venerdì 25 novembre 2016
Femminicidio
L'ho uccisa ....
perchè non ha voluto stare al suo posto
perchè se non vuole stare con me non deve stare con nessuno
perchè se l'è cercata
perchè mi ha provocato
perchè a me non si deve dire di no
perchè deve fare quello che dico io e se non lo fa sono botte
perchè ho avuto un raptus
perchè mi voleva lasciare
perchè mi ha fatto arrabbiare
perchè mi metteva in discussione
perchè la casa era in disordine
perchè non voleva scopare
perchè ho perso la testa
perchè cucinava male
perchè perchè perchè......
Il concetto di femmicidio si estende aldila’ della definizione giuridica di assassinio ed include quelle situazioni in cui la morte della donna rappresenta l’esito/la conseguenza di atteggiamenti o pratiche sociali misogine.
La violenza di genere è una pratica prettamente maschile e riguarda il ruolo che una millenaria cultura maschilista vorrebbe imporre al genere femminile.
Le donne che non si sottomettono a tale ruolo sono soggetti devianti che spaventano e destabilizzano.
Da angeli del focolare si trasformeranno in
stronze
troie
lesbiche
isteriche
fiche di legno
femministe
Il femminicidio è un crimine di odio
venerdì 6 settembre 2013
mercoledì 29 maggio 2013
Officina corale all'Abbazia di Fossanova
E vai Viviana!!
venerdì 24 giugno 2011
NO al decreto anti intercettazioni
giovedì 9 giugno 2011
Io vado a votare
venerdì 20 maggio 2011
Current non deve chiudere

Da http://nocensura.current.com/
Sky ribalta la decisione di trasmettere il canale di Al Gore e si appresta a cancellare il solo canale di Informazione Indipendente in Italia
Dal 2008 Current lavora per portare in TV quello che gli altri nascondono.
Per costruire servizi che arrivano dove gli altri non vanno.
Per dare ai propri telespettatori un'informazione varia e senza censura, perché conoscere la verità è l'unica via per formarsi un'opinione propria.
Dal 2008 Current è l'unico canale veramente indipendente in Italia.
A maggio del 2011 vogliono toglierti il diritto all'informazione indipendente. Vogliono oscurare Current.
Vogliamo fermarli.
Se lo vuoi anche tu, puoi fare la tua parte. Puoi scrivere direttamente a SKY chiedendo di non chiudere Current all'indirizzo tom.mockridge@skytv.it Amministratore Delegato di Sky Italia. Segui gli aggiornamenti su facebook.com/currentitalia e twitter (#salviamocurrent).
Tutti insieme, SALVIAMO CURRENT.
Da Main Fatti:
Intervistato in precedenza da Beppe Severgnini per Corriere.tv, l'ex vicepresidente americano aveva anche sottolineato come tale decisione sarebbe nata per fare "un favore a Berlusconi". "News Corp (la holding di Murdoch, ndr) sta cercando di entrare nel business del digitale terrestre - spiega Al Gore a Beppe Severgnini - però, per questo, ha bisogno del consenso di Berlusconi". Current Italia, infatti, spiega sempre Al Gore, è una "televisione realmente indipendente", ricordando come siano stati loro "i primi a mandare in onda Citizen Berlusconi o documentari che hanno mostrato che la sporcizia a Napoli c'è ancora". Il canale di Al Gore ospitò anche sul satellite Michele Santoro in occasione di "Raiperunanotte" nel 2010 quando i talk show furono interrotti in occasione delle regionali, ma trasmise anche il racconto personale di Roberto Saviano. In onda tra gli altri contenuti, attualmente, va "Passaparola" di Marco Travaglio, "Fuoriluogo" di Luca Telese e "Il Tritacarne" di Giuseppe Cruciani.
venerdì 10 dicembre 2010
giovedì 25 novembre 2010
Puliteviil culo...ma con coscienza!

Greenpeace ha pubblicato una guida per l'acquisto di carta igienica, fazzoletti e rotoloni sostenibili, prodotti cioe' con fibra riciclata o proveniente da foreste certificate FSC, e non sbiancata con composti a base di cloro.
Nella classifica superano l'esame le catene di supermercati Coop, Esselunga e AS, del gruppo Schlecker.
Pessimi voti invece per Tenderly, Tutto, Despar e Sidis.
Qui si può scaricare la guida.
venerdì 15 ottobre 2010
AnnoZero deve continuare

giovedì 16 settembre 2010
Per una svastica in ogni scuola!

Ad Adro, in provincia di Brescia, una scuola della Repubblica Italiana è stata trasformata in un istituto padano e ricoperta dai simboli leghisti su ordine di un sindaco che ha potuto contare sulla colpevole indulgenza del ministro dell’Istruzione Gelmini. Un sopruso e un oltraggio. Davanti all’inerzia delle pubbliche autorità che preferiscono girare la testa dall’altra parte chiediamo l’immediata cancellazione di quei simboli tracciati con intenti secessionisti e in evidente spregio al principio costituzionale della Repubblica una e indivisibile.
Da questa mattina sarà possibile sottoscrivere l’appello del Fatto sul sito www.ilfattoquotidiano.it
venerdì 2 luglio 2010
Tutti alle Cayman!

Dal Fatto:
“PARIGI – L’idea è venuta dopo gli arresti a raffica di blogger durante le proteste in Iran. Senza contare i dissidenti cinesi pedinati, perseguitati, incarcerati per aver mandato una mail di troppo. Cosi’ è nato il kit per navigare «sicuri» su Internet. E in maniera del tutto anonima. E’ la nuova iniziativa di Reporters sans frontières a disposizione di dissidenti politici, giornalisti e blogger in Paesi a rischio, dove la censura è sempre in agguato. Obiettivo: inviare articoli, dati, racconti in presa diretta senza essere intercettati.
(…) Il kit, basato su tecnologie sperimentate da Xerobank, permette di mandare mail e di consultare siti in maniera del tutto anonima. I dati inviati sono criptati. E, prima di raggiungere la destinazione finale, vengono fatti transitare attraverso vari routers negli Stati Uniti, in Canada e nei Paesi Bassi, per confondere le piste. Se il dissidente o il giornalista si trova a Parigi, potrà utilizzare direttamente alcuni computer «sicuri» nella sede di Reporters sans frontières (Rsf). Quando rientrerà a casa, potrà portare con sé una chiave Usb con il kit e un software speciale per la navigazione su Internet, che avviene attraverso la rete di Xerobank. Oppure sarà Reporters sans frontières a mandare il kit a chi ne avrà bisogno, «nella discrezione più assoluta», fanno sapere a Parigi, alla sede dell’organizzazione. Il sistema puo’ essere installato facilmente su uno smartphone. Xerobank e Rsf assicureranno pure un servizio di «refugee hosting», che permette a giornalisti e bloggers di creare siti al riparo dalla censura dei loro Paesi”
Se passerà il ddl intercettazioni forse anche i blogger italiani dovranno organizzarsi in tal senso.
Un consiglio: cominciamo a cercare server sulle isole Cayman; così noi avremo lì i nostri blog e loro avranno lì i loro fondi neri.
giovedì 1 luglio 2010
Diretta streaming
Giovedì 1° Luglio 2010 dalle ore 17 alle ore
La diretta dell'evento avverrà dal Teatro Lo Spazio, via Locri 42, Roma (vicino P.zza San Giovanni).
Promossa da Libera rete
venerdì 25 giugno 2010
Sotto scacco

Sabato 26 giugno, Roma, ore 21. Serata No bavaglio in occasione della presentazione del documentario "Sotto Scacco", di Udo Gumpel e Marco Lillo. Partecipano Marco Travaglio, Antonio Padellaro, Peter Gomez, Marco Lillo, Udo Gümpel, Roberto Scarpinato, Claudio Gioè. c/o Caffé Letterario, via Ostiense 95
venerdì 11 giugno 2010
Diritti e doveri di un blogger

Dal Fatto:
Non era sufficiente l’impatto della legge bavaglio sulla libertà d’informazione in Italia. Tra i vari articoli della legge ce n’è uno che mette a rischio anche la rete Internet. Come già raccontato nei mesi scorsi dal Fatto Quotidiano, la norma in questione si occupa di “rettifica ” e recitava nel testo originale: “Per i siti informatici le dichiarazioni o le rettifiche sono pubblicate, entro quarantotto ore dalla richiesta, con le stesse caratteristiche grafiche, la stessa metodologia di accesso al sito e la stessa visibilità della notizia cui si riferiscono”. Per qualsiasi sito (blog, forum, pagine web, portali) che non dovessero pubblicare la rettifica, si rischia una multa che può arrivare anche a 12 mila euro. Alcuni esponenti dell’opposizione avevano denunciato questa norma e proposto un emendamento per sostituire alla dicitura “siti informatici” con quella di “giornali informatici”. Ma alla fine in Parlamento le cose sono peggiorate ulteriormente.
Il senatore Vita aggiunge: “Si corre il rischio caos: seguendo questa strada blog amatoriali dovranno darsi la stessa organizzazione (direttore responsabile, testata registrata) che hanno portali di news con milioni di lettori.”
Se il mio blog corre gli stessi rischi di una testata giornalistica allora voglio anche i benefici: voglio il tesserino da pubblicista!
venerdì 28 maggio 2010
Libri sulla libertà

La legge attualmente in discussione al Senato relativa alla pubblicabilità degli atti giudiziari approvata in Commissione Giustizia configura una grave limitazione della libertà di informazione dei cittadini. Una libertà essenziale, tutelata non solo dalla nostra Costituzione ma anche dalla Corte europea dei diritti dell’uomo. Una libertà che si coniuga strettamente alla libertà di stampa che è la precondizione del lavoro di chi scrive, pubblica e diffonde i libri.
Da qui l’iniziativa che librai ed editori promuovono nella settimana dal 31 maggio al 6 giugno: Un redaing di libri sulla libertà nelle librerie italiane.
Ciascuna libreria organizzerà ora e giorno delle letture con autori e lettori, secondo un calendario che verrà reso noto nei prossimi giorni.
La manifestazione di apertura (che ha visto l’adesione di quasi tutti gli editori italiani ad eccezione di Mondadori) si terrà al Teatro Quirino di Roma lunedì 31 maggio alle ore 17.00.
Parteciperanno editori, librai e diversi autori – tra cui Augias, Camilleri, Carofiglio, Crainz, Loy, Magrelli, Pace, Pascale, Raimo, Rodotà, Sartori, Scarpa, Travaglio, Urbinati, Valerio che leggeranno brani di libri dedicati alla libertà, di informazione, di opinione e di scelta, di stampa.
Greenpeace salvaforeste

Da CacaoOnLine:
Dopo l'incursione pacifica di alcuni attivisti di Greenpeace al Salone del Libro di Torino, Feltrinelli ha annunciato che d'ora in poi stampera' i propri libri solo su carta certificata FSC, proveniente da foreste gestite in modo sostenibile e responsabile.
Anche tra gli editori Minimum Fax, Stampa Alternativa e Baldini Castoldi & Dalai qualcosa si muove verso la direzione giusta.
Per vedere la classifica Salvaforeste aggiornata clicca qui
giovedì 29 aprile 2010
Emergency ringrazia

Grazie
Cari amici,
vorrei ringraziarvi dello straordinario sostegno che avete dato a Emergency in questa difficile situazione.
Insieme a voi abbiamo vissuto un periodo di grande preoccupazione per i nostri operatori umanitari e per l'ospedale di Lashkar-gah, l’unica struttura nella regione in grado di offrire cure chirurgiche gratuite e di qualità alle tante vittime di guerra.
Come sapete, i nostri tre colleghi italiani sono stati rilasciati con tante scuse. Un rilascio, come hanno detto gli stessi servizi di sicurezza afgani, frutto non di pressioni di sorta ma dovuto a una semplice, banale verità: sono innocenti. L’avevamo detto fin dal primo, durissimo giorno, e voi con noi. Dei sei collaboratori afgani che erano stati prelevati insieme agli italiani, cinque sono stati rilasciati il 28 aprile; sul sesto stanno proseguendo le indagini. I nostri avvocati e il nostro personale a Kabul continuano naturalmente a monitorare la situazione.
Stiamo già lavorando per la riapertura dell’ospedale di Lashkar-gah: continuare ad assicurare assistenza alle vittime di guerra – per il 40 percento bambini – è la nostra priorità, come lo è stata per i quindici anni della nostra storia.
Siamo riusciti ad affrontare a testa alta questi giorni durissimi grazie a due fattori. Il primo, naturalmente, era la consapevolezza che i nostri fossero innocenti. Ma l’altro ingrediente fondamentale siete stati voi: il vostro sostegno, le mail e le telefonate, la presenza a piazza San Giovanni (con il corpo o con lo spirito), le quattrocentomila firme in quattro giorni. Di tutto questo, non sappiamo come ringraziarvi. Anzi, lo sappiamo: continuando a fare sempre di più e sempre meglio il nostro lavoro, curando chiunque ne abbia bisogno. E siamo sicuri che voi non ci farete mancare il vostro sostegno in futuro, anche con un gesto che a voi non costa nulla, come la devoluzione del 5 per mille per gli ospedali di Emergency.
Ancora una volta, grazie di cuore. A presto,
Cecilia Strada
Presidente di Emergency
IL TUO 5 PER MILLE PER GLI OSPEDALI DI EMERGENCY
codice fiscale 971 471 101 55
giovedì 15 aprile 2010
Comunicato di Amnesty International sul sequestro degli operatori Emergency
COMUNICATO STAMPA
CS38-2010
LA POSIZIONE DI AMNESTY INTERNATIONAL SULL’ARRESTO E LA DETENZIONE DI NOVE
OPERATORI DI EMERGENCY IN AFGHANISTAN
Amnesty International chiede al governo di Kabul di rispettare gli obblighi nazionali e internazionali in tema di amministrazione della giustizia e garantire i diritti relativi al giusto processo ai nove operatori di Emergency (sei afgani e tre italiani) attualmente detenuti in Afghanistan.
Le autorita’ afgane devono rendere note ai detenuti le ragioni dell’arresto e ogni eventuale accusa nei loro confronti; devono farli comparire prontamente di fronte a un tribunale competente, anche per consentire loro di contestare la legittimita’ della detenzione; devono sottoporli a un’incriminazione fondata oppure rilasciarli. Nel caso in cui i detenuti siano incriminati, dev’essere garantito loro un processo equo dinanzi a un tribunale indipendente e imparziale, come stabilito dall’art.
14 del Patto internazionale sui diritti civili e politici, che l’Afghanistan ha ratificato nel 1983.
Amnesty International e’ preoccupata per le notizie secondo cui, nonostante Emergency abbia nominato degli avvocati per assistere i detenuti, questi ultimi non siano stati in grado di incontrarli. Le autorita’ afgane devono rispettare il diritto alla difesa, come formulato dalla Costituzione del paese e dal gia’ citato Patto internazionale; devono, inoltre, consentire con urgenza al Comitato internazionale della Croce rossa e alla Commissione indipendente afgana per i diritti umani di incontrare i detenuti.
Le autorita’ afgane devono anche permettere contatti regolari tra i detenuti e le loro famiglie, i difensori e i colleghi di lavoro nonche’, se necessario, l’accesso a cure mediche. Emergency ha criticato il fatto che dall’arresto dei nove operatori, questi non hanno potuto avere contatti con l’organizzazione. Ne’ le autorita’ afgane ne’ le forze internazionali presenti in Afghanistan hanno spiegato a Emergency le ragioni dell’arresto e della detenzione dei nove operatori.
Amnesty International e’ inoltre preoccupata per le notizie secondo cui alcuni degli operatori di Emergency si troverebbero in un centro di detenzione della provincia di Helmand, diretto dalla Direzione nazionale per la sicurezza (Nds), i servizi d’intelligence afgani. La tortura e i maltrattamenti si verificano con frequenza nelle strutture dell’Nds. La stessa Amnesty International e altre fonti hanno segnalato casi di persone detenute arbitrariamente in tali centri, spesso sottoposti a torture e maltrattamenti da parte del personale dell’Nds per estorcere informazioni, confessioni o denaro in cambio della liberta’.
Amnesty International chiede alle autorita’ afgane di garantire che i detenuti siano trattati umanamente e non siano sottoposti a torture o altri trattamenti crudeli, inumani o degradanti.
Amnesty International e’ rammaricata per il fatto che dall’irruzione del 10 aprile, Emergency non puo’ piu’ dirigere la struttura ospedaliera.
L’ospedale di Emergency a Helmand e’ uno dei pochi centri che forniscono cure mediche nella zona ed e’ dunque fondamentale che continui a operare.
Il governo afgano deve garantire la continuita’ dell’assistenza medica di
emergenza ai malati e ai feriti.
Amnesty International ha sempre condannato qualsiasi attacco deliberato contro i civili e ogni attacco indiscriminato compiuto mediante esplosivo o kamikaze, in autobus, ristoranti, stazioni ferroviarie o facendo crollare edifici uccidendovi migliaia di persone. Amnesty International sta dalla parte delle vittime del terrorismo e chiede che ricevano giustizia e risarcimenti. Gli attacchi deliberati contro i civili e quelli indiscriminati costituiscono gravi violazioni dei diritti umani e crimini di diritto internazionale, contrari ai principi fondamentali di umanita’.
Amnesty International condanna queste atrocita’ e chiede che chi le ha
commesse venga incriminato, processato e, se colpevole, punito. Queste procedure, in ogni caso, devono seguire gli standard internazionali sui diritti umani: questo significa che nessuna persona sospettata di essere coinvolta in attacchi del genere puo’ essere sottoposta a detenzione arbitraria, imprigionata in carceri segrete, torturata o tenuta in detenzione a tempo indeterminato. I governi hanno il dovere di garantire che chi pianifica e commette atrocita’ del genere sia sottoposto alla giustizia seguendo una procedura equa.
FINE DEL COMUNICATO
Roma, 15 aprile 2010
Per ulteriori informazioni:
Amnesty International Italia - Ufficio stampa
Tel.
e-mail: press@amnesty.it
lunedì 12 aprile 2010
Io sto con Emergency
Sabato 10 aprile militari afgani e della coalizione internazionale hanno attaccato il Centro chirurgico di Emergency a Lashkar-gah e portato via membri dello staff nazionale e internazionale. Tra questi ci sono tre cittadini italiani: Matteo Dell'Aira, Marco Garatti e Matteo Pagani.
Emergency è indipendente e neutrale. Dal 1999 a oggi EMERGENCY ha curato gratuitamente oltre 2.500.000 cittadini afgani e costruito tre ospedali, un centro di maternità e una rete di 28 posti di primo soccorso
firma qui
lunedì 29 marzo 2010
L'isola dei cassintegrati
01 Marzo 2010
Ore 04.17 : Il silenzio della notte è interrotto da un tonfo fragoroso e sordo. Sarà un sabotaggio? No... E' Gianmario che cercando Mariella (sua moglie) e non trovandola, è caduto dal letto (credeteci...è successo!). Ci riaddormentiamo.
Ore 06.00 : I ragazzi della cooperativa, purtroppo tristemente abituati a svegliarsi all'ora delle galline, ci buttano giù dai letti, portandoci un caffè, a dir la verità una lontana parvenza di questo. Il gusto era di acqua torbida, ma ci ha svegliati ugualmente.





