venerdì 1 giugno 2012

Adotta una parola: FEMMINICIDIO



Ieri i tg hanno parlato dell'ennesima uccisione di una donna da parte del suo stalker.
Dall'inizio dell'anno 2012 siamo arrivati a 62 femminicidi.
Questa è la parola che l'ONU ha coniato per indicare l'oppressione del genere femminile nel sistema mondiale.
Una volta si parlava solo di 'fallo-logo-centrismo' ossia la centralità del genere maschile in tutti i campi del sapere e della politica.  
Riporto ciò che ho trovato in rete su questo argomento.

Rashida Manjoo, la relatrice speciale delle Nazioni Unite sulla violenza contro le donne, ha appena parlato di femminicidio: «È la prima causa di morte in Italia per le donne tra i 16 e i 44 anni». Femminicidio è un neologismo ed è una brutta parola: significa la distruzione fisica, psicologica, economica, istituzionale della donna in quanto tale. Wikipedia scrive che «avviene per fattori esclusivamente culturali: il considerare la donna una res propria può far sentire l’aguzzino legittimato a decidere sulla sua vita».
È un termine coniato ufficialmente per la prima volta nel 2009, quando il Messico è stato condannato dalla Corte interamericana dei diritti umani per le 500 donne violentate e uccise dal 1993 nella totale indifferenza delle autorità di Ciudad Juarez, nello Stato di Chihuahua. C’erano cadaveri straziati buttati nella monnezza o sciolti nell’acido: secondo alcune denunce si sarebbero macchiati di questi orrori anche uomini delle forze dell’ordine. Certo, in Italia non siamo arrivati a questi livelli. Però, si tratta di delitti trasversali a tutte le classi sociali.


- Nel tempo dell'inganno universale, dire la verità è un atto rivoluzionario!
Stefania Noce, femminista del Movimento studentesco, è stata uccisa a Catania dal compagno laureando in psicologia che lei diceva di amare «più della sua vita». A marzo di un anno fa nella periferia romana è stato trovato il tronco del cadavere di una donna mutilato: il caso è stato archiviato subito anche dai giornali. Come se volessimo tutti chiudere gli occhi davanti a questo orrore. Rashida Manjoo nella sua relazione ha detto che «la violenza domestica si rivela la forma più pervasiva che continua a colpire le donne in tutto il Paese, come confermano le statistiche: dal 70 all’87 per cento dei casi si tratta di episodi all’interno della famiglia».
C’è chi sta peggio, l’abbiamo capito: dieci Paesi del Sudamerica, a cominciare dal Messico. Ma nel mondo cosiddetto civilizzato dell’Europa siamo messi davvero male. I numeri sembrano quelli di una strage. Nel 2010 le donne uccise in Italia sono state 127: il 6,7 per cento in più rispetto all’anno precedente. Dati in continua crescita dal 2005 a oggi, e solo dal 2006 al 2009 le vittime sono state 439.


Per approfondire leggi qui
- Nel tempo dell'inganno universale, dire la verità è un atto rivoluzionario!
Le Nazioni Unite sostengono che «in 125 Paesi del mondo le leggi penalizzano davvero la violenza domestica e l’uguaglianza è garantita».
L’Italia, purtroppo, sembrerebbe far parte degli altri 139 Paesi.


- Nel tempo dell'inganno universale, dire la verità è un atto rivoluzionario!
Non è solo una questione di costume, ma anche di diritto, come spiega bene, in fondo, la recente sentenza della Cassazione secondo la quale gli autori di uno stupro di gruppo non meritano il carcere. E non è un caso, alla fine, che proprio in Italia stia per nascere la figura di un avvocato specializzato solo nella difesa delle donne.


- Nel tempo dell'inganno universale, dire la verità è un atto rivoluzionario!

giovedì 17 maggio 2012

L'inverno sta arrivando


Cala la notte, e la mia guardia ha inizio.
 Non si concluderà fino alla mia morte.
Io non avrò moglie, non possiederò terra, non sarò padre di figli.
 Non porterò corona e non vorrò gloria. Io vivrò al mio posto, e al mio posto morirò.
 Io sono la spada delle tenebre.
Io sono la sentinella che veglia sul muro.
Io sono il fuoco che arde contro il freddo, la luce che porta l'alba, il corno che risveglia i dormienti, lo scudo che veglia sui domini degli uomini.
Io consacro la mia vita e il mio onore ai Guardiani della Notte.
Per questa notte e per tutte le notti a venire.

Giuramento dei Guardiani della notte
Dalle Cronache del ghiaccio e del fuoco di George Martin

mercoledì 11 aprile 2012

James Rollins, L'ultima eclissi

Ecco l'ultima fatica di uno dei miei autori preferiti: L'ultima eclissi edito da Nord
Andiamo subito alla quarta di copertina:

San Francisco. Durante un'eclissi totale di sole, un violentissimo terremoto scuote la città, che viene ridotta a un cumulo di macerie. E purtroppo non si tratta di un disastro isolato: nello stesso momento, infatti, l'intera costa occidentale del continente americano, dall'Alaska alla Terra del Fuoco, è colpita da una serie di calamità naturali... Okinawa. Karen Grace, un'antropologa di fama mondiale, non crede ai suoi occhi: al largo del Giappone sono emerse due enormi piramidi di metallo, coperte d'iscrizioni in una lingua sconosciuta. E, all'interno di una di esse, Karen trova un manufatto a forma di stella, realizzato con un materiale impossibile da ottenere anche con le tecniche più avanzate e che possiede proprietà sconcertanti... Oceano Pacifico. È un'emergenza nazionale quella che costringe Jack Kirkland, ex ufficiale della US Navy, a rientrare in servizio: l'Air Force One è precipitato in mare, trascinando verso una morte orribile il presidente degli Stati Uniti. Tuttavia, quando giunge sul luogo dell'incidente, Jack si trova di fronte a uno scenario stupefacente: nelle profondità dell'oceano, i rottami dell'aereo sono stati attirati da un gigantesco pilastro rivestito di scritte indecifrabili. Ma Jack capirà ben presto che svelare il mistero di quell'antica colonna è solo il primo passo per fermare la catena di catastrofi che si è abbattuta sulla Terra e che rischia di sterminare il genere umano.


Il romanzo di Rollins ci porta nelle profondità dell’Oceano Pacifico alla ricerca di un antichissimo manufatto dotato di proprietà assolutamente uniche.

Come sempre però il nostro James non ci farà stare fermi per troppo tempo in un singolo luogo. Ecco che ci troveremo a studiare una lingua quasi del tutto ignota ai più e non ancora tradotta per intero: il rongorongo, lingua scritta dell’Isola di Pasqua.


Particolarmente interessante è l’indubbia affinità tra questa lingua e i glifi trovati nella valle dell’Indo, più precisamente a Mohenjo Daro, sito archeologico famoso per i suoi alti livelli di radioattività tutt’ora inspiegati.


Attraverseremo l’intrico di rovine megalitiche di Nan Madol, nell’isola di Pohnpei in Micronesia.

L'area archeologica è composta da circa 100 piccoli isolotti artificiali collegati fra loro da una rete di canali artificiali e ha un'estensione di circa 18 km². La più grande struttura ancora in piedi è il Nan Douwas, le cui mura perimetrali si innalzano per 8 metri e gli edifici interni contengono cripte funerarie.




Devo ammettere che non è il più bel racconto di Rollins. Sarà forse colpa della predilezione che ho per le storie della Sigma force.

La caratteristica che amo di più nel nostro autore è proprio la capacità di intessere una trama avventurosa e fantasiosa intorno a dati scientifici e storici reali e documentabili.

Qui forse manca questa miscellanea tra fantasia e realtà.

Resta comunque un’ottima storia da vivere con gli occhi della mente e della fantasia.

Per i fan di James Rollins.