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giovedì 25 luglio 2013

Riabilitazione di Alan Turing


Dal fatto quotidiano:

Prima celebrato come eroe di guerra, poi condannato alla castrazione chimica per “indecenza” e semplicemente per il suo essere omosessuale. Infine costretto al suicidio, così è stato ricostruito dagli storici, due anni dopo la sentenza che, nel dopoguerra, lo fece entrare in forte depressione. Ora, a più di 60 anni dalle vicende, Alan Turing, matematico, logico, conosciuto anche come uno dei padri dell’informatica e dell’intelligenza artificiale, verrà ufficialmente “perdonato” dal governo inglese, che annullerà quella sentenza di condanna e lo riabiliterà finalmente, inserendolo nell’empireo dei grandi uomini che contribuirono alla sconfitta del potere nazista. Lo ha fatto sapere il governo di coalizione fra conservatori e liberaldemocratici guidato da David Cameron. A ottobre verrà ufficialmente discusso in parlamento il disegno di legge per la riabilitazione di Turing. Ma non tutti sono contenti per questa mossa del governo, che è arrivata a pochi giorni dall’approvazione del matrimonio gay e dal sigillo della Regina alle nozze fra persone dello stesso sesso. Ben Summerskill, direttore dell’associazione gay Stonewall – una sorta di Arcigay britannica – ha bollato la mossa del governo come “ipocrita”. E ha aggiunto: “Questo non servirà a rendere giustizia alla figura di Turing. Meglio sarebbe che il suo pensiero venisse insegnato nelle scuole a ogni bambino. Questo gli renderebbe veramente giustizia”.  
A Turing, nei mesi passati, è stata dedicata un’importante mostra del museo londinese della Scienza. Una mostra, tuttavia, che si concentrava più sulle sue scoperte tecniche che sulla sua vita privata. Turing, infatti, riuscì a decodificare le comunicazioni segrete dei nazisti, aiutando così a vincere la Seconda Guerra Mondiale. Secondo molti studiosi, la scoperta di Turing avrebbe evitato la morte di ulteriori centinaia di migliaia di persone. Ora la stampa britannica dice apertamente che Turing fu “torturato” per il suo essere gay. Torture che il governo cerca di cancellare col bianchetto, approvando una legge che, appunto, pulisca la fedina penale di Turing e di altri importanti condannati. Dal 1885, anno dell’editto vittoriano sugli omosessuali, al 1967, ben 49mila persone gay, lesbiche, bisessuali e transgender furono condannate nel Regno Unito semplicemente per il loro essere e per il loro stile di vita. Fra queste, uno dei più famosi fu lo scrittore, poeta, dandy e regista teatrale Oscar Wilde. Turing molto probabilmente – non vi è assoluta certezza – si avvelenò, molti altri si tolsero la vita o finirono nei manicomi di Stato.
Ora, appunto, il perdono. Per il quale il partito laburista all’opposizione ha sempre premuto. Sadiq Khan, musulmano, parlamentare del Labour e ministro ombra per gli affari relativi alla capitale, pochi mesi fa esortò l’esecutivo. “C’è un lavoro che non è mai stato completato, il governo deve perdonare Turing. A cento anni dalla sua nascita, è giunto il momento di correggere questo grande errore storico”. Da parte sua, il governo assicura che la legge di perdono passerà, al netto di qualche emendamento che forse ne rallenterà l’approvazione. Ai parlamentari, tuttavia, verrà data libertà di voto secondo la loro coscienza. Turing decodificò le comunicazioni fra nazisti, scritte in codice Enigma, così chiamato dal nome del marchingegno usato per cifrare e decifare messaggi e informazioni. “Ma il vero enigma è il perché nel Regno Unito si sia arrivati così tardi a un passo indietro ufficiale su Turing”, dicono ora gli attivisti gay del Paese. Leggenda vuole che Turing morì mordendo una mela avvelenata e che Steve Jobs si ispirò a lui quando pensò al logo della Apple.

mercoledì 10 luglio 2013

Buon compleanno Tesla



Il 10 Luglio 1856 nasceva in Serbia Nikola Tesla, la mente più importante che l'umanità abbia partorito negli ultimi due secoli.
Purtroppo la storia, che è scritta dai vincitori, non ha dato il giusto peso alle sue invenzioni; ma chi avesse un po' di curiosità e volesse sapere chi dobbiamo ringraziare ogni volta che accendiamo la luce può andare qui e qui.

Buon compleanno Nikola...e grazie per aver tentato di rendere migliore questo pianeta.

giovedì 20 giugno 2013

La filosofia di Nikola Tesla

La scienza non è nient'altro che una perversione se non ha come suo fine ultimo il miglioramento delle condizioni dell'umanità.

venerdì 19 novembre 2010

Antimateria



da CacaoOnLine:


Scienziati del Cern sono riusciti a creare 38 atomi di antimateria e intrappolarli nell'acceleratore di particelle per 172 millisecondi.
Poi Ginevra e' sparita.
Scherzi a parte, la scoperta e' notevole, siamo sempre piu' vicini a Star Trek.

(Fonte: LeScienze)

mercoledì 17 novembre 2010

Il computer piu' veloce del mondo



Da CacaoOnLine:


Si chiama Tianhe-1A, e' cinese e compie 2,57 quadrilioni di operazioni al secondo.


Il precedente primato, 1,75 quadrilioni, era di un computer statunitense.
Tianhe costa 70 milioni di euro, ma vi semplifica la vita.

venerdì 24 settembre 2010

Raimondo di Sangro, alchimista

Sto leggendo un libro che parla di Raimondo di Sangro. Personaggio a dir poco curioso!

Raimondo di Sangro principe di Sansevero (Torremaggiore 1710 – Napoli 1771) fu un uomo d’armi, letterato, editore, primo Gran Maestro della Massoneria napoletana, nonchè prolifico inventore e intraprendente mecenate.

Nei laboratori sotterranei del suo palazzo, in largo San Domenico Maggiore, si dedicò a sperimentazioni nei più disparati campi delle scienze e delle arti, dalla chimica all’idrostatica, dalla tipografia alla meccanica, raggiungendo risultati che apparvero “prodigiosi” ai contemporanei. In virtù della sua concezione prevalentemente esoterica della conoscenza, di Sangro fu però sempre restio a rivelare nei dettagli i “segreti” delle sue invenzioni.

Il suo messaggio intellettuale è così passato alla posterità soprattutto attraverso il ricco simbolismo della Cappella Sansevero, meraviglia dell’arte mondiale, del cui suggestivo progetto iconografico il principe fu geniale ideatore. Parte di quel messaggio egli affidò anche ai suoi scritti, e in particolare alla Lettera Apologetica, opera che destò sconcerto sia per l’eccezionalità tipografica sia per il controverso contenuto, tanto da essere giudicata “una sentina di tutte l’eresie” e, in quanto tale, proibita dalla Chiesa romana.

Così lo ricorda l’iscrizione apposta sulla sua lapide: “Uomo straordinario predisposto a tutte le cose che osava intraprendere […] celebre indagatore dei più reconditi misteri della Natura”.



La fama di alchimista e audace sperimentatore di Raimondo di Sangro ha fatto fiorire sul suo conto numerose leggende. Una di queste riguarda proprio il velo del Cristo di Sanmartino: da oltre 250 anni, infatti, viaggiatori, turisti e perfino alcuni studiosi, increduli dinanzi alla trasparenza del sudario, lo hanno erroneamente ritenuto frutto di un processo alchemico di “marmorizzazione” compiuto dal principe di Sansevero.

In realtà, il Cristo velato è un’opera interamente in marmo, ricavata da un unico blocco di pietra, come si può constatare da un’osservazione scrupolosa e come attestano vari documenti coevi alla realizzazione della statua.



Nella Cavea sotterranea sono oggi conservate, all’interno di due bacheche, le famose Macchine anatomiche, ovvero gli scheletri di un uomo e di una donna in posizione eretta, con il sistema artero-venoso quasi perfettamente integro. Le Macchine furono realizzate dal medico palermitano Giuseppe Salerno, sotto la direzione di Raimondo di Sangro; il reperimento di atti notarili e fedi di credito consente di datare questi “lavori” al 1763-64. I due studi anatomici costituiscono le presenze più enigmatiche della Cappella Sansevero. Ancora oggi, a circa due secoli e mezzo di distanza, non si sa attraverso quali procedimenti o adoperando quali materiali si sia potuta ottenere una tanto eccezionale conservazione dell’apparato circolatorio.



La Breve nota, anonima guida settecentesca al Palazzo e alla Cappella Sansevero, parla di “iniezione”: è stato ipotizzato, quindi, che Salerno abbia inoculato in due cadaveri una sostanza – forse a base di mercurio – creata in laboratorio dal principe, la quale avrebbe permesso la “metallizzazione” dei vasi sanguigni. L’altra possibilità è che il sistema circolatorio sia frutto, in parte o nella sua interezza, di una ricostruzione effettuata con diversi materiali, tra cui la cera d’api e alcuni coloranti. Questa seconda ipotesi non priverebbe le due Macchine della loro eccezionalità: stupisce infatti che il sistema artero-venoso sia riprodotto con notevole verosimiglianza e fin nei vasi più sottili, nonostante all’epoca le conoscenze di anatomia non fossero così precise. Ossa e crani sono senz’altro quelli di due veri scheletri umani


venerdì 10 settembre 2010

James Rollins, Il marchio di Giuda

Ieri ho finito di leggermi : James Rollins, Il marchio di Giuda, editrice Nord

Trama:

“Una giovane donna irrompe nella casa di Grayson Pierce, agente segreto della Sigma, e sviene tra le sue braccia. Sconcertato, lui la riconosce all'istante: è Seichan, membro di spicco di una potente organizzazione terroristica. La donna è gravemente ferita e ha con sé un oggetto piccolo ma prezioso: un obelisco di pietra su cui sono incisi simboli di una lingua antichissima, addirittura antecedente ai geroglifici. Cosa significano quei segni? E chi vuole uccidere Seichan? In un'isola sperduta dell'arcipelago indonesiano, si diffonde un'epidemia devastante, che costringe le autorità sanitarie a requisire una lussuosa nave da crociera, così da isolare gli uomini e le donne contagiati da un virus letale e sconosciuto. Tuttavia, soltanto poche ore dopo, alcuni pirati abbordano la nave e, ignorando il ricchissimo bottino, concentrano invece la loro attenzione sugli individui infetti e sugli scienziati che stanno investigando sull'accaduto, tra i quali ci sono Lisa Cummings e Monk Kokkalis, agenti della Sigma. Perché quell'epidemia è così importante? E in quale modo è legata all'enigmatico obelisco e al misterioso viaggio di ritorno di Marco Polo dalla Cina, mai raccontato nel "Milione"? Da Washington al Sud-est asiatico, dal Vaticano a Istanbul, gli agenti della Sigma sono gli unici a poter scongiurare una minaccia che la Storia sembrava aver cancellato per sempre. Ma non potranno fidarsi di nessuno, perché chiunque, amico o nemico, potrebbe avere il ‘marchio di Giuda’.”


È stata una piacevole lettura, piena di spunti da approfondire.

Ad esempio il mistero del viaggio di ritorno di Marco Polo. Non raccontò mai cosa accadde di ritorno dall’Asia. Delle 18 navi che Kublai Kan gli diede ne tornarono solo 2, con un equipaggio totale di soli 18 uomini. Ed erano partiti in 600!

La narrazione ci porta a visitare luoghi meravigliosi come Hagia Sophia a Istanbul, maestosa chiesa bizantina poi divenuta moschea e in seguito museo.

O come il complesso di costruzioni di Angkor in Cambogia, testimonianza immortale dei fasti della civiltà Khmer.

Sapevate ad esempio che il magnifico complesso è stato strutturato seguendo la costellazione del Drago?


E non tralasciamo l’oscuro alfabeto angelico ideato da Johannes Trithemius e Heinrich Agrippa, derivato dall’ebraico e strutturato secondo i principi della Kabbalah.

Lo spunto più interessante del libro riguarda il DNA umano.

Sapevate che solo il 3% del nostro genoma è attivo? Il restante 97% viene definito 1genoma spazzatura1. In realtà questo sembra essere una banca della nostra storia genetica. Inoltre, sottoposto ad un programma crittografico di verifica del linguaggio, esso è risultato rispondere alle specifiche richieste: è un linguaggio esso stesso!

Su questo sito medico si parla dell’articolo di Flam, F. "Hints of a language in junk DNA", pubblicato da Science nel 1994.

Secondo quelle ricerche il DNA non serve solo a costruire e mantenere il nostro corpo, ma anche come deposito (Data Bank) di memoria dati e comunicazione. Essi hanno scoperto che il codice genetico segue tutte le regole dei linguaggi umani; essi hanno comparato le regole della sintassi (il modo nel quale sono messe assieme le parole) + la semantica (studio del significato delle parole e delle loro radici nelle varie forme linguistiche) + le regole basilari della grammatica ed hanno trovato che le coppie basiche (Adenina, Guanina, Citosina, Timina) del ns. DNA seguono specifiche regole grammaticali di un linguaggio ben preciso, come i nostri linguaggi umani. Il che porta ad affermare che il linguaggio umano derivi proprio dal linguaggio del DNA e non sarebbe un fenomeno indipendente da esso.

Mi piace leggere libri pieni di spunti! Anche se questo non passerà alla storia come l’opera letteraria del secolo, spinge il lettore verso tutti i punti cardinali del sapere: la storia, l’arte, la filosofia e la scienza.

Che volete di più?

giovedì 27 maggio 2010

L'ultima missione dell'Atlantis



Dal Fatto di oggi:

Ha finito in modo perfetto, toccando terra nel minuto esatto previsto, alle 8 e 48 (le 14 e 48 in Italia): la navetta spaziale Atlantis ha concluso ieri 25 anni di carriera. Con 6 astronauti a bordo, lo shuttle ha portato a compimento la sua ultima missione verso la Stazione spaziale internazionale


mercoledì 26 maggio 2010

La particella di Dio spiegata a Oliver


Ho scovato un blog davvero interessante e simpatico. Stavo cercando una spiegazione comprensibile della ‘particella di Dio’ ovvero il bosone di Higgs. Wikipedia non mi ha aiutato molto ma cerca che ti cerca ho trovato ‘Il bosone di Higgs spiegato a Oliver’. Ma chi è costui?

Oliver (che potete vedere nella foto qui sopra) è il cane dell’autore, un fisico che lavora al CERN; è molto curioso e ogni tanto fa delle domande al suo padrone che, con molta pazienza, cerca di rendere l’argomento comprensibile.

Ecco il post sul bosone di Higgs ed ecco il link al blog. Consiglio vivamente la voce ‘Scienza con Oliver’. Illuminante!

Ecco il post:


Oliver è un cane molto curioso, anche se spesso si interessa con costanza solo a quello che può essere nascosto dietro un cespuglio, sotto un cuscino o nella mia tasca. Ogni tanto però nelle nostre passeggiate mattutine mi sorprende con domande che mai mi sarei aspettato da un salsiccio-meticcio come lui. Me le fa di solito di mattina presto, e normalmente non c’è nessun altro oltre a me ad ascoltare. Oliver è un cane piuttosto riservato.

L’altra mattina Oliver mi ha chiesto dove trovo i soldi per comprargli i biscotti. Gli ho spiegato che lavoro al CERN per un esperimento di fisica che tra le altre cose cerca una particella chiamata bosone di Higgs. Di solito si accontenta, ma doveva essere particolarmente concentrato perché ha insistito chiedendomi: “che cos’è il bosone di Higgs?”.

Aiuto, qui devo iniziare da lontanissimo. O forse no, Oliver in fondo è un cane intelligente (insomma, forse non proprio intelligente, ma almeno sveglio. Insomma, è un cane, no?). Allora, gli ho detto, hai presente la tua ciotola dell’acqua? Dentro c’è appunto dell’acqua, e un tempo si pensava fosse tutto li. L’acqua è acqua. Poi qualcuno h cominciato a chiedersi che cosa avrebbe trovato affettando l’acqua (o qualunque altro materiale) in pezzi piccolissimi. Avrebbe trovato sempre acqua, o qualcosa di più fondamentale che componeva l’acqua? E si sarebbe fermato a un certo punto? Si iniziò separando le molecole, poi affettando ancora più a fondo si scoprì che anche una molecola d’acqua è un composto, formato da un atomo di ossigeno e due di idrogeno (Oliver conosce la chimica, e fin qui non fa domande). E gli atomi? Sminuzzando pure loro li si scoprì composti da un nucleo attorno a cui orbitavano delle particelle chiamate elettroni, e nei nuclei delle particelle chiamate protoni e neutroni. Non tanto tempo fa si arrivò ad affettare ancora di più (il verbo “affettare” piace molto a Oliver, gli ricorda il macellaio e si solito inizia a sbavare), per scoprire che anche protoni e neutroni sono dei composti fatti da particelle ancora più elementari, i quark. Bene, per farla breve, oggi gli scienziati pensano che tutte le cose siano fatte dalle particelle che vedi in questo disegnino, i quark e i leptoni, che si combinano tra loro come in un gioco delle costruzioni (un protone per esempio è costituito da due quark up e un quark down, un neutrone da due quark down e un quark up). Questi costituenti elementari si parlano scambiandosi delle altre particelle “messaggere”, che sono i fattorini delle forze fondamentali della natura: il fotone (la luce in tutte le sue forme) trasporta la forza elettromagnetica, che è quella responsabile di tutta la chimica e le interazioni di tutti i giorni; i gluoni scambiano la forza “forte”, che tiene insieme i quark e i nuclei degli atomi; le particelle W e Z si occupano di scambiare la forza “debole”, che è quella responsabile della radioattività. Hai ragione, c’è anche la gravità, che però meriterebbe in discorso a parte che facciamo un’altra volta, d’accordo? Bene, mi dirai tu, dunque gli scienziati sano tutto, abbiamo tutti gli ingredienti della materia e pure i collanti per tenerla insieme: non siete soddisfatti? No, non del tutto.


Vedi, la teoria che descrive i componenti fondamentali di tutte le cose (la chiamiamo il Modello Standard, ed è stato formalizzato negli anni ‘70 del secolo scorso) funziona veramente molto bene, ma ha un piccolo difetto: sostiene che le particelle non dovrebbero avere massa. Capisci? Nessuna massa, particelle senza peso! E’ un bel controsenso, perché noi sappiamo benissimo che le cose hanno massa, e dunque ce l’hanno le particelle che le compongono. Il problema è che se aggiungiamo “a mano” nella teoria la massa delle particelle, le equazioni vengono distrutte e non funzionano più (i fisici teorici dicono che l’invarianza di gauge della teoria non era rispettata). Un bel dilemma, no?

Poi negli anni 60 il signor Peter Higgs saltò su dicendo: “io avrei una possibile soluzione!”. Supponiamo che le particelle in effetti non abbiamo massa di per sé, ma che nell’universo esista però un campo che pervade tutto, una sorta di melassa cosmica che le particelle devono attraversare quando si muovono. Questa melassa frenerebbe in modo diverso ogni particella (e ogni composto di particelle, anche gli uomini e i cani) rendendola più o meno pesante. Wow! Tradotta in equazioni l’idea funzionava: le particelle acquisivano massa e le equazioni della teoria rimanevano valide senza spappolarsi. Eureka!


Già, ma come fare a provarlo? Il signor Higgs andò oltre nei suoi calcoli e notò che se la sua ipotesi era vera, allora questa sorta di melassa cosmica, oltre a dare massa alle particelle, ogni tanto doveva anche raggrumarsi su se stessa, dando vita una nuova particella che venne battezzata bosone di Higgs. Ecco, il bosone di Higgs, se esiste, è il condensato di questo campo che pervaderebbe tutto e sarebbe il responsabile della massa di tutte le altre particelle. Capisci adesso perché lo cerchiamo? Se riuscissimo a vederlo avremmo la prova che la teoria del signor Higgs è esatta, e dunque una spiegazione del perché tutto ha una massa. Mica pizza e fichi! E poi pensa che potrebbe anche essercene più d’uno: la melassa cosmica potrebbe essere un miscuglio di più gusti, per cui potremmo avere grumi dal sapore diverso.


Allora sei soddisfatto? Si, capisco bene che adesso avresti altre mille domande: come siete arrivati a scoprire tutti i mattoni fondamentali della materia? Come cercate di vedere questo misterioso bosone di Higgs? E se non lo trovate, non è un bel problema? E perché l’altro giorno ti sei eccitato tanto? Risponderò a quest’ultima: l’altro giorno sono saltato sulla sedia perché un esperimento americano (si chiama CDF, e lavora su un acceleratore chiamato Tevatron vicino a Chicago) ha annunciato che forse aveva visto una debole traccia del bosone di Higgs, o meglio di uno dei bosoni di Higgs millegusti-più-uno a cui accennavo prima. Niente di ancora sicuro, ma insomma, almeno da drizzare le orecchie.







martedì 25 maggio 2010

Mitica Lego!



Da CacaoOnLine:

Il rover spaziale Opportunity avrebbe dovuto lavorare sulla superficie di Marte per 90 giorni, invece ha abbondantemente superato quota 2.300, battendo il precedente record della sonda Viking 1, 6 anni e 116 giorni.
A differenza del compagno Spirit, scarico e con due ruote insabbiate, Opportunity sta procedendo nelle rilevazioni: a lui si deve la scoperta della presenza di sali probabilmente marini, nonche' dei “mirtilli”, agglomerati sferici di ematite, un composto di ferro e ossigeno.
Tra novembre e dicembre 2011 la NASA inviera' sul pianeta un terzo rover. Poi dicono che non c'e' vita...

martedì 6 aprile 2010

Nuova specie di ominide riscrive la storia



ASCA-AFP) – Parigi, 24 mar – Un ominide vissuto nel sud della Siberia circa 40 mila anni fa potrebbe ridisegnare l’albero di famiglia del genere umano, riscrivendo la storia del suo esodo dall’Africa e della sua conquista di tutta la Terra. Gli scienziati hanno analizzato tracce di DNA prelevate dalle ossa di una falange, probabilmente appartenuta ad un bambino, trovata in una caverna dei Monti Altai, la grotta di Denisova. L’ominide aveva caratteristiche genetiche diverse da quelle dell’uomo di Neanderthal e l’Homo Sapiens, che abitavano la zona nello stesso periodo, il che ne farebbe una distinta specie di razza umana. Lo studio, pubblicato sul settimanale Nature, e’ stato condotto dall’Istituto Max Planck in Germania e la scoperta, una volta confermata, potrebbe arricchire di un nuovo capitolo la storia dei nostri antenati


Il nuovo ritrovamento fossile potrebbe costringere i paleontologi a riscrivere la storia dell’evoluzione umana. L’analisi del Dna rinvenuto in un frammento osseo dimostra l’esistenza di un ominide vissuto 40.000 anni fa in Siberia; questo nostro "antico parente" sarebbe il risultato di una migrazione dall’Africa sconosciuta e precedente sia a quella degli antenati dell’Uomo di Neanderthal (avvenuta circa mezzo milione di anni fa) che a quella dell’Homo sapiens (circa 50.000 anni fa).


L’analisi mostra importanti differenze nel DNA mitocondriale, differenze notevoli in relazione alle due specie umane – H. sapiens e neanderthalensis – che si pensava abitassero quella zona durante il Pleistocene.
Il DNA mitocondriale di Neanderthal si differenzia in media di 202 posizioni nelle basi nucleiche da quello dell'uomo moderno. La differenza del nuovo fossile in confronto a esseri umani moderni è circa due volte più grande.
L’analisi del DNA mitocondriale, condotta da ricercatori tedeschi del Max Planck Institute di Lipsia, ha rivelato che non combacia con quello né dei Neandertal né degli uomini moderni (che all’epoca vivevano lì vicino).Sebbene l’individuo sia stato soprannominato X-woman (per il nome ufficiale si è preferito aspettare), gli scienziati pensano che si trattasse di un bambino tra i 5 e i 7 anni; non si sa se maschio o femmina. L’osso del mignolo, di cui finora non sono state rilasciate foto o descrizioni, sarebbe potuto appartenere a una specie umana estinta, finora sconosciuta, che migrò fuori dall’Africa molto prima dei Sapiens. Le differenze del DNA mitocondriale implicano che l’ominide di Altai si distaccò dall’evoluzione degli esseri umani un milione di anni fa. Se così fosse, la presunta specie deve aver lasciato l’Africa in una migrazione precedentemente sconosciuta, compresa comunque tra quella dell’Homo erectus (il primo ominide a lasciare l’Africa 1.9 milioni di anni fa) e quella dell’Homo heidelbergensis (300000-500000 anni fa) – che presumibilmente diede origine all’uomo di Neandertal.


giovedì 11 febbraio 2010

Le nostre origini


Da CacaoOnLine:

Chi siamo e da dove veniamo? Secondo una ricerca del professor Chandra Wickramasinghe, docente presso l'Universita' di Cardiff, siamo tutti alieni venuti dallo spazio.
I primi “semi della vita” sarebbero stati depositati sulla Terra 3,8 miliardi di anni fa da una cometa.
Non solo non siamo soli nell'universo ma l'uomo e' l'anello di una catena di discendenza che si estende da un pianeta all'altro nel cosmo.
“Le prove puntano inesorabilmente in questa direzione”, ha dichiarato il professore.

martedì 2 febbraio 2010

Occhi blu

The American Journal of Human Genetics
Stati Uniti

Febbraio 2008




Cos'hanno in comune Nicole Kidman, Paul Newman e Frank Sinatra oltre agli occhi azzurri? Un lontano antenato mediorientale che aveva una mutazione del gene herc2. È un gene che controlla l'attività di un gene adiacente, oca2, coinvolto nella produzione di melanina.

Da questo pigmento dipende il colore della pelle e dell'iride, che può virare dal marrone al verde. Quando herc2 è mutato, il gene della melanina non funziona bene: il colore si diluisce e passa dal marrone all'azzurro. Un gruppo di ricercatori di Copenaghen aveva già parlato di questa mutazione sul numero di gennaio di Human Genetics, lasciando sbigottiti i genetisti di tutto il mondo. Si pensava che il colore degli occhi fosse un carattere ereditario controllato da più geni e non da uno solo. Ora The American Journal of Human Genetics pubblica due nuovi studi che hanno analizzato la mutazione in diverse popolazioni.

L'ipotesi è che in origine avevamo tutti gli occhi castani e che la mutazione sia comparsa tra i sei e i diecimila anni fa nella regione del Mar Morto, da dove si è diffusa quando i popoli del neolitico migrarono dal Medio Oriente all'Europa. Resta da spiegare perché sia sopravvissuta: la mutazione di per sé non è dannosa né sembra vantaggiosa

mercoledì 27 gennaio 2010

L'emozione del secolo



New Scientist
Gran Bretagna

20 gennaio 2010

Gli psicologi hanno identificato da tempo le sei emozioni fondamentali: gioia, tristezza, paura, rabbia, sorpresa e disgusto. Tutti le proviamo e vengono manifestate con lo stesso tipo di espressione facciale ovunque nel mondo. A ognuna è stato assegnato un valore per la sopravvivenza: per esempio, il disgusto serve a evitare le malattie, la rabbia a combattere i nemici, la paura a sfuggire ai predatori.

Alle emozioni fondamentali, con un chiaro significato evolutivo, potrebbero aggiungersene altre. New Scientist esamina i possibili candidati. Uno di questi è la curiosità, che spinge a superare l'ansia generata dall'ignoto per inseguire la conoscenza. Un altro candidato è la gratitudine, che incoraggia chi ha ricevuto un favore a continuare a frequentare la persona generosa, pensando forse di ottenere altri benefici.

A lungo termine, ipotizzano gli psicologi, la gratitudine potrebbe innescare cicli di dare e avere duraturi nel tempo e vantaggiosi. La confusione sembra essere un candidato improbabile, eppure è l'emozione più riconoscibile dopo la gioia. Il suo significato è oscuro, ma potrebbe segnalare che il proprio modello mentale del mondo è sbagliato e va cambiato. Inoltre, una faccia confusa invita altre persone a offrire aiuto, incoraggiando la creazione di rapporti sociali e facendone l'emozione perfetta del secolo

martedì 5 gennaio 2010

Giochi da scienziati


Seed
Stati Uniti


Appassionato di scacchi, Albert Einstein considerava i giochi una delle più alte forme di indagine. Sarà per questo che gli scienziati e i creatori di videogiochi lavorano insieme sempre più spesso. La nuova frontiera di questa collaborazione punta a sostituire i problemi fittizi del gioco con questioni scientifiche reali, che gruppi di giocatori possono provare a risolvere cooperando.

La speranza è di avere grandi quantità di giocatori che mettono insieme i dati, cercano schemi ricorrenti e formulano nuove ipotesi. Gli esperimenti – compiuti a volte in laboratori virtuali, molto meno costosi di quelli reali – sono ripetuti più volte e alla fine della giornata, quando tutti i risultati vengono messi insieme, si scopre chi ha vinto. Nel 2008 i ricercatori dell'Institute for the future di Palo Alto, in California, lanceranno X2, un gioco rivolto inizialmente agli scienziati, e forse in un secondo momento anche al pubblico.

Si tratta di "un ambiente collaborativo pensato per convincerli a impegnarsi per settimane, mesi e forse anche anni", spiega Seed. Scenografie spettacolari, missioni per più giocatori, informazioni sulle prestazioni e difficoltà crescenti dovrebbero spingere i giocatori a trovare soluzioni collettive. L'obiettivo è individuare "nuovi modi per rendere la scienza accessibile e divertente come la cultura pop".

martedì 29 dicembre 2009

Dubbi sul Tamiflu








BMJ Gran Bretagna 12 dicembre 2009

Il British Medical Journal mette in dubbio l’efficacia del Tamiflu, il farmaco contro l’influenza che negli ultimi mesi ha avuto un’impennata delle vendite. Molti governi hanno acquistato milioni di dosi dell’antivirale per contrastare la pandemia di influenza A (H1N1), ma le prove della sua efficacia sono poco convincenti.

“Vogliamo i dati grezzi, subito”, scrive la rivista, che critica la mancata pubblicazione di alcune sperimentazioni cliniche. è dimostrato che l’oseltamivir, il principio attivo del farmaco prodotto dalla Roche, riduce moderatamente i sintomi influenzali, ma non è chiaro se riduca anche il rischio di complicanze, come polmoniti e bronchiti. Alcuni studi sono riservati, e quelli resi pubblici non sono sufficienti a dimostrarne l’efficacia: è necessaria una sperimentazione indipendente per eliminare i dubbi, sostengono alcuni ricercatori.

La documentazione è stata inviata alle autorità sanitarie per l’approvazione del farmaco, ribatte il gruppo farmaceutico svizzero. E annuncia che gli studi saranno resi disponibili su un sito web protetto da password a tutti i ricercatori “che svolgono analisi legittime”. Servirebbero anche ulteriori ricerche sull’uso del farmaco nelle persone a rischio di complicanze, come i malati cronici o le donne incinte, e sui suoi effetti collaterali.

venerdì 20 novembre 2009

Matematica e immaginario


Nonostante la mia indiscussa ignoranza su argomenti matematici questa materia mi ha sempre profondamente affascinata. Se avessi previsto che questa attrazione sarebbe in seguito divenuta una passione, forse durante la mia carriera scolastica mi sarei impegnata un po’ di più durante l’ora della professoressa Panucci. Recitato il mea culpa, passiamo al nocciolo del post.

Trovo che le equazioni siano il perfetto connubio tra l’arte pittorica e la filosofia. L’esatta espressione grafica di un concetto complesso, non sempre osservabile a occhio nudo.


Nei post precedenti si parlava di ipotesi matematiche non ancora dimostrate. di Godel e la sua teoria sui limiti della matematica. La nostra specie però non si è mai accontentata di ciò che percepisce con i sensi. Dalla religione, alla filosofia, dalla matematica alla fisica teorica, l’uomo ha sempre tentato di dare un volto, una definizione o una misura a ciò che non riusciva a vedere.


Non intendo proporre soluzioni alle domande del millennio ma solo suggerire la lettura di qualche libro che ha stimolato il mio ‘immaginario matematico’ se così lo si può definire.


Tre libri, tre avventure alla ricerca dell’equazione definitiva.


Da Il labirinto di Versailles, recensito qui, un’equazione semplice e affascinante.


Ecco un estratto:



“Non riuscivo a crederci. La dimostrazione matematica dell’esistenza di Dio si trovava sotto i miei occhi (…).





Zero alla Zero uguale Uno. Ossia il numero elevato a zero dà uno.


Dallo zero, ossia dal nulla, si crea l’uno, ossia qualcosa.


La forza superiore in gradi di creare il mondo ex nihilo, di far sorgere l’esistenza dal niente non è esattamente la definizione che diamo di Dio?


Matematicamente parlando, l’essere può scaturire dal niente. Quindi Dio esiste.


(…) In matematica si sa che A elevato alla N e diviso per A elevato alla M è uguale ad A elevato alla N-M. il che si scrive così:








e se




ELEMENTARE AMMETTILO…Così quando si eleva 0 alla potenza 0 non si ottiene 0, come il nostro limitato raziocinio c’induce a credere, ma 1. tutti i numeri elevati a 0 danno 1, e 0 non fa eccezione.


Dal niente emerge il tutto. O se preferisci, dall’assenza nasce la presenza. Dal nulla nasce l’universo.


All’inizio era il niente. Lo spirito. E lo spirito ha generato il mondo.


Dio stesso è dimostrabile.


Anche Dio è binario”.


Questa è la formula matematica graficamente rappresentata dal geniale architetto giardiniere Le Notre nel giardino di Versailles utilizzando le statue di Latona e Apollo.”




Un libro che invece ho letto ma non ho recensito su queste pagine è Eresia di Douglas Preston.


La quarta recita:


“Red Mesa, Arizona. Un’arida distesa di pietre e polvere, riserva naturale dei Navajo. Nelle viscere di questa terra lontana da tutto è nascosta Isabella, la macchina più costosa mai costruita dall’uomo: un acceleratore di particelle in grado di ricreare le condizioni energetiche del Big Bang e di svelare, forse, il mistero clic avvolge le origini dell’universo. L’ha concepita Gregory North Hazelius, ambiguo genio della fisica, con l’aiuto di una formidabile squadra di scienziati. Ma qualcosa va storto e, inaspettatamente. Isabella si ribella ai suoi creatori: durante un esperimento la macchina smette di rispondere ai comandi e gli scienziati si trovano faccia a faccia con una misteriosa entità che si serve di Isabella per inviare oscuri e minacciosi messaggi. L’opinione pubblica si divide e le ipotesi si moltiplicano; c’è chi pensa al manifestarsi di intelligenze extraterrestri e chi teme l’avvento di un nuovo culto (fondato sulla scienza contro le religioni tradizionali. Mentre cinici predicatori da talk-show chiamano a raccolta i fedeli nella crociata contro l’ennesimo Anticristo e l’FBI indaga sul controverso progetto Isabella, il supcrcomputer di Hazelius prepara l’ultima, e più inquietante, sorpresa…”


Davvero affascinante e con un finale del tutto inaspettato, anche se avrei preferito una soluzione diversa. Anche qui troviamo un’equazione dal risultato quasi incalcolabile e un’intelligenza (artificiale? Umana? Divina? Aliena?) che sembra aver compreso il fine ultimo dell’esistenza nella sua accezione più vasta…quella astronomica.



“Salve



Salve a te



Sono contento di parlarti. Chi sei?



In mancanza di un termine migliore, sono Dio



Se sei davvero Dio dimostralo



Non abbiamo tempo per le dimostrazioni



Sto pensando a un numero tra uno e dieci. Qual è?



Stai pensando al numero trascendente e.



Adesso sto pensando a un numero tra zero e uno



È il numero di Chaitin: Omega



Se sei Diio allora…qual è lo scopo dell’esistenza?



Non conosco il fine ultimo



Interessante, un dio che non conosce lo scopo dell’esistenza



Se lo conoscessi, l’esistenza sarebbe priva di senso



Perché?



Se la fine dell’universo fosse presente nel suo inizio, se ci trovassimo semplicemente al centro di un divenire deterministico di una serie di condizioni iniziali, allora l’universo sarebbe un’opera priva di senso



Spiegati



Se sei a destinazione, perché intraprendere il viaggio? Se conosci la risposta, perché fare la domanda? Per questo il futuro è, e dev’essere, profondamente oscuro, persino a Dio. Altrimenti l’esistenza non avrebbe significato



È un’argomentazio metafisica, non fisica



L’argomentazione fisica è che nessuna parte dell’universo può calcolare le cose più rapidamente dell’universo stesso. L’universo “predice il futuro” il più rapidamente possibile



Che cos’è l’universo? Chi siamo noi? Cosa facciamo qui?



L’universo è un calcolo immenso, irriducibile, in continuo sviluppo, cha sta evolvendo verso uno stato che non conosco e non posso conoscere. Lo scopo dell’esistenza è raggiungere questo stato finale, che tuttavia è un mistero per me. Così dev’essere, altrimenti se conoscessi la risposta, quale sarebbe lo scopo di tutto?



Che cosa intendi per calcolo? Ci troviamo tutti all’interno di un computer?



Per calcolo intendo pensiero. L’intera esistenza, tutto ciò che accade, una foglia che cade, un’onda sulla spiaggia, il collassare di una stella, sono solo io che penso



(…)




Perché esiste l’universo?



L’universo esiste perché è più semplice del nulla. Per la stessa ragione io esisto. L’universo non può essere più semplice di quello che è. Questa è la legge fisica da cuo tutte le altre derivano.



Che cosa può essere più semplice del nulla?



Il “nulla” non può esistere. È un paradosso immediato. L’universo è lo stato più vicino al nulla



(…)



Quale sarà lo stato finale dell’universo?



Non lo so ma avverrà quando l’universo raggiungerà la pienezza del tempo.



Hai parlato di pienezza del tempo. In quanto si traduce con esattezza?



Sarà un numero di anni pari al fattoriale di dieci elevato alla potenza del fattoriale di dieci. Quel numero dovrà essere elevato alla potenza del fattoriale di dieci, quel numero elevato alla potenza del fattoriale di dieci, questa relazione di potenze va ripetuta 10 ^83 volte e il numero risultante elevato alla potenza del suo fattoriale 10^47 volte, come sopra. Usando la vostra notazione matematica questo numero, il primo numero di Dio, è:


Questa è la lunghezza del tempo espressa in anni che l’universo impiegherà per concepirsi nello stato finale, per arrivare alla risposta definitiva.



È un numero assurdamente elevato!



È così, ma è solo una goccia nell’oceano dell’infinito”




Ed ora passiamo all’ultimo libro della lista. L’ultima equazione di Mark Alpert. Questo è davvero un bel libro. Ritmi incalzanti e una trama che non perde mai un colpo, neanche quando entra nel merito della leggendaria Einheitliche feldtheorie, la teoria unitaria dei campi che Einstein tentò di formulare durante tutta la sua carriera ma che non riuscì mai ad elaborare.


….e se invece ci fosse riuscito?


La quarta di copertina è questa:


David Swift, docente di storia della scienza alla Columbia University, viene chiamato d'urgenza al St. Luke's Hospital di New York: Hans Kleinman, il suo vecchio professore di fìsica, è stato aggredito e torturato da uno sconosciuto e adesso è in bilico tra la vita e la morte. L'uomo che David trova è ovviamente ben diverso da quello che, cinquant'anni prima, era considerato uno dei più brillanti assistenti di Albert Einstein e che poi era diventato uno scienziato ammirato da tutti. Kleinman è in stato confusionale e ripete in maniera ossessiva due termini tedeschi - Einheitliche Feldtheorìe - e una serie di cifre. David intuisce quale significato dare a quelle parole: il professore si sta riferendo alla "teoria unitaria dei campi", quella che spiegherebbe tutte le forze della natura, dalla gravita all'elettricità alla potenza nucleare. E sa pure che Einstein ha dedicato gran parte della vita a formularla, ma senza riuscirci... O forse no? C'è comunque ben poco di teorico in quello che accade a David subito dopo la morte del suo mentore: nel giro di poche ore, viene fermato dall'FBI con l'accusa di omicidio e diventa l'obiettivo di un uomo determinato a tutto pur di scoprire quelle equazioni rivoluzionarie. Perché David è la chiave, l'unica persona che, interpretando e seguendo gli indizi criptici sussurrategli da Kleinman, può trovare la soluzione a un'ipotesi scientifica così audace e devastante che potrebbe piegare le leggi dell'universo alla volontà umana...



Ecco un estratto che non rovinerà comunque la lettura per chi non l’ha ancora comprato.





“Nella teoria delle stringhe si chiamano ‘brane’. Nei diagrammi appaiono bidimensionali ma in realtà ciascuno rappresenta un universo tridimensionale. Assomigliano alla carta moschicida più che alla stagnola, perché quasi tutte le particelle subatomiche vi rimangono appiccicate. L’altra brana è un universo del tutto distinto e si muovono entrambe in uno spazio più vasto, detto ‘volume multidimensionale’, che ha in tutto 10 dimensioni.”


“Perché si scontrano?”


“Una delle poche forze che può lasciare la brana e viaggiare nel volume multidimensionale è la gravità. Una brana può esercitare un’attrazione gravitazionale sull’altra e, quando collidono, si deformano e generano un sacco di energia (..) Einstein ha elaborato le equazioni corrette per la nostra brana e la relativa evoluzione. La sua teoria unitaria spiega come è iniziato tutto”


“Il Big Bang?”


“Si. Due brane vuote si urtano e l’energia prodotta dall’impatto riempie il nostro universo, trasformandosi poi in atomi, stelle e galassie, tutti impegnati a sfrecciare verso l’esterno in un’onda gigantesca.”


(…)


“C’è un’altra forza che può uscire dalla brana ed entrare nelle extradimensioni del volume multidimensionale. Ricordi cos’è un neutrino?”


“certo. E’ come il fratello minore dell’elettrone. Una particella senza carica e con pochissima massa”


“Alcuni fisici hanno ipotizzato l’esistenza di una particella detta ‘neutrino sterile’. La definiscono sterile perché non interagisce con nessuna particella del nostro universo. I neutrini sterili vanno nelle extradimensioni e filtrano attraverso la nostra brana come l’acqua attravrso un colino”


“Secondo la formula, la deformazione dello spazio-tempo della nostra brana può generare esplosioni di particelle. Se la brana si deforma a sufficienza, i neutrini sterili possono schizzare fuori da una parte dell’universo e raggiungerne un’altra prendendo una scorciatoia nel volume multidimebnsionale.”



“E’ un wormhole. Un ponte che collega regioni lontane dello spazio-tempo”




La particolarità di quest’ultimo libro è nel suo autore. Dovete sapere infatti che il profilo del protagonista è fortemente autobiografico. Nel romanzo si parla di un saggio su un universo bidimensionale chiamato Flatland che in realtà fu realmente scritto da Alpert quando studiava fisica, anche se poi la sua vita deviò dalla scienza alle lettere.