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lunedì 6 maggio 2013

Musica nello spazio



Ieri mi chiedevo quale fosse la musica che fu inserita nella sonda Voyager  lanciata nel 1977 nello spazio.
Così ecco la lista trovata su wikipedia con un minimo di nozioni sull'argomento.

Il Voyager Golden Record è un disco per grammofono inserito nelle due sonde spaziali del Programma Voyager, lanciato nel 1977, contenente suoni e immagini selezionate al fine di portare le diverse varietà di vita e cultura della Terra. È concepito per qualunque forma di vita extraterrestre o per la specie umana del futuro che lo possa trovare. La sonda Voyager impiegherà 40.000 anni per arrivare nelle vicinanze di un'altra stella.
Le probabilità che venga trovato da qualcuno sono estremamente remote in rapporto alla vastità dello spazio interstellare. Un suo possibile ritrovamento ad opera di una forma di vita aliena potrà avvenire soltanto in un futuro molto lontano. Il suo lancio è infatti visto più che altro come qualcosa di simbolico che non un tentativo reale di comunicare con forme di vita extraterrestri.
Nazione
Brano musicale
Autore




Concerto brandeburghese no. 2 in Fa, primo movimento




"Puspawarna" ("Tipi di fiori")





Percussioni senegalese





canzone dell'iniziazione delle donne pigmee





"Morning Star" e "Devil Bird"





"El Cascabel"









Canzone della casa dell'uomo





"Tsuru No Sugomori" ("Crane's Nest")





Germania/Belgio
"Gavotte en rondeaux" dalla Partita No. 3 in Mi maggiore per violino
Bach




Austria/Germania
Il flauto magico, Aria della Regina della notte, no. 14




"Tchakrulo"











USA





"Mugam"





Le Sacre du Printemps, danza sacrificale




Germania/Canada
Il clavicembalo ben temperato, Libro I
Preludio e fuga no. 1 in Do maggiore
Bach




Germania/Gran Bretagna
Sinfonia no. 5, I. Allegro con brio




"Излел е Делю хайдутин" ("Izlel e Deljo hajdutin")




USA
Canto notturno
Indiani Navajo




Gran Bretagna
"The Fairie Round" da "Pavans, Galliards, Almains and Other Short Airs"










Perù
Canto matrimoniale





"Liu Shui" ("Flowing Streams")




"Jaat Kahan Ho"





USA
"Dark Was the Night, Cold Was the Ground"




Germania/Ungheria
Quartetto n. 13 op.130 in Si bemolle,
V. Cavatina
Beethoven




lunedì 11 aprile 2011

Documenti FBI su oggetti volanti


Da Repubblica


Questa volta il documento sugli Ufo viene niente meno che dall'FBI. Secondo l'agente Guy Hottel, il 22 marzo del 1950 tre oggetti volanti non identificati precipitarono nel New Mexico e furono "catturati" dal servizio investigativo americano. All'interno dei velivoli c'erano nove corpi dalle fattezze umanoidi alti circa 90-100 centimetri. Gli oggetti non identificati avevano un diametro di circa 16 m ed erano leggermente rialzati al centro. Insomma Ufo nel senso più classico del termine. "Gli occupanti erano vestiti come i piloti dei jet", racconta Hottel nel suo documento. E' possibile, conclude l'agente dell'FBI, che gli oggetti volanti siano precipitati causa delle interferenze dei numerosi radar presenti nell'area. Questa testimonianza è in una serie di altri atti resi pubblici dall'FBI negli ultimi giorni in un suo sito Internet dove vengono divulgati documenti non più segreti richiesti dai cittadini statunitensi. Il sito Vault 1 presenta testi che riguardano vari aspetti delle investigazioni dell'FBI, dai diritti civili ai ganster, dalle testimonianze di ricerche su organizzazioni criminali fino a quelli che vengono definiti "fenomeni inspiegati". I documenti vengono lasciati sul sito fin quando vi è una certa richiesta da parte del pubblico, dopo di che vengono cancellati. Attualmente tra i documenti c'è, tra gli altri, il caso Hottel. Interessante però è anche il documento che riguarda il caso ufologico noto come "incidente di


Roswell". Si verificò nel luglio del 1947, quando qualcosa di strano per quell'epoca precipitò in prossimità della cittadina di Roswell, nel New Messico. I racconti passati di mano in mano segnalano che dapprima un comunicato stampa pubblicato dalla base aerea che si trovava in prossimità di quella località parlava proprio di un "disco volante", ma poi le dichiarazioni ufficiali statunitensi spiegarono che si trattava di un semplice pallone sonda e a tal proposito vennero mostrate alcune immagini. Il caso però ha continuato ad alimentare sospetti e ancora oggi viene avanzata l'ipotesi che a cadere nel deserto non fu un pallone sonda, ma qualcosa di sconosciuto. Ebbene il sito dell'FBI il caso sembra offrire una soluzione: si parla di un oggetto che aveva la forma di un disco esagonale che doveva essere sospeso per mezzo di un cavo a un pallone, il quale aveva un diametro di circa sei metri e mezzo, e si dice anche tuttavia, che secondo comunicazioni telefoniche tra due basi aeree l'ipotesi del pallone sonda fosse poco credibile. In ogni caso il pallone e il disco vennero portati alla base aerea e lì trattenuti senza ulteriori analisi.

mercoledì 5 gennaio 2011

Bambina scopre una supernova

Da Repubblica:

Chissà se la Nasa la prenderà come uno smacco: la piccola Kathryn Aurora Gray, 10 anni da Fredericton (Canada), è la persona più giovane a scoprire una supernova che, come lei stessa spiega in quest'intervista con la Cbc, è "una stella che esplode"

Kathryn ha identificato un'esplosione di luci in uno spazio di stelle lontane 240 anni luce. "Ero così emozionata - ha dichiarato la bambina - che non ci ho dormito la notte prima di sapere se erano veramente nuove stelle". La scoperta è stata confermata subito da altri due astronomi amatoriali, l'americano Brian Tieman e il canadese Jack Newton, e poi comunicata all'Unione astronomica internazionale, che l'ha registrata sotto il nome di "Supernova 2010lt"


La Royal Astronomical Society of Canada, dal canto suo, ha confermato la scoperta lunedì, affermando che la supernova di magnitudo 17 è stata trovata nella galassia UGC 3378, della costellazione di Camelopardalis

P.S. La potevano chiamare col nome della bimba!

lunedì 20 settembre 2010

Sitchin, la Bibbia degli dei, Piemme


Ieri ho finito un altro libro di Zecharia Sitchin intitolato la Bibbia degli dei.

Ecco la quarta:

Dalla cacciata di Adamo ed Eva dal Paradiso terrestre, la storia dell’Uomo è quella di una creatura separata dal suo Creatore, all’eterna ricerca di un nuovo contatto con la propria essenza divina.


La Bibbia è il racconto di questo esilio dell’uomo sulla Terra, ma anche dell’incontro, o degli incontri, dell’umano con la divinità. La voce di Dio che parla ad Adamo ed Eva, l’incontro di Mosè sul Monte Sinai, e tutte le altre apparizioni “angeliche” di cui le pagine bibliche sono disseminate, dimostrano che il legame con le stelle non è completamente perduto.

Ma di che natura sono esattamente questi incontri e quali verità nascondono? È davvero quella canonica l’unica interpretazione delle parole bibliche?


Attraverso un’analisi approfondita della versione ebraica dell’Antico Testamento, il professor Sitchin ci fornisce una chiave di lettura rivoluzionaria del Libro dei libri. Una lettura che getta l’ombra del dubbio già su una delle prime affermazioni: Dio creò l’uomo a sua immagine. Il testo ebraico usa un plurale, Elohim, che starebbe per a Loro immagine. Ma chi sono questi loro?


Questo libro è sicuramente più indigesto dell'Altra Genesi. Cronologie e discendenze, miti sumeri, babilonesi ed ebraici si mischiano continuamente a discapito di una linearità narrativa.


Devo ammettere che lo studio che ha preceduto la pubblicazione è dir poco titanico.

Consigliato solo a chi è davvero incuriosito dalla mitologia sumera e dalle incongrunze della Bibbia.
Illuminante!

mercoledì 1 settembre 2010

Intervista a Bob Lazar



Riporto un'intervista a Bob Lazar presente sul sito di Nexus solo perchè il sito di Bob Lazar non è più attivo.


Visto che la rete mantiene traccia di tutto voglio fare la mia copia personale di una testimonianza scomoda.


14/03/2005


- Domanda : Che impressione ebbe quando entrò per la prima volta?


- Lazar : Sembrava tutto molto militare e non molto scientifico, c'erano molti controlli ed un massimo livello di sicurezza, ovunque si andasse bisognava essere accompagnati da una guardia armata anche nella toilette. Tutte le porte si aprivano e si chiudevano con dei badge di plastica magnetici, e c'era un'atmosfera molto oppressiva.


- Domanda : Quante volte è dovuto entrare in quella zona prima di poter vedere il velivolo?


- Lazar : Credo due o tre, forse due giorni prima di poterlo vedere.


- Domanda : Cos'ha provato la prima volta che visto l'oggetto?


- Lazar : Ma la prima volta che entrai nell’hangar dissi tra me e me : ecco questo finalmente spiega tutti quegli avvistamenti di strani oggetti, è un veicolo militare segreto in fase di sperimentazione.


In realtà fu la seconda volta che lo vidi quando entrai al suo interno che intuì cosa stava accadendo, e cioè che si trattava di un mezzo alieno, ma questo avvenne dopo che avevo letto il materiale informativo. Era tutto molto difficile da comprendere, mi sentivo come un’intruso.


- Domanda : Provi comunque :


- Lazar : Ha presente le foto di Billi Meier scattate durante i suoi avvistamenti? Era incredibilmente simile a quello delle sue foto, una linea sfuggente con lo scafo discoidale. E’ difficile descriverlo così senza disegnarlo, ma aveva la forma classica del disco volante.


- Domanda : Di un tipo solo o diversi?


- Lazar : In totale i dischi erano nove, ma io lavorai a livello di retroingegneria solo su un’oggetto, erano in hangar separati, ma tutti visibilmente differenti.


- Domanda : Le hanno detto in che modo erano stati recuperati dall’intelligence o dalla marina?


- Lazar : No, assolutamente no. Molta gente ha avanzato varie ipotesi, che erano stati abbattuti o che erano precipitati, ma non sembravano danneggiati, quindi nutro seri dubbi su queste ipotesi.


- Domanda : Ce ne può descrivere l’interno?


- Lazar : E’ molto semplice, c’è un solo colore dominante : è un grigio feltro, anche l’esterno è dello stesso colore, non ci sono scivoli.


All’interno tutte le attrezzature hanno una forma arrotondata, anche i sedili e gli alloggiamenti per gli amplificatori, è come se fossero stati fusi nella cera e poi modellati con queste forme curvilinee, incluse le giunture tra le pareti ed il pavimento. L’interno è essenziale, molto arioso : l’uso dello spazio non sembra per niente funzionale.


Ci sono tre ponti : quello più basso ospita gli amplificatori montati su basi mobili. Su quello di mezzo da dove si accede alla nave ci sono i sedili e gli amplificatori, e poi c’è il ponte superiore, con una sezione limitata a cui non avevo accesso, non so cosa ci fosse.


- Domanda : Per lei il velivolo era alieno?


- Lazar : Assolutamente sì, alieno. Prima di tutto, lo scopo del progetto era di analizzarlo, se si fosse trattato di un’apparecchio degli Stati Uniti non avremmo perso tempo a capire come lo avremmo costruito, in secondo luogo per le dimensioni delle attrezzature interne, dalle dimensioni dei sedili e per i materiali utilizzati, a noi totalmente estranei, e poi per il carburante : l’elemento 115, che è virtualmente inesistente. Ho sommato queste informazioni a quelle che mi erano state precedente fornite, in cui si affermava chiaramente che si trattava di un veicolo extraterrestre.


-Domanda : Le hanno detto come funzionava il sistema di propulsione?


-Lazar : Faceva parte del mio lavoro d’ingegneria inversa, cioè capire il sistema di propulsione, avevano già fatto qualche progresso, ma non so esattamente da quanto tempo il velivolo si trovasse lì, se lo stessero esaminando da uno o dieci anni, comunque con scarsi progressi.


Il sistema è fisicamente impressionante : è composto da due parti, dagli amplificatori di gravità e dal reattore che fornisce energia, il reattore funziona ad annichilazione completa alimentato da antimateria. L’annichilazione completa è praticamente la reazione nucleare più efficace tra le tre ovvero : fissione, fusione ed annichilazione. Utilizza un elemento superpesante, l’elemento 115, cioè questa sarebbe la sua collocazione nella tabella periodica che sulla Terra non è stato ancora sintetizzato.


A mio avviso, su alcuni sistemi stellari questa sintesi avviene spontaneamente. Questo elemento viene bombardato in un’accelleratore dalle dimensioni estremamente ridotte. L’elemento che viene bombardato subisce una scissione spontanea e produce particelle di antimateria. Queste, grazie ad un dispositivo termoelettrico efficace al 100% reagiscono con la materia gassosa e vengono trasformate in elettricità.


Ora l’efficienza al 100% di qualunque dispositivo elettrico è fisicamente impossibile, lo afferma la prima legge sulla termodinamica, perché si devono verificare dispersione di calore o altre perdite del genere, ma io non ne ho rilevata nessuna in questo sistema, è una tecnologia assolutamente stupefacente. L’incredibile quantità d’energia che viene generata dal sistema, alimenta gli amplificatori, e come prodotto collaterale del bombardamento dell’elemento 115, si genera un fenomeno interessantissimo, cioè una particolare onda detta “gravitazionale A” : tale onda viaggia in modo molto simile alle microonde. Viene applicata agli amplificatori gravitazionali e per mezzo della corrente elettrica generata dal reattore, viene amplificata e focalizzata.


Il segnale così amplificato viene reso leggermente “afasico”, e grazie a questo è possibile attirare o respingere qualsiasi corpo gravitazionale.


Il velivolo è in grado di decollare anche utilizzando un solo amplificatore. Questa nave in particolare era dotata di tre amplificatori, e quando attiva un solo amplificatore per allontanarsi dalla terra, utilizza la cosiddetta configurazione “omicron” : per viaggiare nello spazio la nave ruota su di un lato, focalizza i tre amplificatori su di un punto situato ad enorme distanza, poi il reattore e gli amplificatori vengono portati a massima potenza, e praticamente “attirano” il tessuto stesso dello spazio, distorno lo “spazio-tempo” e lo attirano verso la nave che così è in grado di coprire enormi distanze in un lasso di tempo praticamente nullo.


La nave non si sposta in maniera lineare, perchè distorce lo spazio. Il tessuto stesso dello spazio, quindi anche i campi gravitazionali ed il tempo sono strettamente connessi.


Quando si distorce un campo gravitazionale, si distorce anche lo spazio ed il tempo.


Queste non sono semplici teorie, sono cose che conosciamo già da molto tempo, solo che non abbiamo la possibilità di poterle verificare, ed apparentemente questa civiltà lo ha messo in pratica.


- Domanda : E voi siete mai riusciti a farne volare uno?


- Lazar : Sono stati fatti molti collaudi, ma non al di fuori dell’atmosfera, voli brevi e a bassa quota. Del resto hanno un’oggetto dal valore inestimabile e non intendono distruggerlo con rischi inutili o a causa del campo gravitazionale terrestre o volando a quote troppo elevate, ma ho assistito ad alcune prove al di fuori della recinzione di sicurezza ed in un’occasione ho visto tutto ma a non più di trenta metri dal velivolo.


- Domanda : L’oggetto come manovrava in volo?


- Lazar : era molto silenzioso, si alzava generando un debole sibilo, la superficie inferiore emanava una luce azzurra, probabilmente dovuta all’altissimo voltaggio generato. Dopo un po’, man mano che aumentava di quota, la luce scompariva. Sembrava che galleggiasse dolcemente nell’aria, per poi appoggiarsi al suolo, il tutto in modo assolutamente tranquillo e quasi totalmente silenzioso


- Domanda : Potrebbe descrivere i documenti informativi ed il loro contenuto?


- Lazar : Si trattava di un gran numero di documenti, circa 120 relazioni molto concise, in pratica mi consentivano un’idea in generale sulle altre ricerche condotte sul velivolo, ma la quasi totalità delle informazioni e dei dettagli tecnici riguardava il sistema di propulsione e generazione d’energia, cioè il campo in cui avrei dovuto lavorare.


C’erano anche documenti in cui si affermava che la nave era aliena. I rapporti di alcune autopsie non erano molto approfonditi perché non c’era nessuna ragione per fornirmi informazioni dettagliate su questo, ma con fotografie : anzi per l’esattezza c’erano due fotografie di un corpo alieno con il torace aperto, che aveva un solo organo che era stato rimosso e sezionato. Dal mio punto di vista non medico, sembrava che questo organo espletasse non una, ma più funzioni.


Poi vi erano altri documenti che descrivevano ricerche metallurgiche condotte in altre parti della nave, insomma erano brevi riassunti del lavoro svolto dai vari gruppi e viceversa, sicuramente anche loro avranno ricevuto dei resoconti e brevi relazioni del lavoro svolto dal mio gruppo.


- Domanda : Indicavano il luogo di provenienza degli alieni?


- Lazar : Sì : dal sistema Zeta Reticulis, non so se questa informazione sia stata ricavata dallo scafo stesso, da mappe astrali o da strumenti di bordo


- Domanda : C’erano informazioni su questa civiltà, sulla loro storia, o su precedenti contatti con il genere umano?


- Lazar : Non esattamente, non c’era scritto : è andata così, si faceva riferimento ad un’intervento alieno avvenuto nel passato, risalente a moltissimi anni fa, precisamente a milioni di anni fa. Dai documenti che ho visto, ripeto, erano documenti sintetici, riassuntivi che non so se fossero veri o falsi, posso solo fare supposizioni. Tuttavia, le informazioni sul sistema di propulsione erano tutte vere, ne sono certo, ci lavoravo. Per il resto c’erano solo accenni sul contatto con la Terra avvenuto più di 10.000 anni fa, ad alterazioni genetiche che hanno prodotto un’essere scimmiesco ed altre interazioni di questo tono.


- Domanda : Ha mai visto da vicino un’alieno? Vivo o morto?


- Lazar : No, solo in fotografia. Ho dichiarato più volte, che attraversando una certa zona, ho guardato in una finestra ed ho notato qualcosa di piccolo, ma non che fosse il corpo di un’alieno. E’ inutile saltare alle conclusioni che devo avere visto un’alieno. Potrebbe trattarsi di un manichino, creato come modello sulle loro differenze corporee e sulle dimensioni dei sedili, quindi ribadisco che in realtà non ho visto nessun corpo vivo che si muovesse, in linea di principio rispondo di no.


- Domanda : Perché hanno scelto lei per questo lavoro?


- Lazar : e’ molto difficile rispondere, non saprei. Sicuramente come fisico non sono molto indicato, quindi non ne ho la più pallida idea. Viste le diverse angolazioni forse si sentivano frustrati, non riuscivano a fare passi avanti, era da lungo tempo che non riuscivano ad andare da nessuna parte, o forse volevano un persona nuova, qualcuno che potesse vedere le cose in maniera diversa, d’altronde io ho la fama di essere così.


- Domanda : Perché ha deciso di divulgare queste informazioni?


- Lazar : E’ difficile rispondere, ci sono vari motivi ad esempio per le pressioni che ho subito o per mia protezione personale e perché è ingiusto che su queste informazioni venga mantenuto uno strettissimo riserbo.


- Domanda : dopo che lei ha reso pubbliche queste cose hanno cercato di chiuderle la bocca?


- Lazar : Oh sì, in ogni modo, mi hanno sparato mentre imboccavo l’autostrada qui a Las Vegas. Alcuni miei amici sono stati minacciati, hanno perso il posto di lavoro, è successo di tutto.

Tratta dall’intervista originale su VHS : UFO DOSSIER/AREA 51 TECNOLOGIA ALIENA VOLUME 2/ FABBRI VIDEO 1997