

sabato 20 agosto 2011

Rollins, L'ordine del sole nero

Eccomi a parlare di un altro libro di James Rollinns. Lo so sono un po’ ossessiva ma quando mi piace un autore voglio leggerlo tutto. Devo amche dire di non aver rispettato l’ordine di pubblicazione nelle mie letture perciò talvolta può essermi capitato di trovare qualche personaggio in una fase più o meno evoluta della sua vita. La cosa non ha disturbato comunque la lettura dato che Rollins predilige nettamente la trama dell’avventura corrente ai dettagli personali dei suoi eroi.

Il romanzo di oggi è L’ordine del sole nero, TEA editore.

Cominciamo come sempre dalla quarta illustrativa:

Un monastero in Nepal. Lisa Cummings, una giovane dottoressa americana, assiste impotente a un'improvvisa, violentissima ondata di follia che si scatena tra i monaci. E scopre di essere diventata l'obiettivo primario di uno spietato killer, deciso a non far trapelare all'esterno la notizia di quegli avvenimenti sconcertanti. L'unico alleato di Lisa è un singolare pellegrino, Painter Crowe, direttore della Sigma Force, un gruppo altamente selezionato di scienziati e militari cui vengono affidate imprese "impossibili". Ma la pazzia sta ormai per impadronirsi anche della mente di Crowe... Una libreria di Copenhagen. Che cosa c'è dietro l'incendio che ha mandato in fumo centinaia di volumi, causando anche una vittima? C'è anzitutto un altro libro, la Bibbia appartenuta a Charles Darwin, il padre dell'evoluzionismo. Ma c'è anche un segreto - un segreto orribile - che affonda le sue radici nella Germania nazista. E per Grayson Pearce, membro di punta della Sigma Force, c'è una sfida tanto affascinante quanto letale... Vertici di un triangolo di complotti e misteri, Grayson, Painter e Lisa sono gli unici in grado di far luce su una minaccia che coinvolge il mondo intero. E che bisogna fermare a ogni costo

Devo dire che, come spesso accade, la quarta non rende assolutamente giustizia alla trama del libro.

Quello che apprezzo del nostro autore è la sua capacità di creare una commistione assolutamente plausibile tra la realtà storica e scientifica e lo sviluppo fantasioso di una storia che, a partire dal reale, si va pian piano ramificando in un tessuto narrativo piacevole e mai noioso.

Come sempre non rivelerò nulla dello svolgimento ma mi limiterò ad illustrare ciò che di vero si nasconde nel fantastico viaggio che Rollins ci ha regalato.



Tra i vari luoghi che visiteremo troviamo il castello di Wewelsburg, detto anche la Camelot nera. Questo era il luogo dove Heinrich Himmler riuniva alcuni membri scelti delle sue SS, nella fattispecie alcuni affiliati della Ahnenerbe di cui ho parlato qualche posto fa. Questi gentiluomini (si fa per dire ovviamente) studiavano o credevano di studiare le origini occulte della loro tanto cara e inesistente razza ariana. Tali origini furono da loro individuate nell’Himalaya. Himmler era un appassionato ammiratore delle antiche civiltà scandinave e soprattutto di rune, ma era anchje affascinato dal ciclo arturiano. Fu così che fece costruire in una delle sale del castello una tavola rotonda dove sedevano in riunione gli amabili membri scelti delle SS. Il nome del gruppo ristretto che sedeva a questa tavola si chiamava Ordine Nero ed adorava il Sole Nero. Questo rappresentava la terra da cui discendeva il padre di tutto, chiamata anche Thule, Iperborea o Agarthi. Il simbolo del sole nero rappresentava il sole sotto cui sarebbe riemerso lo status divino del popolo tedesco. Fu sempre grazie ad Himmler che si sviluppò il progetto Lebensborn che aveva l’obiettivo di aumentare la popolazione di razza pura istituendo dei veri e propri bordelli destinati esclusivamente alle SS con determinate caratteristiche fenotipiche: capelli biondi, occhi chiari ecc ecc.

Le donne che elargivano i loro favori sessuali nei Lebensborn erano volontarie e loro dovere era partorire il maggior numero di figli possibile. I bambini venivano poi tolti alle madri e allevati secondo il credo nazista.



Attraverseremo il globo per arrivare in Nepal, sulle vette dell’Himalaya e dentro un antico monastero, per poi finire all’interno di una montagna del massiccio dove gli eredi di un vecchio progetto nazista lo stanno ancora sviluppando.

Il progetto è una realtà storica e del suo funzionamento non si sa più nulla.

Nome del progetto: Die Glocke, la Campana.

Notizie su questo progetto sono emerse dagli archivi dell’ex Unione Sovietica e dai racconti degli abitanti dei villaggi vicini a Breslavia,

Una miniera abbandonata nella Slesia fu riconvertita in laboratorio per ospitare il progetto Die Glocke.



Ricostruendo le incomplete notizie che abbiamo a disposizione possiamo descrivere l’oggetto:

sarebbe un oggetto metallico a forma di campana avente un diametro di 3,10 metri e un’altezza di 4,95 metri. La campana era composta da due cilindri contro-rotanti, con all’interno uno metallo liquido avente un color porpora e denominato “”Xerum 525”, il quale ruotava all’interno della “campana” ad alta velocità.

Lo Xerum 525 era radioattivo e per questo era contenuto in recipienti in piombo aventi 3 cm di spessore. Era, con molta probabilità, un miscuglio di metalli liquidi, come il berillio, il torio e il mercurio, che formava un liquido denominato “mercurio rosso”. L’ossido di mercurio e l’antimonio avevano la caratteristica di emettere una grande quantità di neutroni, quando sottoposto ad uno stress esplosivo.

Per il funzionamento di tutto l’apparato occorreva una grande quantità di energia elettrica.

In funzione, poteva ruotare solo per un paio di minuti in quanto emetteva una grande quantità di radiazioni, generando allo stesso tempo un campo magnetico.

Sopra la miniera dove avvenivano tali esperimenti c’erano delle strutture in cemento armato.

Tutti gli esperimenti erano sotto la supervisione del generale delle SS Kammler, con i suoi due reparti con compiti speciali: SS-E-IV o “Entwicklungs-stelle IV”, ovvero il “Centro sviluppo IV del Schwarze Sonne” (Sole Nero) e il SS-U-13.

Molti abitanti del luogo furono colpiti da malattie sconosciute, probabile conseguenza di esposizione alle radiazioni.

Alla fine della guerra, tutti coloro che, a qualsiasi titolo, furono coinvolti negli esperimenti o erano a conoscenza di tale congegno noto come “la campana”, furono eliminati, scienziati compresi.

Le ipotesi più accreditate sullo scopo della Campana sono: studio di sostanze radioattive sottoposte a campi torsionali per ottenere un propulsore senza propellente come un motore antigravitazionale; o una sorta di macchina del tempo che poteva aprire un “wormhole”; oppure creare un’arma che avrebbe avuto la capacità di emettere un impulso generatore di gravità o anitgravità.

Il progetto di ricerca “Die Glocke” fu creato nel gennaio 1942, e fu denominato in codice “Tor” o “Gate” o “Gateway”. Poi, dopo l’agosto 1943, fu suddiviso in due altri sotto-progetti: “Chronos” e “Laternentraeger”; ed entrambi si riferivano al progetto “La Campana”, suddivisi però nell’aspetto fisico e medico-biologico.

Il nostro autore offre poi una sintesi per profani della teoria dei quanti, del principio di indeterminazione di Heisenberg e dell’esempio del gatto di Schrodinger (pag 328 dell’edizione di TEA) assolutamente affascinanti.

martedì 9 agosto 2011

Giacometti – Ravenne, Il rituale dell’ombra

Eccomi di nuovo a parlare di libri. Stavolta tocca a Eric Giacometti – Jacques Ravenne, Il rituale dell’ombra, Piemme

Come ogni volta si comincia con la quarta:

“Aprile 2005. A Gerusalemme, un archeologo viene ucciso con uno strano rituale, e la pietra di Thebbah, un prezioso reperto risalente alla costruzione del tempio di Salomone, scompare. La sera stessa, a Roma, nel corso di un ricevimento a palazzo Farnese sede dell'ambasciata francese, un'esperta di manoscritti antichi subisce la stessa sorte. Tre colpi di lama, alla spalla, alla nuca e alla faccia. Antoine Marcas, commissario parigino e massone, inizia a indagare insieme a Jade, responsabile della sicurezza e amica della vittima. Marcas riconosce nel modus operandi un antico rituale massonico, che rimanda a Hiram, architetto del tempio di Salomone. Dagli indizi raccolti, comincia a delinearsi l'ombra di Thule, una società segreta da sempre avversaria della massoneria e che influenzò anche il nazismo. I suoi adepti da sempre sono in cerca del segreto del rituale dell'ombra, che mette in contatto con l'Architetto Supremo. Per farlo è necessaria una pozione la cui composizione è sconosciuta, ma che può avere immense applicazioni. Per questo i seguaci di Thule la inseguono da secoli, a qualunque costo. Ben presto l'indagine di Marcas e Jade assume i tratti di una discesa agli inferi, di un viaggio pericoloso nel cuore marcio delle sette massoniche, nei rigagnoli più oscuri della storia del III Reich, fino agli intrighi attuali.”


I nostri autori, da bravi romanzieri, mischiano verità e fantasia.

Ad esempio la pietra di Thebbah non esiste ma le persecuzioni antimassoniche durante la storia e soprattutto durante il Terzo Reich.

Vera è anche la storia della società Ahnenerbe, fondata da Himmler nel 1935 e il cui nome significava ‘Società di ricerca dell’eredità ancestrale’ con lo scopo di cercare le radici culturali e antropologiche della razza ariana.

Vera è anche la società Thule, fondata nel 1910 da Felix Niednere sviluppata in seguito dal barone Rudolf von Sebotterdorff. Thule costituì il nucleo originario del partito nazista ed era un misto di paganesimo nordico, mistificazione dell’alfabeto runico e antisemitismo.


La Thule si ispirò molto anche al Buddhismo tibetano deformandone i contenuti ed anche alle dottrine esoteriche di madame Helena Petrovna Blavatsky, la celebre medium e occultista, fondatrice della Società Teosofica Internazionale, che sosteneva di essere in contatto spirituale con gli antichi "Maestri sconosciuti", i sopravvissuti di una razza eletta, che sarebbe vissuta traTibet e Nepal, i quali si sarebbero rifugiati in seguito a una spaventosa catastrofe nelle viscere della terra, dove avrebbero fondato una straordinaria civiltà sotterranea, la mitica Agarthi

Vero è anche il sito di Plaincourault nella cui chiesa è presente uno strano affresco che rappresenta Adamo ed Eva nell’Eden accanto all'albero della conoscenza che non è la solita mela ma un bel fungo ramificato.

Direi che è il classico romanzo in grado di accrescere le nostre conoscenze su diversi fatti storici insoliti e poco conosciuti. Molto istruttivo.

James Rollins, Ultimo oracolo

Mi sto appassionando a questo autore da quando ho letto Artico, recensito qui da qualche parte

Il libro di oggi è: James Rollins, Ultimo oracolo, TEA

Cominciamo con la solita quarta esplicativa:

“Washington. Un senzatetto si avvicina a Grayson Pierce, allunga una mano... e muore, colpito alla schiena da un proiettile sparato da un cecchino. Perché quell'uomo non voleva chiedere l'elemosina, ma consegnare all'agente della Sigma un piccolo oggetto: un'antica moneta greca raffigurante il tempio dell'Oracolo di Delfi. Indagando sulla vittima, Gray e la sua squadra scoprono che quell'enigmatico reperto è la chiave per far luce su un misterioso esperimento avviato dai nazisti e proseguito nel massimo riserbo durante la Guerra Fredda sia negli Stati Uniti sia in Unione Sovietica. Forse un'equipe di scienziati russi ha individuato un modo per manipolare e potenziare le facoltà intellettive di alcuni bambini autistici, trasformandoli così in soggetti dotati di capacità straordinarie ma, allo stesso tempo, molto pericolose. E quando una bambina si presenta inspiegabilmente in un rifugio segreto della Sigma, quei sospetti diventano realtà... Celjabinsk, Russia. Un uomo si sveglia senza ricordare nulla del proprio passato. Sa soltanto di essere prigioniero in un laboratorio sotterraneo. Confuso e atterrito, viene inaspettatamente liberato da tre bambini, che lo implorano di condurli lontano da lì. Durante una fuga rocambolesca, l'uomo apprende che è in atto un progetto spaventoso: un piano che deve essere fermato anche a costo di sacrificare la propria vita e quella dei bambini...”


Una storia davvero appassionante che comincia nell’antica Grecia a Delfi luogo sacro dove una donna di mezza età, la Pizia, sedeva su tripode (sgabello con tre piedi) e, respirando effluvi provenienti dal terreno, entrava in trance e prediceva eventi futuri.

Delfi è solo l’inizio di un viaggio che ci porterà in uno dei posti più tristemente famosi del pianeta: Chernobyl con il suo Luna Park fantasma…


E in uno dei posti più pericolosi del pianeta….almeno per quanto sappiamo: il lago Celjabinsk negli Urali.

Questo lago emette radiazioni in grado di uccidere nel giro di un’ora di tempo di esposizione. Il lago ha una perdita nella palude di Asanov. Un terremoto che insistesse sulla faglia sottostante al lago provocherebbe l’inquinamento delle falde acquifere che sfociano nel mare artico devastando tutta l’Europa del nord e uccidendo l’oceano artico.

Nel romanzo si parla dei ‘Giasoni’, una comunità di scienziati che facevano ricerca su progetti tecnologici d’avanguardia esclusivamente per il Dipartimento della Difesa americano.

Si parla anche del progetto Stargate che impegnò notevoli finanziamenti da parte della CIA. In piena guerra fredda e in competizione con l’URSS, Stargate studiava la possibilità della visione a distanza (di cui si parla tra l’altro nel mitico film L’uomo che fissa le capre) da parte di invidividui psichicamente ‘dotati’.

Un romanzo che terrà desta l’attenzione e sospeso il fiato fino all’ultima pagina.

Talbot, I numeri della sabbia

Dopo un lungo latitare eccomi di nuovo a parlare di libri.

Le statistiche ci dicono che in Italia i lettori sono una specie piuttosto rara e i grandi lettori (persone che leggono un libro al mese) una specie rarissima. Un libro al mese…un grande letore?! Sono rimasta esterrefatta quando ho sentito il servizio in TV. Considerato che da quando sono in ferie, ossia da 11 giorni ho letto 5 libri e ho gia’ addentato il sesto in quale statistica dovrei finire? O forse il ragionamento da fare dovrebbe essere il seguente: quanta gente non legge neanche l’etichetta di scadenza del latte se quelli come me aiutano a spalmare la quantita’ di letture fatte su una popolazione di analfabeto di ritorno che spinge l’Italia cosi’ in fondo alle classifiche di lettura?

Lasciamo perdere e passiamo al mio argomento preferito.

Oggi voglio parlare di una delle avventure lette durante queste ferie.

Talbot, I numeri della sabbia, Sperling e Kupfer.

Cominciamo con la quarta per capire di cosa parliamo.

“In questo romanzo singole esistenze si incrociano con il più grande mistero dell'umanità: la fine di tutto, l'Apocalisse. Più destini, più luoghi, più ipotesi, un'unica certezza: quella che la fine è vicina. Uno scienziato viene rapito. Un teologo si toglie la vita. Un riservato studioso e una donna, divisa fra due mondi, indagano: questa è la loro missione. Non l'hanno chiesta, ma non possono sottrarsi: il numero deve avere la sua soluzione. Oggi, prima che il mondo precipiti. E su tutto aleggia la potenza minacciosa di un magnate arabo che si prepara a ricacciare l'umanità nelle tenebre del Medioevo: le sue armi sono solo due numeri.”

L’Apocalisse e’ una parola greca che vuol dire Rivelazione. L’associazione di questa parola alla fine del mondo e’ dovuta all’ultimo capitolo della Bibbia, dove Giovanni ha una visione sugli eventi che chiuderanno la storia dell’uomo e apriranno le danze della resa dei conti tra il Bene e il Male che tenterà un ultimo colpo di coda per chiamare a se’ il maggior numero di anime umane.

Talbot provera’ in questo romanzo a tracciare un’ipotesi sugli eventi e soprattutto elabora una teoria numerologica sul dilemma che molti studiosi hanno cercato di risolvere: identificare il numero della Bestia 666.

Un ragionamento semplice ed affascinante che non rivelero’ naturalmente.

Il ritmo è incalzante e molto variegato, soprattutto perché i siti in cui la storia si svolge sono diversi.

Si comincia con la Città Eterna, Roma, con le sue magnificenze archeologiche e la sua storia millenaria.


Si passa a Dublino antica e affascinante capitale dell’Irlanda, con i suoi pub e la sua antica università.

Si arriva poi a Torino con la sua aura di oscurità religiosa


Si passa per Abu Dhabi moderna, ricchissima e immersa nel deserto

E si finisce in un posto affascinante come la Basilica di San Giulio sul lago d’Orta nei pressi di Padova.

Un viaggio interessante tra le righe di un’antica profezia che secondo l’autore va letta nella sua lingua d’origine: il greco..ma che io riporterò di seguito nell’italico idioma.

« Faceva sì che tutti, piccoli e grandi, ricchi e poveri, liberi e schiavi ricevessero un marchio sulla mano destra e sulla fronte; e che nessuno potesse comprare o vendere senza avere tale marchio, cioè il nome della bestia o il numero del suo nome. Qui sta la sapienza. Chi ha intelligenza calcoli il numero della bestia: essa rappresenta un nome d'uomo. E tal cifra è seicentosessantasei. » (Apocalisse 13,16-18)