mercoledì 22 febbraio 2017

La Luisona


Oggi ho venduto una Luisona!
Voi vi chiederete cosa sia una Luisona.
Nel gergo librario inventato da me medesima dicesi Luisona di un libro così vecchio da non poter più essere reso all'editore. 
Di seguito potete leggere il breve capitolo tratto da Bar sport di Stefano Benni, il vero inventore della Luisona.
Buon divertimento. 
"Al bar Sport non si mangia quasi mai. C’è una bachecacon delle paste, ma è puramente coreografica. Sono paste ornamentali, spesso veri e propri pezzi d’artigianato. 
Sono lì da anni, tanto che i clienti abituali, ormai, le conoscono una per una. 
Entrando dicono: «Lameringa è un po’ sciupata, oggi. Sarà il caldo». 
Oppure: «È ora di dar la polvere al krapfen». 
Solo, qualche volta, il cliente occasionaleosa avvicinarsi al sacrario. 
Una volta, ad esempio, entrò un rappresentante di Milano. 
Aprì la bacheca e si mise in bocca una pastonabianca e nera, con sopra una spruzzata di quella bellissima granellain duralluminio che sola contraddistingue la pasta veramente cattiva. 
Subito nel bar si sparse la voce: «Hanno mangiato la Luisona!»
La Luisona era la decana delle paste, e si trovava nella bacheca dal1959. Guardando il colore della sua crema i vecchi riuscivano a trarre le previsioni del tempo. 
La sua scomparsa fu un colpo durissimo per tutti. 
Il rappresentante fu invitato a uscire nel generale disprezzo. Nessuno lo toccò, perché il suo gesto malvagio conteneva già in sé la più tremenda delle punizioni. 
Infatti fu trovato appena un’oradopo, nella toilette di un autogrill di Modena, in preda ad atrocidolori. La Luisona si era vendicata.
La particolarità di queste paste è infatti la non facile digeribilità.
Quando la pasta viene ingerita, per prima cosa la granella buca l’esofago. Poi, quando la pasta arriva al fegato, questo la analizza erinuncia, spostandosi di un colpo a sinistra e lasciandola passare. La pasta, ancora intera, percorre l’intestino e cade a terra intatta dopo pochi secondi.
Se il barista non ha visto niente, potete anche rimetterla nella bacheca e andarvene."
Benni, Bar sport, Feltrinelli

venerdì 10 febbraio 2017

Il lungo viaggio verso le fonti del diritto


Pronto vorrei farmi mettere da parte il libro di Sorrentino, Le fonti del diritto. Passo domattina

Va bene ma non so se domani siamo aperti perchè chi dovrebbe lavorare sabato mattina ha la febbre. Ti lascio il libro all'altro punto vendita che è dietro l'angolo rispetto a noi

Ah. Dove?

E' facile è in via **** al civico numero 1 non ti puoi sbagliare

Ah. Aspetti.... dove?

Via **** 1..... Scusa ma tu sai dove siamo noi? Voglio dire: sai dove si trova la nostra libreria?

Si lo so.

Benissimo. Guardando l'ingresso della libreria devi dirigerti a sinistra e girare l'angolo. Fai la discesa e arrivi al civico 1. Fa angolo

Quindi poi giro a destra

Cosa?

Prima a sinistra e poi a destra

(mmmhhhhhfffff sospirone) Si (deficiente). Tu vai a sinistra e arrivi all'angolo del palazzo (brutta merda).
Non lasci mai il marciapiede (che sennò le macchine ti acciaccano e ti perdi nella terra di Mordor). 

Segui il perimetro del palazzo (forse ho osato troppo usando la parola perimetro?) quindi si, all'angolo giri a destra (stronzone).
Poi sempre dritto (dritto come la traiettoria di un siluro di merda lanciato nel water dopo ore di attesa in cerca di un bagno).
Passerai davanti a una farmacia, a una frutteria (dove prego che il fruttarolo bangla ti lanci una raffica di arance marce nel miglior stile del carnevale di Ivrea), quando il palazzo finisce (poco prima di incontrare il Balrog che si trova appena oltre l'angolo) 


 ...all'angolo proprio troverai la libreria al civico n1.

......mh....va bene. Allora il libro lo trovo lì?

(no ci trovi un orco arrapato che somministrerà una cura medievale al tuo povero culo) Si lo trovi lì. Dammi il cognome così te lo assegno

Il mio cognome?

(no voglio il soprannome zozzo che ti dà chi fa sesso con te) Si. Così scrivo che tu devi ritrare la copia che mando di là.

Mi chiamo ******

Bene ***** è tutto chiaro? (se mi dici di no ti lancio una maledizione zingara come nell'Occhio del male di Stephen King)

Si. Se ho problemi casomai chiamo.

(quale parte della frase: "domani siamo chiusi qui e aperti solo di là" ti è sfuggita?) VA BENE! (...addio merdaccia)

mercoledì 8 febbraio 2017

L'insulto dei sogni e il furto del futuro

Michele, 30 anni si è ucciso. La sua lettera parla del tradimento che la sua generazione ha dovuto subire; del furto del futuro, dell'insulto dei sogni.
Qualcuno dirà che era solo un depresso; qualcuno dirà che doveva rimboccarsi le maniche e provare lavori diversi dal grafico; qualcuno dirà che è stato vigliacco; qualcuno dirà che questi giovani non sanno cos'è il sacrificio perchè ai tempi miei si che si faticava! ecc ecc.
Io penso che in fondo ognuno di questi obiettori potrebbe avere un po' di ragione (ma poca....anzi talmente poca che tutto sommato hanno solo torto. Tiè) ma credo anche che Michele abbia espresso pienamente il suo dissenso. 
La sua lettera non è piagnucolante.
 Si potrebbe definire un vero e proprio manifesto. 
Non una dichiarazione di resa ma piuttosto una dichiarazione di guerra al mondo così com'è.
Ha scelto di chiamarsi fuori volontariamente e di scendere da una giostra che non gli ha mai dimostrato che valesse la pena di pagare il biglietto per un altro giro.
Ognuno di noi ha affrontato un percorso più o meno tortuoso per arrivare fino a qui. 
Contenti, scontenti, delusi o fieri; feriti gravemente o appena scalfiti, chi siamo noi per giudicare?
Michele non sarà ricordato come Mishima per il suo atto ma qui, in questo nascostissimo angolo di web, dove la gente capita per caso mentre cercava una canzone, qui io gli lascio spazio per chiarire il suo pensiero

“Ho vissuto (male) per trent’anni, qualcuno dirà che è troppo poco. Quel qualcuno non è in grado di stabilire quali sono i limiti di sopportazione, perché sono soggettivi, non oggettivi. Ho cercato di essere una brava persona, ho commesso molti errori, ho fatto molti tentativi, ho cercato di darmi un senso e uno scopo usando le mie risorse, di fare del malessere un’arte.

Ma le domande non finiscono mai, e io di sentirne sono stufo. E sono stufo anche di pormene. Sono stufo di fare sforzi senza ottenere risultati, stufo di critiche, stufo di colloqui di lavoro come grafico inutili, stufo di sprecare sentimenti e desideri per l’altro genere (che evidentemente non ha bisogno di me), stufo di invidiare, stufo di chiedermi cosa si prova a vincere, di dover giustificare la mia esistenza senza averla determinata, stufo di dover rispondere alle aspettative di tutti senza aver mai visto soddisfatte le mie, stufo di fare buon viso a pessima sorte, di fingere interesse, di illudermi,
di essere preso in giro, di essere messo da parte e di sentirmi dire che la sensibilità è una grande qualità.

Tutte balle. Se la sensibilità fosse davvero una grande qualità, sarebbe oggetto di ricerca. Non lo è mai stata e mai lo sarà, perché questa è la realtà sbagliata, è una dimensione dove conta la praticità che non premia i talenti, le alternative, sbeffeggia le ambizioni, insulta i sogni e qualunque cosa non si possa inquadrare nella cosiddetta normalità. Non la posso riconoscere come mia. Da questa realtà non si può pretendere niente. Non si può pretendere un lavoro, non si può pretendere di essere amati, non si possono pretendere riconoscimenti, non si può pretendere di pretendere la sicurezza, non si può pretendere un ambiente stabile.

A quest’ultimo proposito, le cose per voi si metteranno talmente male che tra un po’ non potrete pretendere nemmeno cibo, elettricità o acqua corrente, ma ovviamente non è più un mio problema. Il futuro sarà un disastro a cui non voglio assistere, e nemmeno partecipare. Buona fortuna a chi se la sente di affrontarlo. Non è assolutamente questo il mondo che mi doveva essere consegnato, e nessuno mi può costringere a continuare a farne parte. È un incubo di problemi, privo di identità, privo di garanzie, privo di punti di riferimento, e privo ormai anche di prospettive.

Non ci sono le condizioni per impormi, e io non ho i poteri o i mezzi per crearle. Non sono rappresentato da niente di ciò che vedo e non gli attribuisco nessun senso: io non c’entro nulla con tutto questo. Non posso passare la vita a combattere solo per sopravvivere, per avere lo spazio che sarebbe dovuto, o quello che spetta di diritto, cercando di cavare il meglio dal peggio che si sia mai visto per avere il minimo possibile. Io non me ne faccio niente del minimo, volevo il massimo, ma il massimo non è a mia disposizione. Di no come risposta non si vive, di no si muore, e non c’è mai stato posto qui per ciò che volevo, quindi in realtà, non sono mai esistito. Io non ho tradito, io mi sento tradito, da un’epoca che si permette di accantonarmi, invece di accogliermi come sarebbe suo dovere fare.

Lo stato generale delle cose per me è inaccettabile, non intendo più farmene carico e penso che sia giusto che ogni tanto qualcuno ricordi a tutti che siamo liberi, che esiste l’alternativa al soffrire: smettere. Se vivere non può essere un piacere, allora non può nemmeno diventare un obbligo, e io l’ho dimostrato. Mi rendo conto di fare del male e di darvi un enorme dolore, ma la mia rabbia ormai è tale che se non faccio questo, finirà ancora peggio, e di altro odio non c’è davvero bisogno. Sono entrato in questo mondo da persona libera, e da persona libera ne sono uscito, perché non mi piaceva nemmeno un po’. Basta con le ipocrisie.

Non mi faccio ricattare dal fatto che è l’unico possibile, io modello unico non funziona. Siete voi che fate i conti con me, non io con voi. Io sono un anticonformista, da sempre, e ho il diritto di dire ciò che penso, di fare la mia scelta, a qualsiasi costo. Non esiste niente che non si possa separare, la morte è solo lo strumento. Il libero arbitrio obbedisce all’individuo, non ai comodi degli altri. Io lo so che questa cosa vi sembra una follia, ma non lo è. È solo delusione. Mi è passata la voglia: non qui e non ora. Non posso imporre la mia essenza, ma la mia assenza sì, e il nulla assoluto è sempre meglio di un tutto dove non puoi essere felice facendo il tuo destino.

Perdonatemi, mamma e papà, se potete, ma ora sono di nuovo a casa. Sto bene. Dentro di me non c’era caos. Dentro di me c’era ordine. Questa generazione si vendica di un furto, il furto della felicità. Chiedo scusa a tutti i miei amici. Non odiatemi. Grazie per i bei momenti insieme, siete tutti migliori di me. Questo non è un insulto alle mie origini, ma un’accusa di alto tradimento.

P.S. Complimenti al ministro Poletti. Lui sì che ci valorizza a noi stronzi.

Ho resistito finché ho potuto”.

Michele

martedì 24 gennaio 2017

Non sei una pari



Tu Non Sei Una Pari. Mi dispiace.
C'e' un post che sta facendo il giro dei social media, in risposta alla Marcia delle Donne di Sabato 21 Gennaio, 2017. Inizia con "Io non sono una "disgrazia per le donne" perche' non sostengo la marcia delle donne. Non mi sento una "cittadina di seconda classe" perche' sono donna..."
Questa e' la mia risposta a quel post.
Ringrazia
Ringrazia. Ringrazia le donne che ti hanno dato una voce. Ringrazia le donne che sono state arrestate e imprigionate e picchiate e gassate per farti avere una voce. Ringrazia le donne che si sono rifiutate di arrendersi, le donne che hanno combattuto senza sosta per darti una voce. Ringrazia le donne che hanno interrotto le proprie vite, che -buon per te- non avevano "cose migliori da fare" che marciare e protestare e manifestare per la tua voce. Per non farti sentire come una "cittadina di seconda classe." Per farti sentire una "pari."
Ringrazia Susan B. Anthony e Alice Paul per il tuo diritto al voto.
Ringrazia Elizabeth Stanton per il tuo diritto al lavoro.
Ringrazia Maud Wood Park per la tua cura prenatale e la tua identita' al di fuori di tuo marito.
Ringrazia Rose Schneiderman per le tue condizioni di lavoro umane.
Ringrazia Eleanor Roosevelt e Molly Dewson per la tua possibilita' di lavorare in politica e modificare le norme.
Ringrazia Margaret Sanger per i tuoi anticoncezionali legali.
Ringrazia Carol Downer per i tuoi pari diritti riproduttivi.
Ringrazia Sarah Muller per la tua pari educazione.
Ringrazia Ruth Bader Ginsburg, Shannon Turner, Gloria Steinem, Zelda Kingoff Nordlinger, Rosa Parks, Angela Davis, Malika Saada Saar, Wagatwe Wanjuki, Ida B. Wells, Malala Yousafzai. Ringrazia tua madre, tua nonna, la sua bisnonna che non aveva la meta' dei diritti che hai tu adesso.
Tu puoi fare le tue scelte, parlare ed essere ascoltata, votare, lavorare, controllare il tuo corpo, difendere te stessa, difendere la tua famiglia, grazie alle donne che hanno marciato. Tu non hai fatto niente per guadagnarti quei diritti. Sei nata con quei diritti. Non hai fatto niente, ma cogli i benefici di donne, donne forti, donne che hanno combattuto la misoginia e resistito alla patriarchia e combattuto per te. E te ne stai sul to piedistallo, un piedistallo che sei fortunata ad avere, a digitare. Una guerriera da tastiera. Una combattente della noncuranza. Una che accetta cio' che le e' stato dato. Una che nega i fatti. Avvolta nella tua illusione di uguaglianza.
Tu non sei una pari. Anche se ti senti d'esserlo. Guadagni ancora meno di un uomo nel suo stesso lavoro. Guadagni meno come amministratrice, come atleta, come attrice, come dottoressa. Guadagni meno nel governo, nell'industria, nella sanita'.
Non hai ancora pieni diritti sul tuo stesso corpo. Gli uomini ancora dibattono sul tuo utero. Sulla tua cura prenatale. Sulle tue scelte.
Devi ancora pagare le tasse per necessita' sanitarie di base.
Devi ancora portare lo spray al pepe quando cammini da sola di notte. Devi ancora dimostrare in tribunale perche' eri ubriaca la notte che sei stata stuprata. Devi ancora giustificare il tuo comportamento quando un uomo si impone su di te.
Non hai ancora permesso di maternita' retribuito (o non retribuito). Devi ancora andare al lavoro anche quando il tuo corpo e' a pezzi. Quando soffri in silenzio da depressione post-parto.
Devi ancora combattere per allattare in pubblico. Devi ancora dimostrare ad altre donne che e' tuo diritto farlo. I tuoi seni ancora offendono.
Sei ancora oggettificata. Sei ancora fischiata. Sei ancora sessualizzata. Ti viene ancora detto che sei troppo magra o troppo grassa. Ti viene ancora detto che sei troppo vecchia o troppo giovane. Vieni elogiata quando "invecchi con grazia." Ti viene ancora detto che gli uomini invecchiano "meglio." Ti viene ancora detto di vestirti come una signora. Vieni ancora giudicata per i tuoi vestiti anziche' per cosa c'e' nella tua testa. La marca di borsa che porti conta ancora piu' della tua laurea universitaria.
Vieni ancora maltrattata da tuo marito, dal tuo ragazzo. Vieni ancora uccisa dai tuoi partner. Vieni ancora molestata, denigrata, disumanizzata.
Alle tue figlie viene ancora detto come sono belle prima che gl venga detto come sono intelligenti. Alle tue figlie viene ancora detto di comportarsi bene anche se "i maschi sono maschi." Alle tue figlie viene ancora detto che i maschi che gli tirano i capelli e le pizzicano lo fanno perche' gli piacciono.
Tu non sei una pari. Le tue figlie non sono pari. Siete ancora sistematicamente oppresse.
L'Estonia concede ai genitori fino a tre anni di permesso, pienamente retribuito per i primi 435 giorni. Gli USA non hanno norme che regolamentino il permesso di maternita'.
Le donne del Singapore si sentono al sicuro a camminare per la strada di notte. Le donne americane no.
Le donne della Nuova Zelanda hanno il divario salariale di genere piu' piccolo al mondo, al 5.6%. Il divario salariale degli USA e' del 20%.
L'Islanda ha il maggior numero di donne in amministrazione, al 44%. Gli USA al 4%.
Gli USA sono al 45° posto quando si tratta di uguaglianza delle donne. Dopo il Rwanda, Cuba, le Filippine, la Giamaica.
Ma lo capisco. Non vuoi ammetterlo. Non vuoi essere una vittima. Credi che il femminismo sia una parolaccia. Credi che non sia elegante combattere per l'uguaglianza. Odi la parola figa. A meno che ovviamente non sia per insultare un uomo che non rispecchia i tuoi standard di virilita'. Hai presente, il tipo di uomo che "permette" alla "sua" donna di fare tutto quello che le pare. Credi che le femministe siano emotive, irrazionali, irragionevoli. Perche' le donne non sono soddisfatte dalle proprie vite, dico bene? Accetta quello che hai e non ti arrabbiare, no?
Lo capisco. Vuoi sentirti in controllo. Non vuoi credere di essere oppressa. Perche' questo vorrebbe dire che sei davvero una "cittadina di seconda classe." Non vuoi sentirti come tale. Lo capisco. Ma non preoccuparti. Io camminero' per te. Io camminero' per tua figlia. E per la figlia di tua figlia. E forse tu vorrai ancora credere che il mondo non e' cambiato. Vorrai credere di aver sempre avuto i diritti che hai oggi. E va bene cosi'. Perche' alle donne che si prendono davvero cura delle altre donne e le sostengono non frega niente di quello che pensi di loro. A loro importa del proprio futuro e di quello delle donne che verranno dopo di loro.
Apri gli occhi. Aprili bene. Perche' io sono qui a dirti, insieme a milioni di altre donne, che tu non sei una pari. La nostra uguaglianza e' un'illusione. Un gioco di prestigio piacevole. Un trucco della mente. Mi dispiace dirtelo, ma tu non sei una pari. E non lo sono neanche le tue figlie.
Ma non preoccuparti. Noi cammineremo per te. Noi combatteremo per te. Noi ci alzeremo per te. E un giorno sarai davvero una pari, anziche' credere di esserlo e basta.
~ Dina Leygerman, 2017

venerdì 20 gennaio 2017

Giustizia e Confini



Si lo so che non hanno fatto tutti il classico e quindi non possono conoscere il greco antico.
Lo so che non tutti possono sapere che in greco DIKE vuol dire GIUSTIZIA.
So anche che non tutti hanno studiato il latino e non possono sapere che in latino LIMES vuol dire CONFINI.
Però mi sale lo stesso il Torquemada (crudele inquisitore del '600 spagnolo che mandò al rogo tanti innocenti) quando mi chiedono se ho l'ultimo numero di LAIMS o se ho i libri dell'editore DAIKE o DAIKI.
Mi sale il Torquemada perchè chi mi fa queste richieste va all'università o si è appena laureato e io non posso credere che non siano mai incappati in un termine latino o greco.
Soprattutto non posso credere che uno che vuole leggere Limes, che è una rivista di geopolitica, non si sia mai chiesto cosa c'entri il frutto del lime con le tematiche che andrà a leggere su Limes.
Per quanto riguarda l'editore Dike mi viene da piangere al pensiero che una persona si voglia cimentare nella lettura di un testo giuridico (perchè Dike stampa codici e testi per concorsi in ambito giuridico) senza sapere chi fosse Dike

mercoledì 21 dicembre 2016

Complotti, coincidenze e domande scomode


Riepilogo le freddure che solitamente posto su facebook per la loro brevità.
Non volendo però privare nessuno dell'esperienza di leggere ciò che accade nella cruda realtà di una libreria universitaria ogni tanto le riassumo in un unico post denso di disperazione e pessimismo cosmico.
Dedicato a tutti voi esimi scienziati comportamentali, profilers del bancone e antropologi dello scaffale che ogni giorno cercate di portare un po' di luce nelle fosche menti dei vostri carnefici/clienti.


Entra insieme al padre e dice: ciao! Hai Manuale breve di diritto industriale?
Quello di Mangini?
Si!! Mangini, Manuale breve di diritto industriale di Cedam
Eccolo
Mhh.... ma sarà proprio quello?
In che senso?
Non lo so...il professore a lezione aveva questo in mano mentre spiegava
Perdona la mia pignoleria ma tu mi hai chiesto Mangini, manuale breve di diritto industriale e dici che il prof a lezione aveva questo libro
Si
Pensi che tenesse in mano il Mangini per depistarti?
Ihihih! non lo so magari mi informo e poi torno
Ciao auguri (e muori domani)


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Ciao!
Ciao! Prego!
Volevo il terzo volume di Di Nolfo, Storia delle relazioni internazionali
Eccolo
Si ma...è il terzo volume di Di Nolfo?
(No è il Codice del condominio ma tu fa' finta che sia il Di Nolfo)


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Ciao!
Ciao! Prego!
Per diritto pubblico che devo prendere oltre al manuale?
Beh c'è la monografia del prof da 10 euro
La prendo
E poi c'è la costituzione
Quanto costa?
5 euro (prendo il libricino della costituzione)
Ma è tutta intera?

(no è solo il primo libro. Il resto lo stanno ancora scrivendo, come Il trono di spade di G. Martin)

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Ciao!
Ciao! Prego!
Hai Rossi, Il povero, edizioni Mimesis?
Si. Eccolo
Ah.... quanto costa?
5,90
Ah.... ma è proprio quello del prof Rossi?
(no questo è un altro. E' la versione cinese, ecco perchè costa poco) Si
Ah...non lo so. Che faccio lo prendo?
(tu vuoi proprio una risposta punk) Vedi tu. Mi hai chiesto Rossi, il povero, Mimesis editore e io ti ho dato Rossi, il povero, Mimesis editore....o pensi sia una coincidenza?
Va bene lo prendo

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Buongiorno
Buongiorno. Prego!
Avevo prenotato il libro 'Famiglia e successioni'. E' arrivato?
Mi dispiace ma è ancora in corso di stampa. Abbiamo chiamato la casa editrice venerdì scorso e ci hanno detto che uscirà l'ultima settimana di novembre
Ma io l'ho prenotato a ottobre!
Mi rendo conto. Purtroppo ogni volta che li chiamiamo posticipano la data di pubblicazione
Quindi quando esce?


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Ciao ce l'hai Blanchard vecchia edizione?
No mi spiace. Sapevamo che doveva uscire la nuova edizione già da giugno, quindi le abbiamo rese tutte. Ho la nuova edizione
Ma a me serve la vecchia edizione
Mi dispiace non c'è più
Ma sei sicura che non ce l'hai?
(aspetta che ci penso un attimo...) NO
Su internet c'è
Allora la dovrai comprare su internet
Ma tu sai se in giro si trova?
(nel girone degli stronzi sordi come te forse è rimasta una copia) No

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Ciao! è arrivato il DeGrauwe?
Purtroppo no. Ho appena scritto al rappresentante per sapere quando potrebbe arrivare ma ancora non mi ha risposto.
Ah Quindi quando arriva?
...............sigh!

 

venerdì 25 novembre 2016

Femminicidio




L'ho uccisa ....

perchè non ha voluto stare al suo posto

perchè se non vuole stare con me non deve stare con nessuno

perchè se l'è cercata

perchè mi ha provocato

perchè a me non si deve dire di no

perchè deve fare quello che dico io e se non lo fa sono botte

perchè ho avuto un raptus

perchè mi voleva lasciare

perchè mi ha fatto arrabbiare

perchè mi metteva in discussione 

perchè la casa era in disordine

perchè non voleva scopare

perchè ho perso la testa

perchè cucinava male

perchè perchè perchè......

Il concetto di femmicidio si estende aldila’ della definizione giuridica di assassinio ed include quelle situazioni in cui la morte della donna rappresenta l’esito/la conseguenza di atteggiamenti o pratiche sociali misogine.

La violenza di genere è una pratica prettamente maschile e riguarda il ruolo che una millenaria cultura maschilista vorrebbe imporre al genere femminile. 

Le donne che non si sottomettono a tale ruolo sono soggetti devianti che spaventano e destabilizzano.

Da angeli del focolare si trasformeranno in

stronze

troie

lesbiche

isteriche

fiche di legno

femministe  

Il femminicidio è un crimine di odio

mercoledì 9 novembre 2016

Mutazioni, aberrazioni e la strada che non presi


Novembre è il mese della flessione vendite per una libreria universitaria.
I corsi sono iniziati ad ottobre e la maggior parte degli studenti compra subito i libri.
Ovviamente ci sono delle eccezioni; per esempio gli studenti non frequentanti o gli studenti lavoratori.
Tutta brava gente che quando viene in libreria ha le idee abbastanza chiare. Chiedono i libri per il tale esame, verificano e decidono cosa fare della loro vita.
La scienza però ci insegna che non tutte le ciambelle riescono col buco.

Come in tutte le specie anche l'Homo Studens può vantare la sua discreta percentuale di mutazioni nonchè aberrazioni genetiche.
La mutazione casuale ( vedi Darwin  )potrebbe favorire il soggetto nella sua carriera rendendolo più adatto alla sopravvivenza in facoltà mentre l'aberrazione genetica...beh quella è tutta un'altra storia.

Non dimenticherò mai il giorno in cui è entrato in libreria l'Homo Studens Percasus.

Buongiorno

Buongiorno! Prego!

La faccia dello Studens Percasus si deforma improvvisamente in un ghigno che avrebbe voluto essere un sorriso ma che in realtà tradiva una terribile ansia da prestazione. Dopo attenta riflessione ho deciso di chiamarla FacciaDaClismaOpaco



Si, è proprio la faccia che faremmo se un medico, dopo una chiacchierata quasi conviviale, ci dicesse che dovremo fare un clisma opaco  )

E' un sorriso che non è affatto una manifestazione di gioia perchè ci hanno appena detto che ci vogliono infilare su per il culo litri di bario per vedere come stanno messe le nostre povere viscere.

Dunque, il nostro Studens Percasus si poggia al banco, tra la cassa e il monitor del pc e comincia ad emettere timidi mugolii.

Devo comprare i libri per l'esame di ..... diritto ...... costituzionale ......... comparato

Devi fare Diritto costituzionale o Diritto costituzionale italiano e comparato?


La faccia da clisma opaco si intristisce ma rimane. Gli occhi si velano di malinconia mentre i denti stretti assicurano stabilità alla paresi facciale del nostro Percasus.
Mi rendo conto di averlo quasi distrutto con questa domanda.

Quale esame dovrà fare? Chi lo può sapere?

Sviluppo istantaneamente delle facoltà paranormali e provo con la telepatia a sondare la mente del Percasus ma quello che vedo mi sconforta




non mi resta che lasciarlo davanti al bivio e attendere la risposta




Il Percasus sta soccombendo e non trova il conforto di un amico che lo aiuti. Le domande che si sta ponendo sono frustate per la sua anima. Chi sono? Quale corso di laurea sto facendo? Quali esami devo fare? ...boh?!

Lancio una cima per non farlo affogare.

Il professore si chiama ***1*** oppure è ***2*** ?


Quasi urlando dice: ***1***!!

Il sollievo gli consente di distendere le membra. La faccia da clisma opaco scompare per lasciare il posto ad un'espressione che somiglia molto a quella che ci viene quando abbiamo dovuto trattenere una cacca importante perchè siamo per strada e finalmente, arrivati a casa sudati marci, ci sediamo sul gabinetto e sganciamo la bomba incuranti del fatto che abbiamo ancora il giubotto e la sciarpa addosso.

Finalmente consegno i libri al Percasus che va via trotterellando felice verso il pascolo della facoltà.

Quello che non sospettavo è che l'aberrazione genetica che porta all'Homo Studens Percasus è molto grave e inabilitante.

Dopo un paio di ore entra di nuovo con quello che potremmo definire il 'collega esperto'. Il sorriso tirato stavolta somiglia di più a quello di Mandrake in Febbre da cavallo




Guardando il suo amico CollegaEsperto mi dice di aver confuso i professori e che lui doveva fare l'altro esame.

Faccio il cambio e lo mando via il più presto possibile.

In realtà queste aberrazioni andrebbero soppresse. C'è un protocollo non scritto tra noi scienziati che studiamo queste forme di vita; una sorta di linea-guida che ci imporrebbe di somministrare l'iniezione letale a questi soggetti inadatti alla vita in ambienti ostili come la facoltà.

Ho scelto la strada meno frequentata...ma se torna lo abbatto.

LA STRADA CHE NON PRESI
Due strade divergevano in un bosco giallo
e mi dispiaceva non poterle percorrere entrambe
ed essendo un solo viaggiatore, rimasi a lungo
a guardarne una fino a che potei.

Poi presi l’altra, perché era altrettanto bella,
e aveva forse l’ aspetto migliore,
perché era erbosa e meno consumata,
sebbene il passaggio le avesse rese quasi simili.

Ed entrambe quella mattina erano lì uguali,
con foglie che nessun passo aveva annerito.

Oh, misi da parte la prima per un altro giorno!
Pur sapendo come una strada porti ad un’altra,
dubitavo se mai sarei tornato indietro.

Lo racconterò con un sospiro
da qualche parte tra anni e anni:
due strade divergevano in un bosco, e io –
io presi la meno frequentata
,
e quello ha fatto tutta la differenza.

Robert Frost

venerdì 4 novembre 2016

Io vorrei, non vorrei .... casomai




Ciao!

Ciao!

Ti ricordi ero passato per la rivista *****. L'avevo prenotata.

Mi ricordo. Tu non l'hai voluta prenotare perchè non eri sicuro del titolo anche se noi ti avevamo detto che era quello il testo da studiare. Mi dispiace ma il libro è arrivato e te lo avevamo lasciato da parte per due settimane ma ieri è venuto uno studente e visto che tu non eri più passato l'abbiamo data a lui.

Eh ma adesso io la voglio prendere

Ok te la ordino nuovamente

(segue un giro di telefonate agli altri punti vendita per far si che parta per oggi un ordine consistente e velocizzare l'arrivo della rivista)

Dammi nome e cognome

Per questioni di privacy vi darò un'identità fittizia ma chiarificatrice dell'indole del nostro soggetto.

Mi chiamo Babbaleo de Cojonis

Bene Babbaleo. Mi devi lasciare un acconto di 10 euro

Eh ma io non ce l'ho

Va bene anche col bancomat

Eh ma io non ce l'ho

E allora io non te lo posso ordinare
(testa di cazzo che non sei altro!
Che sei venuto a fare qua oggi se non hai i soldi?
Se io la rivista ce l'avessi avuta tu non la potevi comprare!
Che cosa cazzo sei venuto a fare?
Perchè mi hai fatto telefonare a tutto il mondo per far partire un ordine che non partirà?)

Posso passare domani?

Certo!
(così quando passi io ti prendo a selciate e magari, se ti prendo, vinco anche un peluche)

martedì 25 ottobre 2016

Annichilazione e vittoria dell'Altroverso



Vabè ... immagino sia uno di quei casi rarissimi in cui due universi collidono tra loro. 

Da una parte c'è l'universo dove mi trovo e dall'altra c'è l'altroverso dove tutto è uguale a qui; alberi, animali, case e tramonti. 
La differenza è che è abitato solo da deficienti.

La collisione tra due universi, si sa, è molto pericolosa per entrambe le realtà. Potrebbero annullarsi a vicenda oppure una potrebbe prevalere sull'altra annichilendola.

Mi dispiace cari lettori di questo blog scientifico ma ho paura che il nostro universo stia soccombendo sotto le ingiuriose sferzate di idiozia dell'altroverso.

Le avvisaglie sono state troppe per poterle ignorare.
Veri e propri eventi Fringe 



Ciao! è arrivato il DeGrauwe?
Purtroppo no. Ho appena scritto al rappresentante per sapere quando potrebbe arrivare ma ancora non mi ha risposto.
Ah Quindi quando arriva?
...............sigh!


 Poteva essere solo una giornata un po' di merda ma invece......


Ciao. Ce l'hai il Torchia, Diritto amministrativo?
Si eccolo.
Ah... ma c'hai l'originale...
Ma che volevi il generico?


La conferma è arrivata poco dopo quando sono entrati due esemplari di Homo Stupidensis.

si fermano davanti allo scaffale dei compendi e restano così... immobili.

Mi aspetto da un momento all'altro che si mettano ad annusare qua e là ma poi uno parla e dice: 
 
Ce l'hai il compendio di scienza politica?

Si eccolo.

cominciano a far scorrere le pagine..forse cercano qualche illustrazione.

chiudono il libro
lo girano
lo soppesano 
manca solo che lo assaggino


il più scaltro dei due si accorge dell'espositore accanto e trova 'Elementi di scienza politica' 

i due si guardano, sembra che comunichino col pensiero; poi si girano verso di me e fanno la domanda che assilla la loro specie da quel fatale giorno in cui fetidi pezzi di melma fuoriuscirono dalle acque ed urlarono alle fredde stelle: "io sono l'homo stupidiensis"*:

che differenza c'èèèè??

la prima cosa a cui penso è: tu non puoi vincere
l'altra è: oggi è un buon giorno per morire 

poi decido di affrontare l'annichilazione del mio universo con dignità

li guardo quasi piangendo e dico: secondo te che differenza c'è tra un libro che ha 300 pagine e costa 20 euro e un altro che ha 100 pagine e ne costa 12?
Il primo spiegherà i concetti in maniera più diffusa mentre l'altro sarà più sintetico e avrà meno spiegazioni
Restano a confabulare un altro po' e poi dicono: 
vabè torneremo domani anche con degli amici

mi devo preoccupare?

* libera interpretazione da frankenstein jr

lunedì 5 settembre 2016

Prestiti



Ciao!
Ciao! Prego!
Senti voi li date i libri in prestito?
Noi i libri li vendiamo. Per il prestito devi andare in biblioteca. Cosa cercavi?
Cercavo (titolo ecc)
Ce l'ho. Costa 16 euro
Si è che lo volevo in prestito perchè non mi interessa. Lo devo solo studiare per l'esame.
(sigh!)


martedì 30 agosto 2016

Costituzione, magistratura e ragnacci



Essa: Buongiorno!
Io: Buongiorno! prego!
Essa: Vorrei la Costituzione aggiornata al 2016
Io: Ho questa a cura di Siclari
Essa: Ma è aggiornata al 2016?
Io: Scusa ma la costituzione non la cambiano tutti gli anni
Essa: Allora niente. Volevo quella del 2016




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Colui: Buongiorno!
Io: Buongiorno! Prego!
Colui: avete un bignami piccolo per il concorso in magistratura?
Io: ..............


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Avete libri per l'esame di avvocato?
Di che tipo? Così posta la domanda è troppo generica.
Non lo so
............sigh



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Pronto?
Pronto avete le lettere di una taranta?
Forse cercavi Lettere di una tarantata.
(La taranta è un ragno mitologico brutto idiota. O pensi che esista e scriva missive a qualcuno che poi le pubblica?)

lunedì 29 agosto 2016

Rousseau, Marx e il lavoro nero


Esimi colleghi scienziati, rientro oggi dal periodo di ferie e, non avendo novità scientifiche di rilievo nello studio dei nostri soggetti (gli studenti), propongo una piccolissima carrellata di situazioni che le specie di nostra competenza affrontano dopo che sono uscite dalla libreria.
Questo è il periodo in cui gli studenti sono impegnati ad aggiornare i loro chip di memoria prima della verifica di qualità (l'esame in facoltà), dove verrà loro applicato un bollino sulla fronte che consentirà il passaggio all'anno accademico successivo.
Personalmente non assisto a questo rito di passaggio ma ho dei validi informatori all'interno della facoltà, i quali mi forniscono dei resoconti piuttosto dettagliati della cerimonia iniziatica cui i nostri soggetti di studio partecipano.
Riporto tre momenti fondamentali accaduti in tre esami diversi.

Esame di storia delle dottrine politiche:
L'esame sta andando malissimo e lo studente/babbaleo sta mordendo la polvere da almeno 15 minuti. 
L'assistente del docente però lo vuole aiutare e rilancia con un argomento a piacere. 
Il babbaleo non se lo fa ripetere due volte e tutto felice scandisce un nome: Rousseau!
Al cenno affermativo dell'inquisitore comincia:
'Allora, Rousseau era un uomo molto disinibito. Infatti ebbe una relazione sadomaso con una nobildonna molto libertina!'

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Esame di Sociologia:
Tra i vari testi da studiare c'è una monografia sul mondo del lavoro.
Domanda: che differenza c'è tra lavoro precario e lavoro nero?
Risposta: beh il lavoro precario sono quelli che lavorano senza un contratto e li pagano in contanti

Domanda: e il lavoro in nero allora?
Risposta: sono quelli che rubano.

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Esame di storia del pensiero politico moderno e contemporaneo:
(questo è un esame del biennio specialistico quindi lo studente ha già una laurea triennale)
Domanda: mi fa un esempio di liberismo? (per chi non vuole aprire il link il liberismo è una teoria economica che prevede libera iniziativa in libero mercato)
Risposta: ............................
Domanda: vabè mi dica il nome di un filosofo liberista così poi desumiamo il concetto.
Risposta: Karl Marx

sabato 20 agosto 2016

Clerks

Dato che sto in ferie non ho storie di libreria da raccontare ma sono solidale con le commesse e i commessi di tutto il globo terracqueo. Per questo offro spunti di altre realtà commerciali dove i miei colleghi, studiosi del comportamento di altre specie aliene, si confrontano quotidianamente con i loro soggeti di studio.
Dalla pagina di facebook del Signor distruggere.



COSE CHE UNA COMMESSA PUÒ SENTIRSI CHIEDERE AL SUPERMERCATO.... ( RIGOROSAMENTE VERE!)
1. L’acqua demoralizzata
2. I prodotti senza glutei
3. Le vongole feroci
4. I prodotti contro le terme nell’armadio
5. Le padelle autoaderenti
6. L’acqua Crocchetta
7. La Coca Cola senza cocaina
8. “Scusi, dove sono i biscotti che compro di solito?”
9. I depilan delle offerte
10. “Dov’è lo shampoo quello che fanno la pubblicità in TV?”
11. La ceretta per il microonde
12. Lo Shiffer per la polvere
13. La penna indelebile che si cancella
14. Gli stuzzicaorecchie
15. L’olio semprevergine d’oliva
16. La Trisaola (Bresaola)
17. La birra antialcolica
18. “Dov’è il biscottone di Banderas?”
19. Lo shampoo Frictus
20. Il vino senza zolfo
21. L’anti tartaro per il wc
22. La scopa di vaggina
23. La polenta sbranata
24. I pizzicotteri (Pizzoccheri)
25. Una cliente che cercaval’insalata di mare nel reparto ortofrutta
26. La frutta candida
27. I cordon flash
28. Il prosciutto di prada
29. I rasoi butta e getta
30. Le carote Julin
31. Il formaggio gnocca
32. Le padelle aderenti
33. Le uova di lampo
34. Lo shampoo anti canfora
35. I croccantini whisky
36. Il deodorante freccia azzurra
37. Il nelson piatti
38. Il detergente intimo indesit
39. L’acqua parzialmente scremata
40. Il bagno alla schiuma
41. Le prugne samsung
42. I calzini transexy
43. Le ali di coniglio
44. “Mi da due etti di scarpaccio” (Carpaccio)
45. I sacchetti deperibili
46. L’anticarie per la lavatrice
47. Gli stuccadenti
48. L’acqua leggermente naturale
49. Le pesche sviluppate

mercoledì 20 luglio 2016

Il controllo di ridondanza ciclico e lo spettro dei colori

 

Oggi sei entrata proprio tu, la Più Cojona del Mondo e mi hai fatto una domanda semplice: ciao volevo due libri per dottrine politiche.



Dato che il progamma di dottrine richiede tre libri ti faccio la domanda delle domande: tu quale hai?



È una domanda legittima. Ti chiedo che cosa hai già, così ti vado a prendere i due che ti mancano.



Risposta: eheheheheh. Attenzione non è un eheheh come a dire (cosa?) è un eheheh con eco infinito. Quel 'eheheheh' che si dice mentre si sta scansionando tutti gli engrammi di memoria alla ricerca dell'informazione esatta. Come quando hai sulla punta della lingua un nome ma non ti viene proprio in mente. Resta lì, sul retro del cervello e non si vuole affacciare al pensiero cosciente.



Cerco di bloccare questo CRC (Controllo di Ridondanza Ciclico). Il CRC è un loop che paralizza il computer. Il pc si incarta su un ragionamento infinito e improduttivo.












Dicevo, cerco di bloccare il tuo CRC facendoti una domanda di base che è un po' come aprire la Gestione attività di Windows per terminare l'esecuzione di un programma bloccato.

Domanda di base sblocca eeheheheh: di-che-colore-è-il-libro-che-hai-a-casa?



Questa è una domanda facile! Molto più facile della prima dove ti dovevi ricordare un autore e addirittura un titolo! Cazzo ce la puoi fare!



Eheheheheheheh................segue simbolo dell'infinito



A questo punto rilancio più per divertimento che per interesse.

La mia è una domanda a risposta multipla. Voglio farti prendere una posizione; voglio che affermi te stessa di fronte al mondo!



Giallo, bianco o arancione?



Mortaccitua brutta merda! I colori si imparano prima di assumere la posizione eretta. 
Quando gattonavi già avevi un colore preferito.Ti ho prospettato una scelta tra un colore primario,

un non colore (bianco)
 
e un colore secondario (arancione).


Non li puoi confondere!



Eheheheheh



Ok. A questo punto hai la mia attenzione. Sono combattuta tra il desiderio di studiarti come una cavia da laboratorio (non sei daltonica perchè i colori che avresti confuso sarebbero stati rosso e verde) e il desiderio di camminare verso di te a passo lungo impugnando un lungo coltello da cucina come il folle assassino Michael Myers in Halloween.

 
Ma io sono una scienziata comportamentale che studia la vostra specie da anni.

Scelgo la terza opzione.

Vado a prendere il libro giallo e annoto la tua reazione.

Quando dico che il libro è giallo intendo proprio giallo limone; il vero colore primario. Non senape, non terra di siena e nemmeno arancione pallido.

Dal fondo della libreria sollevo il libro per fartelo vedere. Da questa distanza non puoi leggere il titolo. Faccio per avvicinarmi ma mi fermi subito: questo ce l'ho!!



Allora sei proprio tu la Più Cojona del Mondo!

Non avevo sbagliato!

Quale problema ti affligge?

Sei nata così o ci sei diventata strada facendo?

Quante domande ti vorrei fare!

Vorrei anche aprirti per vedere come sei fatta dentro ma non lo posso fare. La ragione non è nel mio fare beneficienza alla LAV quando posso; è che mi arresterebbero e onestamente mi scoccerebbe perdere la libertà per soddisfare una semplice curiosità.

Però ti posso dare un consiglio?

Guardati sempre le spalle perchè se un giorno ti dovessi incontrare in una strada buia non posso prometterti che non ti toccherò.

Solo una piccola autopsia...in amicizia...così per amore della scienza....solo per aiutare quelli che verranno dopo di te.



...magari mi accontento solo degli occhi và