
Io...se fossi Dio manderei per stracci il mio vicario in terra, ma a quanto pare il vicario non è d'accordo.
Da Micromega

Da Micromega




Da Repubblica di oggi:
Indagine realizzata da Demos & Pi per la Repubblica in collaborazione con LaPolis-Laboratorio di Studi Politici e Sociali dell'Università di Urbino "Carlo Bo". L'indagine è curata da Ilvo Diamanti e Luigi Ceccarini con la collaborazione di Ludovico Gardani per la parte metodologica (Demos) e Filippo Nani (Medialab di Vicenza) per quella organizzativa. Martina Di Pierdomenico ha partecipato all'impostazione dell'indagine e all'analisi dei risultati. Il sondaggio è stato condotto dalla società Demetra di Venezia (metodo CATI, supervisione di Claudio Zilio) nel periodo 14-21 aprile 2010. Il campione intervistato (N=2058) è rappresentativo della popolazione italiana di 15 anni e oltre per genere, età, titolo di studio e zona geopolitica di residenza.
Documento completo su www.agcom.it

Quattro domande cruciali che Paolo Flores D’Arcais pone a padre Lombardi riguardo le fantomatiche ‘linee guida’ che il Vaticano sostiene esistere dal 2003 e che recentemente sono state pubblicate sul sito della Santa Sede.
- Le “linee guida” sono un testo che risale interamente al 2003, “attribuibile all’allora cardinal Ratzinger”, o sono state introdotte modificazioni e/o interpolazioni nei giorni precedenti la pubblicazione on line?
- Se l’ordine del Vaticano era di rispettare le leggi civili di ciascun paese, come mai nessun vescovo ha denunciato un prete pedofilo anche nei paesi dove tale denuncia è obbligatoria? Una rivolta di quei vescovi contro il volere del Papa?
- Perché Karol Wojtyla ha approvato la lettera con cui il cardinal Castrillon Hoyos si felicitava e solidarizzava con il vescovo di Bayeux-Lisieux mons. Pierre Pican che non avendo denunciato un prete pedofilo era stato condannato dalla giustizia francese a tre mesi con la condizionale? Il Papa contro il Papa? O addirittura il cardinal Ratzinger contro Giovanni Paolo II?
- Perché non vengono aperti gli archivi della Congregazione della dottrina della fede sui casi di pedofilia, e consegnati alle autorità giudiziarie, in modo che anche la giustizia terrena possa fare il suo corso, secondo le leggi vigenti in ciascun paese?
Il resto lo trovate sul Fatto di oggi
Io …se fossi Dio non aspetterei il 2012 per far piazza pulita dell’umanità.
Il Rapporto della Commissione Ryan, diffuso nel maggio di quest'anno, raccontava gli orrori e le sevizie cui erano sottoposti i bambini negli istituti gestiti e controllati da ordini religiosi. I superiori non solo sapevano, ma incoraggiavano il "mantenimento della disciplina" con tali mezzi. Gli ispettori governativi che avrebbero dovuto vigilare sul benessere dei bambini fingevano di non sapere e non vedere. Un rapporto sconvolgente, che ha costretto i Fratelli Cristiani, la congregazione religiosa che gestiva la maggior parte delle scuole industriali assieme alle Suore della Misericordia, ad offrire un risarcimento di 34 milioni di euro alle vittime. Altre cinque congregazioni hanno offerto ulteriori 43 milioni di euro. Un Consiglio di Giustizia fu istituito già dal 2002 per risarcire le vittime: al 2008 aveva giudicato 11.337 casi, con risarcimenti individuali tra i 65.000 e i 300.000 euro
Ora, a sei mesi di distanza, arriva un nuovo rapporto, quello della Commissione Murphy, istituita nel 2006 per verificare come la Chiesa e le autorità statali avessero gestito le denunce di abusi sessuali sui minori commessi dagli ecclesiastici nella sola diocesi di Dublino. Settecento pagine di testimonianze raccapriccianti, 320 vittime, una sequenza di racconti dell'orrore che coinvolgono un campione di 46 sacerdoti dal 1975 al 2004, costantemente coperti dalle autorità ecclesiastiche, spostati di parrocchia in parrocchia, con l'unico intento di proteggere il buon nome e i beni della Chiesa. Gli ultimi quattro arcivescovi che si sono succeduti alla guida della diocesi di Dublino avevano in comune una regola: coprire gli abusi e gli abusatori, insabbiare, nascondere, negare.
Il rapporto Murphy è dettagliato: ad ogni sacerdote è dedicato un capitolo denso di accuse, di testimonianze, di orrori. Ogni
Padre Noel Reynolds ammise di aver abusato di più di 100 bambini nelle 8 parrocchie in cui aveva esercitato il proprio ministero negli oltre 30 anni di carriera. Spostato da una parrocchia all'altra ogni volta che si sollevava uno scandalo sui "comportamenti inappropriati" tenuti dal sacerdote, raccomandato ai vescovi locali senza mai comunicare i suoi trascorsi, Reynolds trovava ogni volta terreno fertile: le madri gli affidavano con fiducia i bambini. Le denunce vennero a galla solo nel 1995, quando la polizia irlandese aprì un'indagine sul suo conto. Arrestato nell'ottobre del 1999, a seguito degli abusi commessi su due sorelline di sei e undici anni, Reynolds confessò. Confessò di aver violentato almeno cento bambini, raccontò particolari mostruosi e raccontò anche di come aveva abusato di una bambina piccolissima, violentandola brutalmente utilizzando un crocifisso che la polizia acquisì come prova.
Evidentemente a questo mostro era piaciuto molto il film "L' esorcista".
Le autorità dell'arcidiocesi che si occupavano delle denunce di abusi su minori avevano un’ampia esperienza in diritto canonico e in giurisprudenza. Eppure l'arcivescovo e i vescovi dublinesi sostennero di non sapere che, oltre ad essere un peccato, l'abuso su minori fosse anche un reato, e pertanto non avevano informato le autorità giudiziarie di quanto accadeva nelle loro parrocchie. Tuttavia tale presunta ignoranza risulta insostenibile, alla luce del fatto che fin dal 1986, le autorità ecclesiastiche decisero di ricorrere ad una polizza assicurativa per proteggere i beni della Chiesa da possibili richieste di risarcimento da parte delle vittime di abusi.
Nel 2002, il governatore dell'Oklahoma Frank Keating, presidente del Consiglio Nazionale per il Riesame che si occupava della vicenda dei preti pedofili negli Stati Uniti, rilasciò un'intervista al Los Angeles Times spiegando il motivo delle sue dimissioni dall'incarico dopo appena un anno, paragonando la segretezza della Chiesa a quella della mafia e le gerarchie ecclesiastiche a Cosa nostra: "I preti non obbediscono ai mandati di comparizione, e fanno sparire i nomi degli stupratori. Questa è un'organizzazione criminale, non la mia Chiesa".
Di fronte alla cultura della segretezza, la Commissione Murphy dovette emettere un ordine formale con il quale veniva richiesto che l'arcidiocesi di Dublino e altre organizzazioni, compresa la polizia stessa, fornissero tutti i documenti in loro possesso riguardanti i 46 sacerdoti coinvolti nell'inchiesta.
Nel settembre del 2006, la Commissione inviò inoltre una richiesta formale alla Congregazione per la Dottrina della Fede "chiedendo informazioni sulla promulgazione del Crimen Sollicitationis". Chiedeva inoltre informazioni su tutti i rapporti, riguardanti gli abusi sessuali commessi dai sacerdoti, “inviati alla Congregazione dall'arcidiocesi di Dublino". La Congregazione non rispose mai alla richiesta, adducendo come pretesto il fatto che la stessa non fosse stata inoltrata attraverso gli appropriati canali diplomatici.
La Commissione inviò allora, nel febbraio 2007, una formale richiesta al Nunzio Apostolico irlandese, chiedendo di produrre tutti i documenti in suo possesso riguardanti l'indagine in corso. Non vi fu mai risposta. Non avendo il potere di emanare alcun ordine nei confronti della Congregazione per la Dottrina della Fede nè del Nunzio Apostolico, la Commissione proseguì il proprio lavoro senza alcuna collaborazione da parte del Vaticano. Tuttavia ritenne opportuno, alla conclusione dei lavori, inviare al Nunzio una copia del rapporto Murphy. Ancora una volta, non ricevette risposta.
Di fronte agli esiti del rapporto Murphy, l'attuale arcivescovo di Dublino, Diarmuid Martin, ha offerto alle vittime le proprie scuse, il proprio dolore e la propria vergogna. Guardandosi bene dall'offrire anche un risarcimento economico, per quanto nessuna somma possa mai risarcire le violenze e le umiliazioni delle vittime
Di qualche giorno fa è la notizia che il Vaticano si rammarica profondamente per le vicende narrate nel rapporto Ryan….ma del rapporto Murphy io non ho sentito neanche una parola.
Dal blog di Travaglio:




Washington si scopre capitale della sieropositività. "Un rapporto dell'agenzia sanitaria della capitale ha rivelato che il 3 per cento dei residenti soffre di hiv o aids", racconta Time. Secondo gli standard internazionali quando il numero di infezioni supera l'1 per cento della popolazione si può parlare di epidemia. "Il tasso di infezione della città è più alto di quello dell'Africa occidentale, ed è paragonabile a quello dell'Uganda e di alcune parti del Kenya". Il rapporto documenta i casi registrati dalla fine del 2007 a oggi e mostra un aumento del 22 per cento nel numero di casi rispetto al 2006. "La ricerca indica che circa un terzo delle persone colpite non è consapevole della propria condizione", prosegue il settimanale, "e il numero di casi potrebbe essere superiore".
Con questi dati rassicuranti mi sembra giusto che papa Ratzinger rassicuri il popolo d'Africa e il mondo intero, dicendo che il preservativo non serve a fermare l'aids. In Africa poi la cultura popolare si tramanda che dall'HIV si guarisce avendo un rapporto sessuale con una vergine, con buona pace della malcapitata che nella maggioranza dei casi viene violentata, non essendo consenziente a farsi infettare.
Un cristianesimo sempre più a contatto con i tempi, una chiesa sempre più attenta e vicina alle sofferenze dei fedeli. Il vero Cristianesimo WOW! proposto nel film Dogma del mai troppo osannato Kevin Smith... genio cinematografico.
Io se fossi dio ... a questo punto mi fregherei le manine aspettando di giudicare l'omino qui sopra ritratto.
Io se fossi Dio ne fulminerei di preti!
L´arcivescovo ausiliare uscente di Firenze, nel corso di quella che è stata la prima dichiarazione in assoluto da quando è esploso il caso dell´ex parroco della Regina della pace