lunedì 31 agosto 2009

Avete rotto il cazzo co' 'sto Facebook!


Quelli che “io uso facebook solo per tenermi in contatto”
Quelli che poi sono i primi a spiare la tua “nuova situazione sentimentale”
Quelli che scrivono sulla tua bacheca in pieno orario di lavoro
Quelli che pubblicano solo foto fighe per far vedere che son dei fighi
Quelli che cambiano lo status anche per dirti che devono andare al cesso
Quelli che avevano degli hobby prima di Facebook
Quelli che se mi aggiunge vuol dire che ne vuole
Quelli che provano un certo gusto a cliccare ignora quando sono invitati a supportare una “cause”
Quelli che sono amici su facebook ma non si riconoscono nella vita vera
Quelli che sono amici su facebook ma non si salutano nella vita vera (però si riconoscono
eccome!)
Quelli che si scrivono continuamente che si vogliono bene per evidenziare che a te non ne vogliono affatto
Quelli che ritrovano i vecchi amici perduti, ma se ci si era persi di vista forse un motivo c’era
Quelli che aggiungono tutti quelli col loro cognome
Quelli che ogni tanto fanno pulizia etnica tra i contatti
Quelli che per farti vedere una cazzata su internet “condividono un elemento”
Quelli che per invitarti a mangiare una pizza “pubblicano un evento facebook”
Quelli che indagano la propria identità con i quiz per scoprire che abitante di Paperopoli sono
Quelli che restano turbati dalle notifiche
Quelli che sono fan di qualsiasi cosa, anche della manina appiccicosa delle patatine
Quelli che poi si scocciano quando ricevono gli “aggiornamenti”
Quelli che per sbloccare una hello kitty nuova te ne mandano nove
Quelli che invece di stirare si iscrivono al gruppo “Odio stirare”
Quelli che non hanno mai sentito nominare le “persone che potresti conoscere”
Quelli che digitano nomi a caso per vedere se saltano fuori
Quelli che si fanno semplicemente i cazzi degli altri perché non hanno un cazzo da fare per conto proprio


Facebook è l’evoluzione del concetto di pagina personale su internet. E’ una sorta di scheda con tanto di foto, che vi presenta al mondo: è uno di quegli specchi che trasforma ognuno di noi in persone pubbliche che esistono per il sol fatto di comunicarlo al resto del mondo.
Secondo Paola Vinciguerra, presidente Eurodap (Associazione europea disturbi da attacchi di panico) la FB mania “ha contagiato in particolare la fascia tra i 30 e i 40 anni, e non a caso: questo mondo virtuale è infatti vissuto come un antidoto al senso di vuoto e alla solitudine, che in questa fase della vita, fitta di bilanci, sembra contagiare questa fascia di età.”
In definitiva:
L’enorme sviluppo di Facebook è anche spia di un grosso problema di solitudine … Si è disperatamente in cerca di una realtà diversa, anche sentimentalmente, così si altera la verità.” La conclusione dello psichiatra Tonino Cantelmi invece è che su Facebook ci sarebbero soprattutto persone sole, infelici, non più giovanissime, che aspirino a farsi pubblicità e a cercare nuove conquiste. «Facebook è una colossale illusione: permette a tante persone di pensare di essere importanti, perchè hanno decine e decine di “amici virtuali”, ma purtroppo si tratta spesso solo di un gran numero di “sfigati”», dice Cantelmi, psichiatra e psicoterapeuta, docente di psichiatria dell'Università Gregoriana di Roma. E a proposito di categorie, gli esperti (c’è sempre un esperto su tutto!!) ne hanno tracciate alcune, tra gli utenti di Facebook: i nostalgici, i latin lover virtuali, i cuori infranti, i troppo soli, gli insoddisfatti, quelli della pubblicità, e quelli con l’alter ego e quelli che si accontentano di soffdisfare la propria di vanità e la propria voglia di pettegolezzo.
Un clic e si diventa amici, si ritrovano ex compagni di scuola, oppure antiche fiamme. E si comincia a condividere pezzi di vita, foto e video. Per sentirsi meno soli.
Altri sostengono che ‘ciò che caratterizza i social network rispetto agli altri strumenti non è tanto o solo la facilità di pubblicare o di trovare persone, ma quella di escludere. La vera funzione inedita dei social network infatti è quella di consentire di definire chi è nostro amico e rivolgersi solo a costoro.’
Resta il fatto che FB ha registrato un incremento di visitatori del +961% in un anno.


Questo è quanto ho trovato in rete cercando analisi antropologiche e psicologiche sul tanto chiacchierato FB.

Parlo con voi maniaci della bacheca!
Passate la giornata a fare i test per vedere che verdura siete, a leggere le cazzate che i vostri sedicenti amici scrivono per combattere la noia (‘mi annoio’/‘ho i piedi gonfi’) oppure litigate sulla stessa stronzissima bacheca (‘chi la fa l’aspetti…e i cocci sono i suoi’/’sono arrabbiato e mi vendicherò del mondo’/ecc) oppure gridate al mondo – sulla sempre più triste bacheca - il vostro dolore/delusione/risentimento/gioia ecc.
Vi rendete conto che la vita è là fuori? I vostri contatti sono persone in carne e ossa che voi potete chiamare e con cui potete parlare a voce. È troppo comodo lasciare un messaggino su una bacheca e far così credere di aver coltivato un’amicizia.
In questo modo siete solo dei guardoni, degli ipocriti che si mostrano falsamente interessati agli altri ma che in realtà sperano solo di essere notati da tutti gli altri stronzissimi contatti che avete ravanato in mesi di lavorio continuo.
Beh… Vi do una novità: a quei contatti non gliene frega un cazzo di voi e della vostra vita. Vi hanno cercato solo per vedere se siete ingrassati o se siete peggiorati rispetto a come eravate; e lo hanno fatto perché loro si sentono una chiavica dopo tanti anni e non vogliono essere soli in questo.
Tutti gli altri vi spiano distrattamente e godono segretamente delle vostre miserie messe in piazza.
A voi rimorchioni/e virtuali da quattro soldi dico che potete anche mettere la foto migliore sul profilo ma tanto dal vivo rimanete gli stronzi/e di sempre e la gente se ne accorge e non mette in piedi relazioni con una foto o una frase d’effetto.
In conclusione vi invito a chiudere quella stupida pagina che è solo il pallido riflesso di ciò che vorreste essere e vi invito ad alzare il telefono e chiamare le persone.
Il buon amico vi risponderà sempre.