venerdì 25 novembre 2016

Femminicidio




L'ho uccisa ....

perchè non ha voluto stare al suo posto

perchè se non vuole stare con me non deve stare con nessuno

perchè se l'è cercata

perchè mi ha provocato

perchè a me non si deve dire di no

perchè deve fare quello che dico io e se non lo fa sono botte

perchè ho avuto un raptus

perchè mi voleva lasciare

perchè mi ha fatto arrabbiare

perchè mi metteva in discussione 

perchè la casa era in disordine

perchè non voleva scopare

perchè ho perso la testa

perchè cucinava male

perchè perchè perchè......

Il concetto di femmicidio si estende aldila’ della definizione giuridica di assassinio ed include quelle situazioni in cui la morte della donna rappresenta l’esito/la conseguenza di atteggiamenti o pratiche sociali misogine.

La violenza di genere è una pratica prettamente maschile e riguarda il ruolo che una millenaria cultura maschilista vorrebbe imporre al genere femminile. 

Le donne che non si sottomettono a tale ruolo sono soggetti devianti che spaventano e destabilizzano.

Da angeli del focolare si trasformeranno in

stronze

troie

lesbiche

isteriche

fiche di legno

femministe  

Il femminicidio è un crimine di odio

mercoledì 9 novembre 2016

Mutazioni, aberrazioni e la strada che non presi


Novembre è il mese della flessione vendite per una libreria universitaria.
I corsi sono iniziati ad ottobre e la maggior parte degli studenti compra subito i libri.
Ovviamente ci sono delle eccezioni; per esempio gli studenti non frequentanti o gli studenti lavoratori.
Tutta brava gente che quando viene in libreria ha le idee abbastanza chiare. Chiedono i libri per il tale esame, verificano e decidono cosa fare della loro vita.
La scienza però ci insegna che non tutte le ciambelle riescono col buco.

Come in tutte le specie anche l'Homo Studens può vantare la sua discreta percentuale di mutazioni nonchè aberrazioni genetiche.
La mutazione casuale ( vedi Darwin  )potrebbe favorire il soggetto nella sua carriera rendendolo più adatto alla sopravvivenza in facoltà mentre l'aberrazione genetica...beh quella è tutta un'altra storia.

Non dimenticherò mai il giorno in cui è entrato in libreria l'Homo Studens Percasus.

Buongiorno

Buongiorno! Prego!

La faccia dello Studens Percasus si deforma improvvisamente in un ghigno che avrebbe voluto essere un sorriso ma che in realtà tradiva una terribile ansia da prestazione. Dopo attenta riflessione ho deciso di chiamarla FacciaDaClismaOpaco



Si, è proprio la faccia che faremmo se un medico, dopo una chiacchierata quasi conviviale, ci dicesse che dovremo fare un clisma opaco  )

E' un sorriso che non è affatto una manifestazione di gioia perchè ci hanno appena detto che ci vogliono infilare su per il culo litri di bario per vedere come stanno messe le nostre povere viscere.

Dunque, il nostro Studens Percasus si poggia al banco, tra la cassa e il monitor del pc e comincia ad emettere timidi mugolii.

Devo comprare i libri per l'esame di ..... diritto ...... costituzionale ......... comparato

Devi fare Diritto costituzionale o Diritto costituzionale italiano e comparato?


La faccia da clisma opaco si intristisce ma rimane. Gli occhi si velano di malinconia mentre i denti stretti assicurano stabilità alla paresi facciale del nostro Percasus.
Mi rendo conto di averlo quasi distrutto con questa domanda.

Quale esame dovrà fare? Chi lo può sapere?

Sviluppo istantaneamente delle facoltà paranormali e provo con la telepatia a sondare la mente del Percasus ma quello che vedo mi sconforta




non mi resta che lasciarlo davanti al bivio e attendere la risposta




Il Percasus sta soccombendo e non trova il conforto di un amico che lo aiuti. Le domande che si sta ponendo sono frustate per la sua anima. Chi sono? Quale corso di laurea sto facendo? Quali esami devo fare? ...boh?!

Lancio una cima per non farlo affogare.

Il professore si chiama ***1*** oppure è ***2*** ?


Quasi urlando dice: ***1***!!

Il sollievo gli consente di distendere le membra. La faccia da clisma opaco scompare per lasciare il posto ad un'espressione che somiglia molto a quella che ci viene quando abbiamo dovuto trattenere una cacca importante perchè siamo per strada e finalmente, arrivati a casa sudati marci, ci sediamo sul gabinetto e sganciamo la bomba incuranti del fatto che abbiamo ancora il giubotto e la sciarpa addosso.

Finalmente consegno i libri al Percasus che va via trotterellando felice verso il pascolo della facoltà.

Quello che non sospettavo è che l'aberrazione genetica che porta all'Homo Studens Percasus è molto grave e inabilitante.

Dopo un paio di ore entra di nuovo con quello che potremmo definire il 'collega esperto'. Il sorriso tirato stavolta somiglia di più a quello di Mandrake in Febbre da cavallo




Guardando il suo amico CollegaEsperto mi dice di aver confuso i professori e che lui doveva fare l'altro esame.

Faccio il cambio e lo mando via il più presto possibile.

In realtà queste aberrazioni andrebbero soppresse. C'è un protocollo non scritto tra noi scienziati che studiamo queste forme di vita; una sorta di linea-guida che ci imporrebbe di somministrare l'iniezione letale a questi soggetti inadatti alla vita in ambienti ostili come la facoltà.

Ho scelto la strada meno frequentata...ma se torna lo abbatto.

LA STRADA CHE NON PRESI
Due strade divergevano in un bosco giallo
e mi dispiaceva non poterle percorrere entrambe
ed essendo un solo viaggiatore, rimasi a lungo
a guardarne una fino a che potei.

Poi presi l’altra, perché era altrettanto bella,
e aveva forse l’ aspetto migliore,
perché era erbosa e meno consumata,
sebbene il passaggio le avesse rese quasi simili.

Ed entrambe quella mattina erano lì uguali,
con foglie che nessun passo aveva annerito.

Oh, misi da parte la prima per un altro giorno!
Pur sapendo come una strada porti ad un’altra,
dubitavo se mai sarei tornato indietro.

Lo racconterò con un sospiro
da qualche parte tra anni e anni:
due strade divergevano in un bosco, e io –
io presi la meno frequentata
,
e quello ha fatto tutta la differenza.

Robert Frost

venerdì 4 novembre 2016

Io vorrei, non vorrei .... casomai




Ciao!

Ciao!

Ti ricordi ero passato per la rivista *****. L'avevo prenotata.

Mi ricordo. Tu non l'hai voluta prenotare perchè non eri sicuro del titolo anche se noi ti avevamo detto che era quello il testo da studiare. Mi dispiace ma il libro è arrivato e te lo avevamo lasciato da parte per due settimane ma ieri è venuto uno studente e visto che tu non eri più passato l'abbiamo data a lui.

Eh ma adesso io la voglio prendere

Ok te la ordino nuovamente

(segue un giro di telefonate agli altri punti vendita per far si che parta per oggi un ordine consistente e velocizzare l'arrivo della rivista)

Dammi nome e cognome

Per questioni di privacy vi darò un'identità fittizia ma chiarificatrice dell'indole del nostro soggetto.

Mi chiamo Babbaleo de Cojonis

Bene Babbaleo. Mi devi lasciare un acconto di 10 euro

Eh ma io non ce l'ho

Va bene anche col bancomat

Eh ma io non ce l'ho

E allora io non te lo posso ordinare
(testa di cazzo che non sei altro!
Che sei venuto a fare qua oggi se non hai i soldi?
Se io la rivista ce l'avessi avuta tu non la potevi comprare!
Che cosa cazzo sei venuto a fare?
Perchè mi hai fatto telefonare a tutto il mondo per far partire un ordine che non partirà?)

Posso passare domani?

Certo!
(così quando passi io ti prendo a selciate e magari, se ti prendo, vinco anche un peluche)

martedì 25 ottobre 2016

Annichilazione e vittoria dell'Altroverso



Vabè ... immagino sia uno di quei casi rarissimi in cui due universi collidono tra loro. 

Da una parte c'è l'universo dove mi trovo e dall'altra c'è l'altroverso dove tutto è uguale a qui; alberi, animali, case e tramonti. 
La differenza è che è abitato solo da deficienti.

La collisione tra due universi, si sa, è molto pericolosa per entrambe le realtà. Potrebbero annullarsi a vicenda oppure una potrebbe prevalere sull'altra annichilendola.

Mi dispiace cari lettori di questo blog scientifico ma ho paura che il nostro universo stia soccombendo sotto le ingiuriose sferzate di idiozia dell'altroverso.

Le avvisaglie sono state troppe per poterle ignorare.
Veri e propri eventi Fringe 



Ciao! è arrivato il DeGrauwe?
Purtroppo no. Ho appena scritto al rappresentante per sapere quando potrebbe arrivare ma ancora non mi ha risposto.
Ah Quindi quando arriva?
...............sigh!


 Poteva essere solo una giornata un po' di merda ma invece......


Ciao. Ce l'hai il Torchia, Diritto amministrativo?
Si eccolo.
Ah... ma c'hai l'originale...
Ma che volevi il generico?


La conferma è arrivata poco dopo quando sono entrati due esemplari di Homo Stupidensis.

si fermano davanti allo scaffale dei compendi e restano così... immobili.

Mi aspetto da un momento all'altro che si mettano ad annusare qua e là ma poi uno parla e dice: 
 
Ce l'hai il compendio di scienza politica?

Si eccolo.

cominciano a far scorrere le pagine..forse cercano qualche illustrazione.

chiudono il libro
lo girano
lo soppesano 
manca solo che lo assaggino


il più scaltro dei due si accorge dell'espositore accanto e trova 'Elementi di scienza politica' 

i due si guardano, sembra che comunichino col pensiero; poi si girano verso di me e fanno la domanda che assilla la loro specie da quel fatale giorno in cui fetidi pezzi di melma fuoriuscirono dalle acque ed urlarono alle fredde stelle: "io sono l'homo stupidiensis"*:

che differenza c'èèèè??

la prima cosa a cui penso è: tu non puoi vincere
l'altra è: oggi è un buon giorno per morire 

poi decido di affrontare l'annichilazione del mio universo con dignità

li guardo quasi piangendo e dico: secondo te che differenza c'è tra un libro che ha 300 pagine e costa 20 euro e un altro che ha 100 pagine e ne costa 12?
Il primo spiegherà i concetti in maniera più diffusa mentre l'altro sarà più sintetico e avrà meno spiegazioni
Restano a confabulare un altro po' e poi dicono: 
vabè torneremo domani anche con degli amici

mi devo preoccupare?

* libera interpretazione da frankenstein jr

lunedì 5 settembre 2016

Prestiti



Ciao!
Ciao! Prego!
Senti voi li date i libri in prestito?
Noi i libri li vendiamo. Per il prestito devi andare in biblioteca. Cosa cercavi?
Cercavo (titolo ecc)
Ce l'ho. Costa 16 euro
Si è che lo volevo in prestito perchè non mi interessa. Lo devo solo studiare per l'esame.
(sigh!)


martedì 30 agosto 2016

Costituzione, magistratura e ragnacci



Essa: Buongiorno!
Io: Buongiorno! prego!
Essa: Vorrei la Costituzione aggiornata al 2016
Io: Ho questa a cura di Siclari
Essa: Ma è aggiornata al 2016?
Io: Scusa ma la costituzione non la cambiano tutti gli anni
Essa: Allora niente. Volevo quella del 2016




 _________________________________________


Colui: Buongiorno!
Io: Buongiorno! Prego!
Colui: avete un bignami piccolo per il concorso in magistratura?
Io: ..............


 _______________________________________



Avete libri per l'esame di avvocato?
Di che tipo? Così posta la domanda è troppo generica.
Non lo so
............sigh



 _______________________________________



Pronto?
Pronto avete le lettere di una taranta?
Forse cercavi Lettere di una tarantata.
(La taranta è un ragno mitologico brutto idiota. O pensi che esista e scriva missive a qualcuno che poi le pubblica?)

lunedì 29 agosto 2016

Rousseau, Marx e il lavoro nero


Esimi colleghi scienziati, rientro oggi dal periodo di ferie e, non avendo novità scientifiche di rilievo nello studio dei nostri soggetti (gli studenti), propongo una piccolissima carrellata di situazioni che le specie di nostra competenza affrontano dopo che sono uscite dalla libreria.
Questo è il periodo in cui gli studenti sono impegnati ad aggiornare i loro chip di memoria prima della verifica di qualità (l'esame in facoltà), dove verrà loro applicato un bollino sulla fronte che consentirà il passaggio all'anno accademico successivo.
Personalmente non assisto a questo rito di passaggio ma ho dei validi informatori all'interno della facoltà, i quali mi forniscono dei resoconti piuttosto dettagliati della cerimonia iniziatica cui i nostri soggetti di studio partecipano.
Riporto tre momenti fondamentali accaduti in tre esami diversi.

Esame di storia delle dottrine politiche:
L'esame sta andando malissimo e lo studente/babbaleo sta mordendo la polvere da almeno 15 minuti. 
L'assistente del docente però lo vuole aiutare e rilancia con un argomento a piacere. 
Il babbaleo non se lo fa ripetere due volte e tutto felice scandisce un nome: Rousseau!
Al cenno affermativo dell'inquisitore comincia:
'Allora, Rousseau era un uomo molto disinibito. Infatti ebbe una relazione sadomaso con una nobildonna molto libertina!'

____________________

Esame di Sociologia:
Tra i vari testi da studiare c'è una monografia sul mondo del lavoro.
Domanda: che differenza c'è tra lavoro precario e lavoro nero?
Risposta: beh il lavoro precario sono quelli che lavorano senza un contratto e li pagano in contanti

Domanda: e il lavoro in nero allora?
Risposta: sono quelli che rubano.

__________________________


Esame di storia del pensiero politico moderno e contemporaneo:
(questo è un esame del biennio specialistico quindi lo studente ha già una laurea triennale)
Domanda: mi fa un esempio di liberismo? (per chi non vuole aprire il link il liberismo è una teoria economica che prevede libera iniziativa in libero mercato)
Risposta: ............................
Domanda: vabè mi dica il nome di un filosofo liberista così poi desumiamo il concetto.
Risposta: Karl Marx

sabato 20 agosto 2016

Clerks

Dato che sto in ferie non ho storie di libreria da raccontare ma sono solidale con le commesse e i commessi di tutto il globo terracqueo. Per questo offro spunti di altre realtà commerciali dove i miei colleghi, studiosi del comportamento di altre specie aliene, si confrontano quotidianamente con i loro soggeti di studio.
Dalla pagina di facebook del Signor distruggere.



COSE CHE UNA COMMESSA PUÒ SENTIRSI CHIEDERE AL SUPERMERCATO.... ( RIGOROSAMENTE VERE!)
1. L’acqua demoralizzata
2. I prodotti senza glutei
3. Le vongole feroci
4. I prodotti contro le terme nell’armadio
5. Le padelle autoaderenti
6. L’acqua Crocchetta
7. La Coca Cola senza cocaina
8. “Scusi, dove sono i biscotti che compro di solito?”
9. I depilan delle offerte
10. “Dov’è lo shampoo quello che fanno la pubblicità in TV?”
11. La ceretta per il microonde
12. Lo Shiffer per la polvere
13. La penna indelebile che si cancella
14. Gli stuzzicaorecchie
15. L’olio semprevergine d’oliva
16. La Trisaola (Bresaola)
17. La birra antialcolica
18. “Dov’è il biscottone di Banderas?”
19. Lo shampoo Frictus
20. Il vino senza zolfo
21. L’anti tartaro per il wc
22. La scopa di vaggina
23. La polenta sbranata
24. I pizzicotteri (Pizzoccheri)
25. Una cliente che cercaval’insalata di mare nel reparto ortofrutta
26. La frutta candida
27. I cordon flash
28. Il prosciutto di prada
29. I rasoi butta e getta
30. Le carote Julin
31. Il formaggio gnocca
32. Le padelle aderenti
33. Le uova di lampo
34. Lo shampoo anti canfora
35. I croccantini whisky
36. Il deodorante freccia azzurra
37. Il nelson piatti
38. Il detergente intimo indesit
39. L’acqua parzialmente scremata
40. Il bagno alla schiuma
41. Le prugne samsung
42. I calzini transexy
43. Le ali di coniglio
44. “Mi da due etti di scarpaccio” (Carpaccio)
45. I sacchetti deperibili
46. L’anticarie per la lavatrice
47. Gli stuccadenti
48. L’acqua leggermente naturale
49. Le pesche sviluppate

mercoledì 20 luglio 2016

Il controllo di ridondanza ciclico e lo spettro dei colori

 

Oggi sei entrata proprio tu, la Più Cojona del Mondo e mi hai fatto una domanda semplice: ciao volevo due libri per dottrine politiche.



Dato che il progamma di dottrine richiede tre libri ti faccio la domanda delle domande: tu quale hai?



È una domanda legittima. Ti chiedo che cosa hai già, così ti vado a prendere i due che ti mancano.



Risposta: eheheheheh. Attenzione non è un eheheh come a dire (cosa?) è un eheheh con eco infinito. Quel 'eheheheh' che si dice mentre si sta scansionando tutti gli engrammi di memoria alla ricerca dell'informazione esatta. Come quando hai sulla punta della lingua un nome ma non ti viene proprio in mente. Resta lì, sul retro del cervello e non si vuole affacciare al pensiero cosciente.



Cerco di bloccare questo CRC (Controllo di Ridondanza Ciclico). Il CRC è un loop che paralizza il computer. Il pc si incarta su un ragionamento infinito e improduttivo.












Dicevo, cerco di bloccare il tuo CRC facendoti una domanda di base che è un po' come aprire la Gestione attività di Windows per terminare l'esecuzione di un programma bloccato.

Domanda di base sblocca eeheheheh: di-che-colore-è-il-libro-che-hai-a-casa?



Questa è una domanda facile! Molto più facile della prima dove ti dovevi ricordare un autore e addirittura un titolo! Cazzo ce la puoi fare!



Eheheheheheheh................segue simbolo dell'infinito



A questo punto rilancio più per divertimento che per interesse.

La mia è una domanda a risposta multipla. Voglio farti prendere una posizione; voglio che affermi te stessa di fronte al mondo!



Giallo, bianco o arancione?



Mortaccitua brutta merda! I colori si imparano prima di assumere la posizione eretta. 
Quando gattonavi già avevi un colore preferito.Ti ho prospettato una scelta tra un colore primario,

un non colore (bianco)
 
e un colore secondario (arancione).


Non li puoi confondere!



Eheheheheh



Ok. A questo punto hai la mia attenzione. Sono combattuta tra il desiderio di studiarti come una cavia da laboratorio (non sei daltonica perchè i colori che avresti confuso sarebbero stati rosso e verde) e il desiderio di camminare verso di te a passo lungo impugnando un lungo coltello da cucina come il folle assassino Michael Myers in Halloween.

 
Ma io sono una scienziata comportamentale che studia la vostra specie da anni.

Scelgo la terza opzione.

Vado a prendere il libro giallo e annoto la tua reazione.

Quando dico che il libro è giallo intendo proprio giallo limone; il vero colore primario. Non senape, non terra di siena e nemmeno arancione pallido.

Dal fondo della libreria sollevo il libro per fartelo vedere. Da questa distanza non puoi leggere il titolo. Faccio per avvicinarmi ma mi fermi subito: questo ce l'ho!!



Allora sei proprio tu la Più Cojona del Mondo!

Non avevo sbagliato!

Quale problema ti affligge?

Sei nata così o ci sei diventata strada facendo?

Quante domande ti vorrei fare!

Vorrei anche aprirti per vedere come sei fatta dentro ma non lo posso fare. La ragione non è nel mio fare beneficienza alla LAV quando posso; è che mi arresterebbero e onestamente mi scoccerebbe perdere la libertà per soddisfare una semplice curiosità.

Però ti posso dare un consiglio?

Guardati sempre le spalle perchè se un giorno ti dovessi incontrare in una strada buia non posso prometterti che non ti toccherò.

Solo una piccola autopsia...in amicizia...così per amore della scienza....solo per aiutare quelli che verranno dopo di te.



...magari mi accontento solo degli occhi và

mercoledì 22 giugno 2016

Penne albine

Buongiorno!



Buongiorno! Prego!



Vorrei una penna bic nera....col tappo bianco



(in un nanosecondo immagino di raccogliere dal cestino la mia vecchia bic nera che non scrive più e dirgli: nera col tappo bianco non ce l'ho ma qui ho una bic bianca col tappo nero! Questa non la trovi in giro!)



mi mordo la lingua e pure la guancia perchè ormai mi viene da ridere per la mia battuta mentale e gli dico di provare all'angolo in cartoleria.



Il prontissimo ragazzo capisce subito cos'è un angolo (un miracolo!) e mi risponde che ha già provato e non ce l'hanno neanche loro.
Ha un'aria un po' nevrotica e mi rendo conto che sta per rifilarmi una quasi-conferenza-colta sulle bic nere dal tappo bianco ma lo blocco all'istante con un rilancio che so essere un bluff (ma lui non può sospettare)



Se attraversi la strada (indico un punto imprecisato oltre l'orizzonte) c'è un negozio che ha molta cartoleria particolare.



Lui aveva già iniziato a parlare ma io lo sovrasto con la voce indicando col dito la terra promessa e ribadendo che hanno cose particolari (in realtà hanno tutto per il bricolage e un paio di quaderni in croce su una rastrelliera triste)
Per fortuna lui cade nel tranello e se ne va.



Due secondi dopo mi arriva uno skype dall'altra libreria.
Il messaggio è pieno di faccine che si sbellicano di risate e il collega mi scrive di un tizio che gli ha chiesto una bic nera col tappo bianco.
Sospetto che il nostro cercatore di penne albine avrà ancora molte miglia da percorrere prima di dormire (cit R. Frost)

martedì 31 maggio 2016

Una di voi

Qualche volta sei venuta qui.
Non ricordo che cosa cercavi ma ricordo i tuoi occhi, lo sguardo che faceva tenerezza.
La foto che gira ti rende giustizia perchè eri così anche dal vivo.
Che brutta locuzione ho scelto.
Tu non sei più viva.
Ti ha ammazzato.
So che non dovrebbe essere così ma il fatto di aver interagito con te, di averti conosciuta, anche solo fugacemente, mi rende la tua morte ancora più inaccettabile.
Me la sento addosso.
Sento la puzza di bruciato, sento l'odore della tua paura e vedo quegli occhi così dolci sbarrati dal terrore.
Non riesco a farmene una ragione.
Non ci riesco perchè non c'è una ragione.
Non c'è una cazzo di ragione nel tuo non essere più.
Mi dispiace non averti conosciuta meglio. Ci sono ragazzi e ragazze che passano qui anche solo per un saluto. Per una chiacchiera.
Mi ricordo di Giulia che si era lasciata col ragazzo e mi raccontava in lacrime il periodaccio che stava passando. Mi ricordo che dopo averci fatto pace mi portò il fidanzato in libreria per farmelo conoscere.
Mi ricordo di India, bellissima e triste. Lei si che era a rischio di femminicidio. Le dissi di evitare il suo ex perchè era davvero pericoloso e ricordo che ebbi paura per lei. Non l'ho più vista perchè probabilmente ha lasciato l'università. Spero che stia bene. Almeno non ho letto di lei sui giornali.
Mi dispiace che tu non sia diventata una frequentatrice. Voi di economia siete così. Passate come meteore e poi non vi si vede più fino al semestre successivo. Pochi/e di voi passano per un saluto e un po' di cazzeggio.
Avrei voluto darti qualche consiglio da zia; da persona grande ma non troppo. Non ti avrei fatto sentire stupida perchè eri innamorata di un coglione ma magari ti avrei raccontato un po' storie mie e di altre che ti avrebbero fatto sentire meno sola di fronte a certi comportamenti.
La verità è che tu la forza l'avevi tirata fuori visto che lo avevi lasciato.
Avevi voltato pagina, ti eri messa con un altro e vaffanculo a quel coglione.
Solo che il coglione non era d'accordo.
Lui non sapeva voltare pagina perchè quelli come lui sono niente senza qualcuno da controllare.
Quelli come lui non hanno niente dentro e vivono di riflesso; pensano che il mondo giri intorno a loro e non sanno bastarsi; perchè da soli, davanti allo specchio non vedono nulla.
Non riesco neanche ad immaginare come possa stare tua madre adesso.
L'avevi sentita poco prima.
Avrà passato una ventina di minuti tranquilla; il tempo che tu tornassi e parcheggiassi; poi la chiave nella toppa ed eccoti a casa. Invece no. Il tempo passava e tu non tornavi.
Alla fine ti ha trovata. Ti ha dovuto trovare così. Fumo, puzza di bruciato e tu non c'eri nella macchina. Forse eri ferita? Forse ti hanno portata all'ospedale? Forse...... eri poco più in là.
Poi più niente. Un baratro senza fine.
E noi adesso tutti a parlare della tua storia senza sapere niente di te.
Tutti a riempirci la bocca.
Tutti a parlarci addosso e sindacare come ai mondiali di calcio...quando diventiamo tutti allenatori.
E io, che ti ricordavo a malapena, adesso non riesco a dimenticarti.

martedì 24 maggio 2016

Il commissario Winchester e l'Area 51



Buongiorno io cercavo dei libri…………


Ma và? Credevo cercassi un radicchio! Guarda alle volte le coincidenze! Io vendo libri e tu entri e vuoi proprio un libro! Ah! Le sinergie!

Certo! Cosa cercavi?



Volevo: (sottovoce sottovoce dice un titolo mangiucchiato)



Scusa ma non ho capito una parola. Puoi ripetere tutto?



Volevo: autore (sbagliato) titolo (sbagliato)

Io non ce l’ho perchè è di un'altra facoltà. Tu fai Scienze della formazione; noi non abbiamo i vostri testi d'esame ma ora guardo se è ordinabile.

Alla fine scopro un titolo simile e un autore diverso



Si è quello!



 
Bravo! Hai appena vinto il Trofeo Cojone della giornata! Che fortuna che hai! Ancora non era stato assegnato a nessuno!

Bene allora te lo ordino?



Aspetta ce ne sono altri due


(faticosamente risaliamo ad autori e titoli passando per depistaggi e disinformazioni che manco la CIA negli anni ’70 e i servizi deviati del golpe Borghese avrebbero potuto fare meglio)



Ok! Te li ordino?

Aspetta che devo fare una telefonata



L’aiuto da casa è fondamentale in questi casi dato che il pubblico in sala (io e il mio capo) non lo può aiutare.



Esce e parla parla parla. Intanto il mio capo scrolla il capo e insieme commentiamo con un po’ di invidia la genialità del nostro studente



Rientra con la risposta suggerita da casa.

Allora li ordino!



Bravo! Mi piace questa sicurezza di sé!



Chiedo nome e cognome e avverto che deve lasciare un acconto

Poi scatta la domanda teosofica che assilla l'umanità da quando ha acquisito coscienza e ha cominciato a guardare le stelle con occhi diversi.


Si può ordinare usato?


 
Con la voce napoletana del commissario Winchester dei Simpson avrei voluto dirgli: Siii comm' no, signor Babbaleo, cioè volevo dire Cliente. Ora stamperò l'ordine con la mia stampante invisibile e lo faxerò al magazzino segreto che sta nell'Area 51.

 


 
Là c'è un deposito di libri usati (proprio quelli che cerchi tu).
Stanno accanto ai corpi degli alieni del crash di Roswell del 1947, subito dopo la cassa dell'Arca perduta.



Poi c'è anche il Magazzino 13 che conserva manufatti pericolosi e libri usati anche di vecchie edizioni

Guarda i libri usati non si ordinano. Un libro usato lo trovi in libreria solo se uno studente che ha già dato quell'esame entra e me lo vende, ma la tua facoltà è lontanissima da qui. Non trattiamo i vostri usati.
Mi guarda con l'occhio bovino di chi non ha capito bene. Come quando la prof di matematica spiegava un teorema incomprensibile. Resta un po' a bocca aperta e così la mosca che viveva nella sua bocca (come la cornacchia di Ippotommaso) esce a prendere una boccata d'aria.
Vedendolo perso gli dico semplicemente: i libri che ti ordino sono nuovi, se vuoi gli usati devi andare davanti alla tua facoltà. Magari là ce l'hanno.



Forse ho avuto un atteggiamento troppo dominatore ma il nostro Babbaleo accusa il colpo e, terrorizzato all'idea di dover andare da un'altra parte a ripetere la sua performance pietosa si sbriga a dirmi che li vuole nuovi.


ok. ti mando una mail appena ho tutti i libri, così passi e ritiri tutto (e tu dovresti diventare l'educatore di qualcuno? Tremo all'idea di vederti in un asilo o in una comunità di recupero)


Allora aspetto la mail


certo! (ti prego va via prima che ti spari con la pistola di Tesla che tengo sotto al bancone)


lunedì 23 maggio 2016

La mia 25° ora





Considero Edward Norton un grande attore. È bravo quando fa il povero idiota ossessionato dallo shopping e dai gruppi di sostegno in Fight club, è bravo quando fa il nazifascio in American history X, è bravo quando fa l’attore pieno di sé in Birdman. È bravo e basta.

Non si può considerare bello ma come si può non amarlo quando riesce a dare profondità ad ogni personaggio che interpreta? Ora sto pensando alla 25° ora. Tra i suoi film non è quello che preferisco ma ad un certo punto il nostro Ed si getta a capofitto in un monologo qualunquista dove se la prende con chiunque. Per chiunque intendo ogni tipo umano che calpesta le strade della sua città; una città che a breve dovrà lasciare per farsi 7 anni di carcere.

Ecco che non risparmia neri, italiani, ebrei, agenti di wall street e chicchessia.

Tutti colpevoli, tutti difettati, tutti stronzi in un modo o nell’altro.



La città inevitabilmente crea delle separazioni culturali. Non parlo della divisione in quartieri alti e periferie. Parlo di una suddivisione dei cittadini in categorie specifiche: automobilisti, centauri (moto o motorino), ciclisti e pedoni. Quando ci si deve spostare da una parte all’altra della città si diventa parte di uno di questi sottogruppi di Sapiens. Il DNA muta istantaneamente e trasforma ognuno di noi in una specie nuova. C’è ovviamente una gerarchia che governa questi sottogruppi; una sorta di piramide alimentare. Al vertice c’è l’automobilista che dall’interno del veicolo diventa il padrone della strada. Attorno a lui, come sciami di insetti, si muovono i centauri che arriveranno prima di lui a destinazione e questo gli provoca una certa inquietudine e anche un po’ di invidia, almeno finchè non viene a piovere. Ci sono altri esemplari però che non arriveranno prima di lui e che provocano nel nostro automobilista un unico sentimento certo e assoluto: il disprezzo, sono i ciclisti.

Alla base della piramide ci siamo noi: i pedoni.

Come mandrie di gnu che attraversano il fiume ci muoviamo in branco ai semafori e subiamo i soprusi di tutte le altre specie.



Oggi, come il caro Ed Norton, voglio il mio minuto di qualunquismo.

Voglio sparare a zero su tutti.

Questo è il mio monologo della 25° ora.



In culo ai pedoni che attraversano la strada in diagonale.

Non siete gli alfieri negli scacchi.

Camminate lenti parlando al telefono come se vi trovaste nel cesso di casa vostra.

Non vi sopporta nessuno.

È colpa vostra se ci odiano tutti (a noi gnu). E datevi una mossa!



In culo ai ciclisti che pensano di stare in campagna.

La pista ciclabile dove sfrecciate è anche il mio fottuto marciapiede.

Vi lascio tutto lo spazio e cammino dove cacano i cani mentre voi vi incazzate se nella strettoia sono arrivata prima io e vi tocca frenare.

Fottetevi!

E soprattutto: che cazzo di lavoro fate se alle 17.30 siete vestiti come Bartali?



In culo a voi automobilisti! Siete i peggiori.

Guidate di merda.

Passate col rosso e vi inculate a vicenda nella speranza di guadagnare 30 centimetri di strada. Ascoltate sempre musica del cazzo: non vi vergognate a sparare a palla Gigi D’Alessio e Laura Pausini? Mordivoi! Mai una gioia! Che ne so? Uno che si sente i Tool a cannone.

Se è rosso vi fermate sulle striscie e a noi tocca circumnavigare il globo per attraversare. Oppure vi parcheggiate a cazzo di cane e a noi tocca scavalcarvi dal tettuccio per guadagnare l’altro lato della strada.



In culo ai centauri stagionali!

Usate la moto o il motorino solo quando è estate.

Vi riconosco dai cilindri lucidi lucidi e dai cerchi brillanti.

Non avete mai preso una goccia di pioggia e non sapete guidare.

Siete ridicoli; vi vestite da idioti imitando i coatti dei telefilm con quelle bandane sotto al casco.Ora poi che va di moda guidare con una gamba che penzola spero sempre che qualcuno ve la falci.

Avete tutto il mio disprezzo visto che uno di voi mi ha distrutto un ginocchio. Stronzi!



In culo al comune di Roma!

Le buche non stanno solo su strada.

Devo camminare guardando per terra sennò mi rompo una caviglia dentro le fessure dell’asfalto.

Ho visto sciami di vecchietti caracollati per terra per colpa dei dossi e dei crateri.

State attenti assessori dei miei coglioni: tra poco a Roma si vota.



In culo anche ai vigili che non servono a un cazzo.

Vi vedo chiacchierare della partita e del calcio mercato mentre intorno a voi c’è l’apocalisse.

Se qualcuno vi chiama per far rimuovere la macchina parcheggiata al posto del disabile gli dite che tanto ‘nun se po’ fa gnente’.

Morite male aspettando un’ambulanza bloccata da uno stronzo in doppia fila!



In culo agli autisti degli autobus.

Non ve ne frega un cazzo di nessuno. Vi divertite a sentire la gente che si lamenta dietro di voi perché manca l’aria. Tanto che vi frega? Voi state larghi e arieggiati al vostro posto di guida.

Siete mandriani dentro; ci portate al pascolo e ogni tanto lasciate un capo di bestiame indietro; poi mentre corre verso la fermata ed è quasi arrivato chiudete le porte e ve ne andate. Bastardi!



In culo ai passeggeri con le loro ascelle malvage. Salite sui mezzi alle 8 di mattina e puzzate di morte. Non dite che quando siete usciti profumavate. Non è vero. La vostra è una puzza atavica e ancestrale. Non vedete una saponetta da una settimana. Siete assassini di massa!

Ecco fatto