giovedì 14 agosto 2008

The rime of the ancient mariner - Samuel Coleridge 1798


La ballata del vecchio marinaio (o antico marinaio) fu scritta nel 1798 da Samuel Coleridge, autore insieme a Wordsworth del manifesto del Romanticismo inglese. E’ un poemetto abbastanza lungo che narra la disavventura di un vecchio marinaio che uccide un albatro, subendo così la vendetta del mare per il suo gesto sacrilego.
Il marinaio, invitato ad un matrimonio racconta la sua storia: la nave del marinaio che, spintosi oltre l'equatore fino ai ghiacci antartici, vi rimane intrappolata a causa di una tempesta. L'avvistamento di un albatros sembra indicare una via di fuga all'equipaggio in seguito alla benevola accoglienza ricevuta da questi, che lo rifocillano. L'albatro, sembra infatti portatore di una brezza che consente alla nave di liberarsi dalla stretta di ghiaccio. Inaspettatamente, però, il marinaio uccide l'uccello suscitando le ire dell’equipaggio che conosce la pericolosità di quell’atto.
Arriva infatti una bonaccia che blocca la nave per sette giorni. Il marinaio rimane da solo con i demoni di Morte e di Vita nella Morte che in una partita a dadi si sono disputate le vite di tutti i marinai.
Scrivo questo post per rendere omaggio non solo a Coleridge ma anche a chi ne ha subito il fascino traducendo in musica questa perla della poesia inglese.
La ballata ha infatti ispirato una delle canzoni più belle degli Iron Maiden (The rime of the ancient mariner dall'album Powerslave 1984) che per celebrarla ne hanno inserito citazioni letterali, una delle quali recitata da Orson Welles in un intermezzo acustico.
Un messaggio e un monito all'uomo: solo il rispetto per la natura può salvare la specie dalla distruzione.

Qui sotto c’è la traduzione della versione degli Iron maiden. Il testo lo trovate qui
"Ascolta la ballata del vecchio marinaio guarda il suo occhio ne ferma uno su tre mesmerizza uno degli invitati al matrimonio fermati e ascolta l'incubo del mare e la musica continua mentre la sposa arriva affascinati dal suo racconto e il Marinaio racconta la sua storia spinto a sud verso la terra di ghiaccio e neve un posto inesplorato attraverso la tempesta di neve vola l'albatro benvenuto nel nome di Dio sperando che sia di buon auspicio e la nave riparte verso il nord attraverso la nebbia e il ghiaccio e l'albatro li segue il Marinaio uccide l'uccello di buon auspicio i suoi compagni urlano che cosa hai fatto ma quando la nebbia svaniscce lo giustificano e si accollano l'onta del peccato navigando su su verso il nord attraverso il mare navigando su su verso il nord poi arriva la calma l'albatro con sè porta una vendetta una maledizione una terribile sete li colpisce i suoi compagni lo incolpano per la sfortuna e gli appendono al collo l'uccello morto e la maledizione continua sul mare e la maledizione continua per loro e per me "Giorno dopo giorno, giorno dopo giorno. immobili senza un soffio di vento o un movimento immobili come una nave dipinta su un oceano dipinto acqua acqua ovunque e tutte le assi si ritirarono acqua a perdita d'occhio ma non una goccia da bere" laggiù, urla il Marinaio laggiù una nave all'orizzonte ma come può muoversi senza che il vento le riempa vele e senza la marea guarda... viene verso di noi si avvicina come se uscisse dal sole guarda... non c'è equipaggio non c'è vita a bordo ma, aspetta ci sono due la Morte e la Morte in Vita si giocano la ciurma a dadi Lei vince e il Marinaio ora le appartiene poi... uno a uno i marinai cadono morti 200 uomini Lei.. Lei la Morte in Vita lo lascia vivere lui il prescelto "Uno per uno alla luce della luna troppo veloci per un sospiro o un gemito uno a uno si voltarono con un dolore insopportabile e con gli occhi maledirono quattro volte cinquanta uomini (e non li sentii nè sospirare nè gemere) con un tonfo sordo, informi, senza vita caddero, uno a uno" la maledizione dei loro occhi continua il Marinaio avrebbe preferito essere morto assieme ai serpenti marini ma è sopravvisuto come loro e alla luce della luna prega che trovino bellezza non dannazione li ha benedetti col cuore anche loro figli di Dio poi l'incantesimo inizia a scemare l'albatro gli cade dal collo affondo come piombo nel mare poi a turno cade la pioggia senti i gemiti dei marinaio morti guarda si muovono e incominciano a risvegliarsi corpi sollevati da spiriti benigni nessuno di loro parla e hanno gli occhi spenti ma la vendetta non è finita la sofferenza ricomincia cade in una trance e l'incubo continua finalmente la maledizione cessa e il Marinaio vede la sua terra lo spirito abbandona i corpi da lungo morti hanno una luce loro e il Marinaio rimane solo poi una barca gli viene incontro una gioia incontenibile la barca del timoniere, suo figlio e l'eremita la sofferenza dell'esistenza ricadrà su di lui e la nave come piombo affonda nel mare e l'eremita assolve il Marinaio dai peccati il Marinaio è costretto a raccontare la sua storia a raccontarla ovunque vada per diffondere con il suo esempio la Parola dobbiamo amare tutto ciò che Dio ha creato e l'ospite è triste ma più saggio e il racconto continua..."

Ecco le citazioni letterali


"Day after day, day after day,

we stuck nor breath nor motion

as idle as a painted ship upon a painted ocean

Water, water everywhere and all the boards did shrink

Water, water everywhere nor any drop to drink."


E questo è il recitato da Orson Welles


"One after one by the star dogged moon,

too quick for groan or sigh each turned his facce

with a ghastly pang

and cursed me with his eye four times

fifty living men (and I heard nor sigh nor groan)

with heavy thump,

a lifeless lump,

they dropped down

one by one."

Video:
Parte 1
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