venerdì 21 novembre 2008

Il diavolo fa le pentole ma non i coperchi

Io se fossi Dio ne fulminerei di preti!
Diversi mesi fa la trasmissione Annozero dedicò un’intera puntata sul documentario della BBC Sex crimes and the Vatican. Si parlò del Crimen sollicitationis e furono intervistate alcune persone che con coraggio raccontarono la loro esperienza di vittime di preti pedofili. Mi colpirono due ospiti. Uno si chiama Marco e ne parlerò in futuro; l’altra era una donna ormai adulta che parlò di come Don Lelio Cantini le rubò l’infanzia e l’adolescenza. Il racconto suo e quello di altre vittime è sul libro Viaggio nel silenzio di cui ho già parlato qui e qui .
La notizia di qualche tempo fa è la seguente: Don Lelio Cantini, parroco dell’arcidiocesi di Firenze, è stato condannato da un tribunale ecclesiastico, quindi su ordine di Benedetto XVI, a due pene: la «sospensione a divinis» e la «dimora vigilata». Il motivo? È stato riconosciuto colpevole di «abuso plurimo e aggravato nei confronti di minori, delitto di sollecitazione a rapporti sessuali compiuto nei confronti di più persone in occasione della Confessione, abuso nell'esercizio della potestà ecclesiastica nella formazione delle coscienze». Così recita il dispositivo della sentenza messo a punto dalla Congregazione per la dottrina della fede, dopo un’indagine istruttoria eseguita da una sua apposita commissione.
Un tribunale religioso ha dunque emesso una sentenza valida solo se il condannato appartiene a quella confessione e, naturalmente non ha alcuna validità in sede civile o penale.
L’impareggiabile rivista Micromega solleva una serie di interrogativi.“Tra i problemi che emergono ne enunciamo alcuni:
– La sentenza accenna a reati plurimi e aggravati di pedofilia (una parola non a caso accuratamente evitata). Ma quali sono nella loro concretezza? Quanti sono? A danno di quanti minori sono stati commessi? E di minori di quale età e di quale sesso? Nulla di preciso emerge dalla sentenza pubblicata dalla stampa. Si sa per vie traverse che si è trattato di adolescenti dai dieci anni in su, forse circa una ventina, di ambedue i sessi, plagiati e stuprati in vari modi dal prete pedofilo. Ad “Annozero”, una signora fiorentina ha raccontato la sua storia orripilante di bambina (la donna che ha parlato ad Annozero) costretta dal prete anche a rapporti orali, poi spinta ogni volta ad ammettere in confessione di essere una «puttana» per ottenere l’assoluzione. Pratica pedofila plurima che si è prolungata in segreto nelle sale parrocchiali per ben oltre 14 anni, dal 1973 al 1987 e dopo. La domanda è: poiché il prete e le vittime sono cittadini italiani, e poiché siamo in uno Stato laico di diritto, le motivazioni analitiche della sentenza ecclesiastica non dovrebbero essere di pubblico dominio, e comunque a disposizione di tutti coloro che ne fanno richiesta? E poi, data la gravità dei reati e l’obbligatorietà dell’azione penale prevista nel nostro ordinamento giuridico, non spetta alla magistratura ordinaria italiana intervenire con rapidità sul «caso», a tutela dei diritti delle vittime, e per punire in modo esemplare il colpevole?
– Il tribunale ecclesiastico ha ridotto il prete allo stato laicale: era un prete, e la Chiesa di cui era prete poteva spretarlo per indegnità morale, o per aver abusato del sacramento della confessione. Bisogna dire che don Cantini, il cui «caso» è esploso solo nel 2004, su denuncia dei parrocchiani, era stato già inquisito dall’arcivescovo di Firenze Ennio Antonelli, nel 2007, e condannato a pene di una mitezza sconcertante: non dire messa in pubblico e fare penitenza, recitando miserere e mea culpa per 5 anni. L’attuale sospensione a divinis è una pena più grave, ma sempre dello stesso ordine.
- La sentenza canonica di condanna, controfirmata da Benedetto XVI, implica però una seconda pena: la «dimora vigilata», o residenza coatta: il prete pedofilo non può abbandonare il Convitto ecclesiastico fiorentino, dove è ricoverato per motivi di salute, altrimenti verrebbe colpito da scomunica (nonostante i gravi reati, fa dunque ancora parte della comunione, o comunità cattolica). Domanda: può un tribunale religioso, non statale e non riconosciuto dallo Stato, applicare misure di restrizione della libertà personale ad un cittadino italiano (come don Cantini era e continua ad essere)? (…) Le misure canoniche di restrizione della libertà del prete fiorentino sono simboliche, astratte, non coinvolgendo nel controllo dei suoi movimenti polizia e carabinieri, di cui il papa, capo di Stato straniero, non dispone in Italia."
E il giorno dopo la scure del Papa, monsignor Claudio Maniago parlò: "I fatti che riguardano don Cantini sono stati per me fonte di sconvolgimento, anzi di interiore sbigottimento."

L´arcivescovo ausiliare uscente di Firenze, nel corso di quella che è stata la prima dichiarazione in assoluto da quando è esploso il caso dell´ex parroco della Regina della pace
Mai, prima d´ora, nonostante le vittime avessero a più riprese chiesto al loro ex compagno di parrocchia, nonché pupillo di don Cantini, di raccogliere le loro denunce (arrivate poi all´arcivescovo Antonelli solo per la mediazione del cardinale Silvano Piovanelli) e di dargli almeno un segno di solidarietà, Maniago aveva rilasciato la più piccola dichiarazione.
Adesso, di fronte a quella che appare come la più pesante smentita della reticenza di Maniago, nonché della sua fiducia incondizionata nell´ex protettore - nel 2003, il giorno della sua consacrazione a vescovo, definito «un prete vero, che mi è stato e mi è di esempio ancora» - il giovane vescovo sembra aver finalmente optato per una improvvisa apertura.
Maniago sostiene quindi di aver mantenuto «riservatezza» non «perché avessi sottovalutato la gravità dei fatti, ma per rispettare la discrezione richiesta da un caso così doloroso, sostenendo il delicato lavoro di discernimento che ha impegnato prima il cardinale Antonelli e poi la Santa Sede». La «nitida» decisione del Papa, perciò, conclude, «aiuta a riconoscere il peccato e costituisce per il peccatore un´occasione di espiazione e di richiesta di perdono», mentre «nessuno scandalo deve poter fermare il cammino di fede». Quanta santità in queste parole! Ma, come dice il detto popolare, il diavolo fa le pentole ma non i coperchi e la puzza del marcio di quelle parole si sente anche in procura.
Oggi l'inchiesta penale su don Lelio Cantini entra nelle stanze della curia. Esplora i rapporti tra il prete e il suo allievo prediletto, il vescovo ausiliare Claudio Maniago. Verifica alcune denunce che lo coinvolgono in festini a luci rosse e tentativi di plagio di alcuni fedeli per costringerli a cedere le loro proprietà. L'alto prelato non risulta iscritto nel registro degli indagati, ma nei suoi confronti sono già stati disposti accertamenti e controlli. I magistrati hanno acquisito i tabulati delle sue telefonate e ora si concentrano sui conti correnti bancari proprio per stabilire la fondatezza delle accuse.
Due dipendenti della curia e due sacerdoti accusano Maniago di aver sempre saputo quale fosse la vera attività di don Cantini, che era il suo padre spirituale, e di averlo «coperto». Lo accusano soprattutto di aver partecipato alla gestione del patrimonio immobiliare sottratto ai parrocchiani. Poi vanno oltre e sostengono che anche lui avrebbe partecipato a festini a luci rosse. Parlano di diversi episodi, l'ultimo sarebbe avvenuto nel 2003. «Più volte — affermano — ci ha minacciato per costringerci al silenzio, ma adesso non possiamo più tacere». Il 21 aprile scorso, il pm Paolo Canessa, riceve nel suo ufficio un uomo, P. C., gay dichiarato, che ha riconosciuto nella foto pubblicata sulle pagine locali di un quotidiano il vescovo Maniago, come colui che partecipò, nell’agosto di dieci anni fa, a un incontro «sadomaso». «Era agosto 1996 — racconta — e io, che sono omosessuale, avevo messo un annuncio su un giornale, nella rubrica "incontri sadomaso". Attraverso il fermo-posta fui contattato da una persona che mi diede appuntamento alla Certosa. Quando arrivò mi accorsi che era un sacerdote. Mi portò in una parrocchia vicino Cecina dove c'era anche un dormitorio estivo. Mi disse di chiamarsi don Andrea. Lì trovammo un altro prete e due ragazzi, certamente meridionali. Ebbi con lui un rapporto sessuale, poi rimasi la notte. Il giorno dopo mi dissero che sarebbe arrivato quello che loro chiamavano "il padrone". La sera ci fu l'incontro di gruppo, quel sacerdote l'ho riconosciuto in fotografia. Era Claudio Maniago ».L'uomo entra nei dettagli, si sofferma sui particolari. «A un certo punto dissi basta, non potevo continuare». Paolo C. ricorda la sua fuga, la crisi. Dice di averne parlato con don Andrea «che in seguito mi aveva contattato varie volte». E aggiunge: «Mi offrirono dei soldi, poi mi fecero un bonifico. Avevo paura che si potesse pensare a una sorta di estorsione per comprare il mio silenzio, ma loro mi dissero che volevano farmi soltanto un'offerta». Sono poco più di tre milioni di lire. Il testimone fornisce i dati per risalire all'operazione, i pubblici ministeri delegano la polizia a effettuare le verifiche. Il passaggio di denaro viene rintracciato sulla Banca delle Marche. Ora proseguono gli accertamenti patrimoniali per scoprire se ci siano stati altri episodi analoghi. Soltanto quando il quadro sarà completato si deciderà se formalizzare le accuse. Prima dell'iscrizione nel registro degli indagati i magistrati vogliono incrociare i dati a disposizione ed effettuare altri riscontri.

martedì 18 novembre 2008

Travaglio inaugura l'Anno Accademico di Roma 3


Ho già scritto qui che il piano di Rinascita Democratica elaborato da Gelli (ma forse non solo da lui) è stato ricopiato in tutto da Silvio Berlusconi nel suo programma politico.
A trent'anni dalla scoperta della Loggia P2, Gelli viene addirittura invitato in una trasmissione televisiva. Ormai si può dire tranquillamente che i loschi personaggi legati a quella vicenda e le loro altrettanto losche intenzioni siano stati ampiamente sdoganati.
Qui trovate la lezione che Marco Travaglio ha tenuto alla Facoltà di lettere dell'Università di Roma 3 per l'inaugurazione dell'Anno Accademico la scorsa settimana.
Travaglio parla proprio delle profetiche proposte di Gelli per l'Italia e con la sua inimitabile ironia ci apre gli occhi e ci fa riflettere sul mare di merda in cui ci siamo tuffati.

lunedì 17 novembre 2008

Altro che letteratura!

Era la sera del 30 agosto 1970.
Una chiamata giunse alla squadra mobile di Roma. Un omicidio ai Parioli, esclusivo quartiere della capitale, in via Puccini.
La Situazione che si presentò agli agenti era quella tipica del delitto passionale: Anna Fallarino, moglie del marchese Casati Stampa, 41 anni, riversa su una poltrona, un seno spappolato da una raffica di pallini sparati da un fucile da caccia calibro 12. Dietro un tavolino rovesciato il corpo esanime di un giovane: Massimo Minorenti, 25 anni, amante della donna. Lui, il marchese Casati, 43 anni, sdraiato a terra con accanto il fucile ancora caldo. Un colpo gli aveva staccato una parte del viso. Un orecchio penzolava dalla cornice di un quadro.
Per gli investigatori il caso che si chiuse prima ancora di essere aperto. Il marchese, che aveva convocato i due amanti per un chiarimento, in preda ad un raptus di follia dettato dalla gelosia, aveva prima ucciso la moglie, poi il giovane e alla fine si era tolto la vita. Nessun mistero.
I risvolti morbosi presto furono chiari: lui, nobile e ricchissimo; lei, poverissima, che grazie alla sua bellezza aveva scalato tutti i gradini della scala sociale; l’altro il giovane studente fuori corso, bello e squattrinato. Saltarono fuori millecinquecento fotografie in cui Anna era con amanti che il marchese le procurava: militari, bagnini, camerieri.
Il marchese, forse impotente, pagava uomini perché facessero sesso con la moglie, li fotografava e coordinava gli incontri. Nel momento in cui la moglie si innamorò di uno dei suoi amanti l’uomo perse la testa, come è scritto anche nei diari dove annotava ogni incontro sessuale della moglie, e uccise entrambi prima di suicidarsi.
Naturalmente lo scandalo fu enorme e i giornali fecero a gara per pubblicare le foto osè della donna.
Finite le indagini cominciarono le dispute sull’eredità. Il problema era sui tempi del decesso dei coniugi.
Se per ultima fosse morta la marchesa Anna Fallarino, sua sorella e i genitori avrebbero ereditato la loro parte. Se per ultimo fosse morto il marchese, avrebbe preso tutto la marchesina Annamaria Casati Stampa, nata nel 1951 dal primo matrimonio con Letizia Izzo.La sorella di Anna Fallarino era una buona conoscente di un giovane avvocato di trentasei anni, nato a Reggio Calabria ma romano dall'infanzia, che venne incaricato di patrocinare gli interessi dei Fallarino. Le perizie medico-legali fugarono presto ogni dubbio: poichè l'ultimo a morire era stato il marchese tutto sarebbe andato alla giovane figlia Annamaria.
Fu il tutore dell’allora minorenne Anna Maria Casati Stampa ad occuparsi, nel 1973, della vendita della tenuta di famiglia, consistente in 3500 mq, una pinacoteca con opere del Quattrocento e Cinquecento, una biblioteca con circa 3000 volumi antichi, un parco immenso, scuderie e piscine. Un valore inestimabile (valore dichiarato, compresi liquidi, titoli azionari, mobili e gioielli, 2 miliardi 403 milioni; che si riducono a un miliardo 965 milioni tolti i debiti e le tasse e imposte da pagare) che venne venduto per la sospetta cifra di 500 milioni. L’acquirente era un imprenditore milanese: Silvio Berlusconi. L’allora tutore della giovane figlia del marchese Casati, invece, rispondeva al nome di Cesare Previti. Inutile dire che la tenuta in questione altro non era che la villa di Arcore.
La compravendita fu ufficialmente conclusa nel 1980.
Anna Maria Casati Stampa, disinteressandosi quasi completamente, fu pagata con delle rate e alcune azioni girate dall’imprenditore a copertura dell’importo. Le azioni in questione risultarono insolvibili.
Le domande senza risposta sul conto del marchese Casati Stampa non finirono con la sua morte.
Il nobile fu, ad esempio, anche mecenate di uno dei personaggi più controversi degli anni di piombo: Mario Moretti, ex capo delle Brigate Rosse e da alcuni sospettato di essere un infiltrato della CIA nel gruppo terroristico.
Gli ex studenti dell'istituto Montani di Fermo sono certi nel descrivere il giovane Mario Moretti come attiguo alla destra neofascista e clericale. Mantenuto agli studi dai marchesi Casati Stampa, il futuro capo delle Br appena diplomato si trasferì a Milano, con residenza nel Palazzo Soncino dei Casati Stampa; poi venne assunto dalla Sit-Siemens su raccomandazione dei marchesi, e si iscrisse all'Università Cattolica con un attestato di «sane idee religiose e politiche» firmato dai viceparroco di Porto San Giorgio.Innumerevoli coincidenze fra Mario Moretti e i "Comitati" anticomunisti di Sogno-Dotti-Cavallo. II futuro capo delle Br frequentava il palazzo di via Gallarate 131 (sede dell'attività anticomunista di Cavallo) e abitava a pochi metri da Dotti (in via delle Ande), conosceva benissimo Corrado Simioni (in rapporti con Dotti). Non solo: dei "Comitati" faceva parte il senatore liberale Giorgio Bergamasco, amico storico dei marchesi Casati Stampa, nonché tutore, insieme a Previti, della marchesina minorenne Annamaria; la stessa marchesina Casati Stampa conosceva bene Moretti (secondo la moglie del futuro capo brigatista, i due avrebbero avuto un flirt, e andavano a sciare insieme).
A volte la realtà supera la fantasia di qualunque scrittore. Una storia così sarebbe stata addirittura troppo inverosimile se fosse stato uno scrittore a raccontarla. Troppi personaggi, troppe morbosità, troppi risvolti su affari, terrorismo e personaggi loschi.
Invece non solo è accaduto tutto realmente, ma il nostro premier vanta un ruolo di primo piano nell’acquisto della sua famosa e ormai famigerata tenuta (non dimentichiamoci del suo eroico stalliere).

venerdì 14 novembre 2008

Poesie incivili di Andrea Camilleri


Una volta diceva d'avercelo duro. Oggi,
alquanto acciaccato, biascica la sostituzione
del membro col fucile. Capita sempre così.
"Ma non prendetelo sul serio, straparla",

suggerisce il suo compagno di merende.
Intanto quello scaracchia nel piatto dove mangia,
o si pulisce il culo con la bandiera. La stessa
per cui si muore in Afganistan o altrove.
..........................

Dire. E subito dopo, disdire. Affermando
d'essere stato frainteso. E chi l'ascolta
si batte il petto, "è vero, ho frainteso".
Lui dispensa il perdono, perchè è buono.

Il suo vocabolario è ricco di parole
intercambiabili ma di senso opposto.
Solo quattro quelle immutabili, punti
fermi: denaro, potere e plastica facciale.

lunedì 10 novembre 2008

The battle of Epping forest - genesis testo e traduzione con note


Dall'album Selling England by the pound


Along the Forest Road, there's hundreds of cars - luxury cars.
Each has got its load of convertible bars, cutlery cars - superscars!
For today is the day when they sort it out, sort it out,
'cos they disagree on a gangland boundary.
They disagree on a gangland boundary.
There's Willy Wright and his boys -
one helluva noise, that's Billy's boys!
With fully-fashioned mugs, that's Little John's thugs,
the Barking Slugs - supersmugs!
For today is the day when they sort it out, sort it out,
yes these Christian soldiers fight to protect the poor.
East end heroes got to score in...
the Battle of Epping Forest,
yes it's the Battle of Epping Forest,
right outside your door.
You ain't seen nothing like it.
No, you ain't seen nothing like it,
not since the Civil War.
Coming over the hill are the boys of Bill,
and Johnny's lads stand very still.
With the thumpire's shout, they all start to clout
there's no guns in this gentleman's bout.
Georgie moves in on the outside left
with a chain flying round his head;
and Harold Demure, from Art Literature,
nips up the nearest tree.
(Here come the cavalry!)
Amidst the battle roar,
accountants keep the score: 10-4.
They've never been alone, after getting a radiophone.
The bluebells are ringing for Sweetmeal Sam, real ham,
handing out bread and jam just like any picnic.
It's 5-4 on William Wright; he made his pile on Derby night.
When Billy was a kid, walking the streets,
the other kids hid - so they did!
And now, after working hard in security trade, he's got it made.
The shops that need aid are those that haven't paid.
'I do my double-show quick!' said Mick the Prick, fresh out the nick.
'I sell cheap holiday. The minute they leave,
then a visit I pay - and does it pay!'
And his friend, Liquid Len by name,
of Wine, Women and Wandsworth fame,
said 'I'm breaking the legs of the bastard that got me framed!'
They called me the Reverend when I entered the Church unstained;
my employers have changed but the name has remained.
It all began when I went on a tour,
hoping to find some furniture.
I followed a sign - it said 'Beautiful Chest'.
It led to a lady who showed me her best.
She was taken by surprise when I quickly closed my eyes.
So she rang the bell, and quick as hell
Bob the Nob came out on his job
to see what the trouble was.
'Louise, is the Reverend hard to please?'
'You're telling me!'
'Perhaps, sir, if it's not too late.
we could interest you in our old-fashioned Staffordshire plate?'
'Oh no, not me, I'm a man of repute.'
But the Devil caught hold of my soul and a voice called out 'Shoot!'
To save my steeple, I visited people;
for this I'd gone when I met Little John.
His name came, I understood,
when the judge said 'You're a robbing hood.'
He told me of his strange foundation,
conceived on sight of the Woodstock nation;
he'd had to hide his reputation.
When poor, 'twas salvation from door to door.
But now, with a pin-up guru every week,
it's Love, Peace & Truth Incorporated for all who seek.
He employed me as a karma-ma-mechanic, with overall charms.
His hands were then fit to receive, receive alms.
That's why we're in
the Battle of Epping Forest,
yes it's the Battle of Epping Forest,
right outside your door.
We guard your souls for peanuts,
and we guard your shops and houses
for just a little more.
In with a left hook is the Bethnal Green Butcher,
but he's countered on the right by Mick's chain-gang fight,
and Liquid Len, with his smashed bottle men,
is lobbing Bob the Nob across the gob.
With his kisser in a mess, Bob seems under stress,
but Jones the Jug hits Len right in the mug;
and Harold Demure, who's still not quite sure,
fires acorns from out of his sling.
(Here come the cavalry!)
Up, up above the crowd,
inside their Silver Cloud, done proud,
the bold and brazen brass, seen darkly through the glass.
The butler's got jam on his Rolls; Roy doles out the lot,
with tea from a silver pot just like any picnic.
Along the Forest Road, it's the end of the day
and the Clouds roll away.
Each has got its load - they'll come out for the count
at the break-in of day.
When the limos return for their final review, it's all thru'
- all they can see is the morning goo.
'There's no-one left alive - must be draw.'
So the Blackcap Barons toss a coin to settle the score.


traduzione con note


La battaglia della foresta di Epping


(Ricavata da una cronaca giornalistica concernente due bande rivali in lotta per i diritti di Protezione nell’East-End) (10)


Lungo la Forest Road, ci sono centinaia di macchine – macchine lussuose.
Tutte sono fornite di bar convertibili, posateria da macchina – supercicatrici (11)!
Perché oggi è il giorno che faranno i conti, faranno i conti,
perché non sono d’accordo su un confine di territorio.
Si, non sono d’accordo su un confine di territorio.

C’è Willy Wright e i suoi uomini – un inferno di baccano, gli uomini di Billy!
Con facce alla moda, ci sono i duri di Little John, i teppisti di Barking (12) - superfanatici!
Perché oggi è il giorno in cui faranno i conti, faranno i conti,
questi soldati Cristiani lottano per proteggere il povero.
Eroi dell’East-End devono entrare in azione...

La battaglia della foresta di Epping,
È la battaglia della foresta di Epping,
proprio fuori della vostra porta.
Non avete mai visto nulla di simile.
No, non avete mai visto nulla di simile,
se non dalla Guerra Civile.

Su per la collina vengono gli uomini di Bill,
e i ragazzi di Johnny sono in piedi immobili.
Al grido dell’arbitro, tutti insieme iniziano a menare
– non ci sono pistole in questo incontro tra gentiluomini.
Georgie entra dalla parte sinistra
con una catena che sventola sopra la sua testa;
e Harold Demure, di studi d’Arte e Letteratura,
si arrampica sull’albero più vicino.
(Ecco arriva la cavalleria!)

Tra il rumore della battaglia,
ragionieri tengono il punteggio: 10 – 4.
Non sono mai stati soli, dopo aver avuto un radiotelefono.
Le campanelle suonano per Sweetmeal Sam, vero cretino,
distribuiva pane e marmellata come fosse un qualsiasi picnic.

Siamo 5 – 4 per William Wright; ha fatto il suo mucchio alla sera del Derby.
Quando Billy (13) era un ragazzino, camminando per strada gli altri ragazzini si nascondevano
- davvero!
Ora, dopo aver lavorato sodo nel ramo sicurezza, tutto va liscio per lui.
I negozi che hanno bisogno di protezione, sono quelli che non hanno pagato.

“Faccio i miei doppi affari veloci” ha detto Mick il Prick, appena fuori dalla galera.
“Vendo vacanze a buon mercato. Come partono, li visito – e come li visito!”

E il suo amico, Liquid Len di nome, con la fama di ubriacone, donnaiolo e carcerato
ha detto “Spezzo le gambe a quel bastardo che mi ha incastrato!”.

Mi chiamavano il Reverendo quando entrai nella Chiesa immacolato;
i miei datori di lavoro sono cambiati, ma il nome è rimasto.
Tutto iniziò quando andai a fare un giro
con la speranza di trovare della mobilia.
Seguii un segnale – diceva “Bel Chest (14)”
Mi condusse da una signora che mi mostrò le sue cose migliori.
Fu sorpresa quando velocemente chiusi gli occhi.
Così suonò il campanello e velocissimo
Bob il Nob arrivò per svolgere il suo incarico
di vedere la causa del disturbo.
“Louise, il Reverendo è difficile da soddisfare?”
“Dimmelo tu!”
“Forse, signore, se non è troppo tardi,
la potremmo interessare nel nostro Staffordshire Plate (15)?”
“Oh no, non io, sono un uomo di reputazione”.
Ma il Diavolo si impossessò della mia anima, e la voce strillò “Spara!”.

Per salvare il mio campanile, ho visitato la gente;
fu così che incontrai Little John.
Il suo nome arrivò, credo,
quando il giudice disse “Sei un robbing hood(16)”
Mi disse della sua strana fondazione,
concepita alla vista di Woodstock e dalla sua popolazione;
doveva nascondere la sua reputazione.
Quand’era povero, era salvezza da porta in porta.
Ma ora con un guru di moda ogni settimana,
è Amore, Pace & Verità Incorporati per chi li cerca.

Mi ha assunto come un karmacanic (17), con completo di fascino.
Le sue mani erano quindi pronte per ricevere, ricevere donazioni.
Ecco perché siamo nella
Battaglia della foresta di Epping,
è la battaglia della foresta di Epping
proprio fuori della nostra porta.
Salvaguardiamo le vostre anime per pochi spiccioli,
e stiamo attenti ai nostri negozi e case
appena per un po’ di più.

Con un uncino di sinistro ecco che entra il Macellaio di Bethnal Green (18)
Ma è fermato alla destra dalla banda delle catene di Mick,
e Liquid Len, e i suoi uomini con le bottiglie rotte,
sta attaccando Bob il Nob sulla bocca.
Con le labbra maciullate, sembra che Bob stia per capitolare,
ma Jones il Jug colpisce Len proprio sulla faccia;
e Harold Lemure, ancora non proprio sicuro,
tira le ghiande con la fionda.
(Ecco arriva la cavalleria!)

Su, su oltre la folla,
nella loro Silver Cloud, orgogliosi,
sono i capoccia sfacciati e impudenti, si intravedono tra i vetri scuri.
Il maggiordomo ha beccato marmellata nella sua Rolls (19); Roy distribuisce il tutto,
con tè da una teiera d’argento proprio come se fosse ad un qualsiasi picnic.

Lungo la Forest Road, è la fine della giornata, e le Clouds lentamente vanno via.
Tutte hanno il loro carico – torneranno per il punteggio al sorgere del sole.
Quando le limousine ritornano per la recensione finale è tutto terminato
- tutto quello che riescono a vedere è il macello del mattino.
“Nessuno che sia rimasto vivo – deve essere un pareggio”.
Così i padrini vestiti di nero tirano la moneta per decidere il punteggio.
NOTE:
10 - Epping è una zona periferica di Londra. L’East-End è il quartiere più londinese di Londra,
almeno da tradizione.
11 - Bar in inglese significa anche “Sbarra o spranga”. Posateria da macchine forma un gioco di parole con supercicatrici e sta per coltelli.
12 - Barking è un quartiere periferico.
13 - Billy è diminutivo di Willy e William; quindi Willy Wright, William Wright e Billy sono sempre la stessa persona.
14 - Chest: in inglese può essere “petto” o “cassettone”. Nel caso nostro significa “petto”, quando il Reverendo invece cercava un pezzo di mobilia.
15 - Stafforshire Plate: espressione dialettale per perversione sessuale. Anche qui un gioco di parole per il reverendo che poteva veramente essere interessato in un vero piatto (plate) della contea dello Stafford (Stafforshire).
16 - Robbing hood: da non confondere con Robin Hood, ma da tradurre come “ladro, teppista”.
17 - Karmacanic: ennesimo doppio significato – “karma” e “mecanic”. Una specie di meccanico religioso nell’ennesimo gioco di parole tanto caro a Peter Gabriel e ai Genesis.
18 - Bethnal Green: quartiere londinese.
19 - Silver Cloud e Rolls naturalmente sono macchine Rolls Royce. Notare come Rolls si unisce a Roy… “che distribuisce il tutto”

mercoledì 5 novembre 2008

L'universo nello specchio


La propria immagine riflessa suscita insieme fascino e inquietudine. Siamo noi ma al tempo stesso… non siamo noi. Anticamente si attribuiva una sorta di corrispondenza tra una cosa e la sua copia e lo specchio, nell’immaginario collettivo, veniva percepito come una soglia tra il nostro mondo e un mondo uguale ma allo stesso tempo opposto.
Nella tradizione popolare del nostro paese ad esempio, la prima azione che si compie a fronte di un lutto è quella di coprire gli specchi per evitare che l’anima del defunto rimanga intrappolata al suo interno e non possa così raggiungere l’aldilà.
I demoni, i vampiri e in generale le creature maligne non riflettono la loro immagine negli specchi mentre creature come la medusa o il basilisco non tollerano la visione della loro immagine riflessa, pena la morte.
Nell’antichità l’acqua era uno strumento per la divinazione poiché, riflettendo, schiudeva le porte di un mondo alla rovescia.
La creazione nella cultura ebraico-cristiana è un riflesso della divinità e lo specchio è simbolo di conoscenza nella simbologia alchemica.
In Austria, Germania e nell’ex-Jugoslavia, una nota credenza avverte che chi, la sera di san Silvestro o della vigilia di Natale, all’accendersi delle luci non proietta ombra sulla parete, oppure la proietta senza testa, morirà entro la fine dell’anno.
L’inquietante figura del Doppelganger altro non è che la copia spettrale della persona vivente.
Lo specchio che si rompe sarà foriero di sventure per 7 anni poiché rompe un equilibrio che non va intaccato. Anche contemplarsi troppo allo specchio può essere pericoloso poiché si guarda il sé esterno da sé e ciò può provocare una sorta di straniamento dalla realtà.
Secondo molte credenze primitive il bambino, quando nasce, è solo metà di sé stesso. L’altra metà, il suo Doppio, è la placenta e queste due parti si riuniranno solo con la morte.
Platone nel Simposio narra il mito delle metà secondo cui ciascuno di noi è una parte dell’essere umano che originariamente era doppio (una parte maschile e una femminile). Per ciascuna persona ne esiste dunque un'altra che le è complementare, perché quell' unico essere è stato tagliato in due”; la ricerca del proprio completante può durare tutta la vita, e la congiunzione con esso è l’appagamento totale che spiega la ricerca dell’amore.
Secondo le interpretazioni di Freud e Rank il motivo del doppio nella letteratura esprimerebbe sostanzialmente il tentativo dell'artista di esorcizzare l'ombra terribile che lo perseguita, cioè la morte.
Nella maggior parte delle opere letterarie centrate sul tema del Doppio, si nota che la maschera del doppio consente di realizzare quelle azioni che la coscienza o le regole sociali impediscono di compiere. Spesso si assiste alla scomparsa dell'immagine riflessa del protagonista dalle superfici specchianti e questo evento viene colto con ansia dal protagonista dello sdoppiamento ed è alla base della sua crisi e del suo desiderio di recuperare la propria immagine. Recupero che però coinciderà con la morte.
Rank nel suo libro Il doppio ha interpretato e analizzato, da un punto di vista psicanalitico, il tema del doppio basandosi soprattutto sui racconti e sui romanzi fantastici dell'800: Hoffmann, Poe, Maupassant, Wilde, Heine, Dostoevskij, dove il doppio è sempre un altro, perfettamente identico al protagonista ma materializzato in qualcosa di esterno a lui, ombra, immagine riflessa o sosia. Tutti questi scrittori, secondo Rank, rivelano una comune personalità nevrotica e il ricorrere ossessivo del tema del doppio non costituisce altro che una sublimazione di queste nevrosi. Pensiamo a Dorian Gray di Oscar Wilde: le pulsioni più basse e i lati più abietti della personalità vengono proiettati nell'altro da sé, nel proprio doppio.
Le cose non cambiano nel XX secolo.
Il tema del doppio scompare dalla narrativa per trovare spazio nell’horror e nella fantascienza. Stephen King nella Metà oscura recupera le tematiche ottocentesche del doppio deviante e sovvertitore dell’etica dominante.
Tutto cambia con il cinema.
Il genere della fantascienza degli anni Cinquanta, propone un doppio che non rappresenta la parte istintiva e irrazionale dell'uomo ma esattamente il suo contrario, la fredda ragione, l'assenza di pulsioni, desideri ed emozioni. Nell’Invasione degli ultracorpi l'angoscia nasce proprio dalla constatazione della perdita di queste pulsioni. Il terrore dello scrittore Jack davanti al suo duplicato disteso sul tavolo da biliardo è il terrore della visione del cadavere di se stessi, della propria morte, in quanto totale mancanza di emotività.
Negli anni sessanta si assiste ad un ritorno ai vecchi modelli con rielaborazioni dovute al genere.
La mitica serie di Star trek dedica all’universo oltre lo specchio diverse puntate sparse tra la serie classica di James T. Kirk, Next Generation, Deep space Nine e Enterprise. La tecnologia ovviamente la fa da padrona.
In alcuni casi il teletrasporto apre un varco tra due universi paralleli: nella serie classica Kirk viene trasferito in una realtà opposta alla sua e il suo doppio negativo prende il suo posto; in Next Generation il comandante Riker viene duplicato a causa del teletrasporto e il suo doppio in seguito si unirà al gruppo terrorista dei Maquis. In Deep space nine l’universo oltre lo specchio ospita una realtà completamente ribaltata dal punto di vista etico e politico. Nella serie Enterprise non c’è contatto tra i due universi ma quello oltre lo specchio è caotico, seguendo la scia di Deep space nine.
L’eredità letteraria ottocentesca viene comunque ripresa anche dal cinema. Nel 1999 il film Fight club di David Fincher elabora la tematica del doppio in maniera del tutto originale se pensiamo alla sceneggiatura, ma attinge sicuramente ad opere come Il ritratto di Dorian Gray o Lo strano caso del dr. Jekyll e mr. Hyde, per la connotazione morale dei personaggi.
I personaggi di Jack e Tyler, che fino all’ultimo sembrano essere due persone distinte, si rivelano essere il frutto di uno sdoppiamento. Jack è la parte mite e sottomessa alle regole della società consumistica mentre Tyler si apre completamente all’istinto primordiale della competizione e del sovvertimento del sistema.

TYLER
Tu cercavi un modo per cambiare la tua vita. Non potevi farlo da solo. Tutto ciò che speravi di poter essere…ero io! Io sembro come tu vuoi che sembri, io scopo come tu vuoi scopare, io sono affascinante, ci so fare e soprattutto io sono libero in tutti i modi in cui tu non sei

JACK
Questo non è possibile. Questo è follia!

TYLER
Le persone lo fanno ogni giorno. Parlano a loro stessi. Si guardano per come vorrebbero essere. Loro non hanno il coraggio che hai tu, di realizzare questo.

..intanto, sullo sfondo, la città cade sotto una pioggia di esplosioni.

martedì 4 novembre 2008

In a mirror darkly di Alessandro Cossu


In attesa di affrontare un discorso sull'universo nello specchio nell'arte e nel cinema posto una poesia che amo molto, tratta dal libro di Alessandro 'AleNet' Cossu Una stella, una poesia, Libellula editore.


...Un lupo famelico, in caccia.
I sensi all'erta, l'anima dilaniata dal Desiderio.
Volere,potere,Potere,volere,
in un tragico alternarsi di Luce e Ombra,
oltre il battito di un cuore
oltre la luce di una fiamma
che brucia al doppio della lucentezza,
durando metà del tempo.
Tempo.Grande predatore.
Amico,Consolatore,Carnefice,Killer.
Tempo di attesa. Clessidra,d'ambra e ferro.
Ambra negli occhi,
ferro nel cuore.
Cuore,straziato da una Passione
che tutto divora,tutto annienta,tutto perdona.
Quasi tutto.
Quasi. Accontentarsi.
Chi si accontenta,gode. Falso.
Chi si accontenta,non può avere di meglio. Vero.
Vero.La Verità.Esiste?
Forse.Dubbio.Paura.
La perdita.
Perdita di se stessi,nel turbine infuocato di un amore senza uscita.
L'uscita. L'amore non ha ritegno.
Lo spirito divelto da artigli aguzzi di pietra di Luna.
Luna.
Astro, Stella, Satellite, Mondo : tutto il mio mondo.
Un mondo di stelle.
Un mondo di Luna.
Un mondo di Amore.
Un mondo di Sesso.
Sesso. Arte. Passione. Desiderio.
Quadrilatero.
Cubo.
Un dado.
Il dado del destino. Tratto : 7.
Su sei facce.
Perchè nulla è scritto.
Piuma d'oca per vergare un destino.
Uniti.
Divisi.
In uno specchio. Oscuro.
In A Mirror. Darkly.

lunedì 3 novembre 2008

Elevazione - Charles Baudelaire


Al di sopra degli stagni,
al di sopra delle valli,
delle montagne,
dei boschi,
delle nubi,
dei mari,
oltre il sole e l'etere,
al di là dei confini delle sfere stellate,
spirito mio
tu ti muovi con destrezza e,
come un bravo nuotatore
che si crogiola sulle onde,
spartisci gaiamente,
con maschio,
indicibile piacere,
le profonde immensità.
Fuggi lontano da questi miasmi pestiferi,
va' a purificarti nell'aria superiore,
bevi come un liquido puro e divino
il fuoco chiaro che riempie gli spazi limpidi.
Felice chi,
lasciatisi alle spalle gli affanni
e i dolori che pesano con il loro carico
sulla nebbiosa esistenza,
può con ala vigorosa
slanciarsi verso i campi luminosi e sereni;
colui i cui pensieri,
come allodole,
saettano liberamente verso il cielo del mattino;
colui che vola sulla vita
e comprende agevolmente
il linguaggio dei fiori e delle cose mute.

venerdì 31 ottobre 2008

Nikola Tesla e l'esperimento di Colorado Springs

Nikola Tesla è stato uno degli scienziati più importanti e meno conosciuti del XX secolo. Alla sua morte tutti i suoi progetti furono secretati e requisiti dal FBI e forse questo ha fatto si che il suo nome venisse presto dimenticato.
Nacque a Smiljan Lika (Croazia) nel 1856. Dopo i primi studi condotti a Lika e a Carlstadt sotto l’influenza della madre Georgina Mandic, anch’essa inventrice, come d’altra parte il padre, Tesla si trasferì all’Università di Graz dove studiò matematica e fisica, laureandosi nel 1877. Studiò poi filosofia a Praga. Nel 1881 propose a Budapest la sua prima invenzione: il telefono ripetitore. Nel 1884 emigrò negli Stati Uniti. Dopo un periodo in cui collaborò con T.A. Edison nel suo laboratorio di Menlo Park, lo lasciò in seguito ad un litigio e ad una forte campagna denigratoria che Edison operò contro Tesla. Lavorò poi per G. Westinghouse che aveva fondato da poco la Westinghouse Electrical Company.
I suoi lavori riguardano principalmente l’elettricità e la possibilità di incanalarla e veicolarla senza l’utilizzo di cavi o apparati.
“Secondo la sua teoria, la terra stessa costituiva un conduttore naturale e poteva essere sfruttata per far viaggiare le onde elettriche inviate da un trasmettitore centrale. Tali onde sarebbero state raccolte da ricevitori posti ovunque nel pianeta.
Dato che nessuno gli volle credere, nel 1899 Tesla costruì un trasmettitore che poteva anche fungere da ricevitore. Con questa struttura, piazzata sopra il suo laboratorio, sperava di inviare un’onda elettrica vagante per poi riprenderla. Intuendo che una singola onda avrebbe perso potenza nel trasferimento, pensò di fornire impulsi elettrici successivi, creando così un pacchetto energetico continuo di potenza crescente.”
Il genio di Tesla è stato indubbiamente fuori del comune. Una sorta di Leonardo Da Vinci dei XX secolo. L’aneddoto che segue è affascinante perché, al di là di ciò che si possa pensare di quest’uomo, ci da una prova tangibile dell’enorme potenziale che offrivano le sue idee.
“A Colorado Springs tutti gli abitanti potevano osservare l’enorme e strana antenna, alta 60 metri che terminava con un globo di ferro. Molti sono stati i testimoni che videro accendersi 200 lampadine senza collegamento di fili elettrici a 40 Km di distanza. Un esperimento particolare con quell’antenna resterà nella storia di questa civiltà: un fulmine uscì dal globo di ferro in cima all’antenna, crebbe di dimensioni fino a diventare un globo elettrico che mandava verso il cielo lampi scoppiettanti di lunghezza almeno di 50 metri. La zona fu pervasa da rombi di tuono e l’erba assunse il colore di un verde brillante come se ci fosse fosforescenza. Il fatto più traumatico sicuramente fu quello sopportato dagli abitanti, i quali, camminando nelle strade, vedevano sprizzare scintille elettriche che dai loro piedi finivano sul selciato. Dopo tanto spettacolo anche il finanziere J.P. Morgan, convinto del genio inventivo di Tesla, investì ben 150.000 dollari nel progetto della trasmissione d’energia. Perciò Nikola Tesla si trasferì a New York e cominciò la costruzione della prima torre per le comunicazioni a Long Island: la Wardenclyffe. Questo avveniva nel 1900.
Tre anni dopo, quando la Wardenclyffe fu completata, Tesla annunciò un’altra delle sue scoperte: sarebbe bastato dare una potente energia ai suoi trasmettitori per trasformare la litosfera terrestre in un gigantesco portalampade. Bastava in pratica infilare un bastone metallico nel terreno, collegarlo ad un trasformatore, per avere elettricità a volontà. Tesla era dell’opinione che per generare l’energia iniziale fosse sufficiente usare impianti idroelettrici. Il punto debole di tanta invenzione stava nel fatto che se il trasmettitore avesse inviato, anziché su tutto il globo in maniera uniforme, una forte quantità d’energia in un solo punto, allora si sarebbe verificata una distruzione totale. Secondo i calcoli, con questo sistema si poteva inviare tranquillamente un’energia pari ad una bomba nucleare da 10 megatoni. La storia ci ricorda che Tesla non ebbe mai la possibilità di sperimentare la sua rivoluzionaria invenzione. Nel 1903 il sostenitore Morgan ritirò il finanziamento. Sicuramente questo magnate americano avrà pensato che un raggio della morte da 10 megatoni poteva anche andar bene, ma fornire energia elettrica in forma illimitata e gratuita a tutto il mondo era assolutamente impensabile. A quel punto Tesla fu abbandonato da tutti. Sommerso dai debiti, dovette svendere il laboratorio di Colorado Springs per pochi dollari, tanto che nel 1906 non ebbe più soldi per pagare gli stipendi dei dipendenti della Wardenclyffe, che rimase vuota.”
Come molti geni prima di lui, anche Tesla morì solo e senza un centesimo in tasca. Probabilmente stiamo utilizzando per vie traverse molta della tecnologia che lui ha ipotizzato. Purtroppo essendo tutto coperto da segreto non possiamo neanche sapere quante volte al giorno
lo dovremmo ringraziare.

martedì 28 ottobre 2008

Testo e traduzione di Dancing With The Moonlight Knight dei Genesis


Nella prima uscita del vinile dei Genesis Selling England by the pound erano presenti le traduzioni delle canzoni. L’autore delle traduzioni si chiama Armando Gallo e le curò insieme a Peter Gabriel in persona. Gallo inserì addirittura delle note laddove l’interpretazione del testo risultava un po’ oscura; del resto i giochi di parole sono disseminati ovunque nelle liriche dei Genesis, specie all’epoca di Peter Gabriel. Ho scovato la traduzione con le note e ve la giro con piacere.

Dancing With The Moonlight Knight

"Can you tell me where my country lies?"
said the unifaun to his true love's eyes.
"It lies with me!" cried the Queen of Maybe
- for her merchandise, he traded in his prize.
"Paper late!" cried a voice in the crowd.
"Old man dies!" The note he left was signed 'Old Father Thames'
- it seems he's drowned;
selling england by the pound.
Citizens of Hope & Glory, Time goes by
- it's 'the time of your life'
Easy now, sit you down.
Chewing through your
Wimpey dreams, they eat without a sound;
digesting england by the pound.
Young man says 'you are what you eat' - eat well.
Old man says 'you are what you wear'
- wear well. You know what you are, you don't give a damn;
bursting your belt that is your homemade sham.
The Captain leads his dance right on through the night
- join the dance... Follow on!
Till the Grail sun sets in the mould.
Follow on! Till the gold is cold.
Dancing out with the moonlit knight,
Knights of the Green Shield stamp and shout.
There's a fat old lady outside the saloon;
laying out the credit cards she plays Fortune.
The deck is uneven right from the start;
all of their hands are playing apart.
The Captain leads his dance right on through the night
- join the dance... Follow on!
A Round Table-talking down we go.
You're the show! Off we go with.
- You play the hobbyhorse,
I'll play the fool.
We'll tease the bull ringing round & loud, loud & round.
Follow on! With a twist of the world we go.
Follow on! Till the gold is cold.
Dancing out with the moonlit knight,
Knights of the Green Shield stamp and shout.

Danzando con il cavaliere illuminato dalla luna

“Mi puoi dire dov’è il mio paese?”
disse l’unifaun (1) alla persona amata.
“E’ con me!” gridò la Queen of Maybe (2)
- per le sue mercanzie, egli barattò il suo amore.

“Ultima edizione!” strillò una voce tra la folla.
“un vecchio muore!” La nota che ha lasciato era firmata “Vecchio Padre Tamigi”
- Sembra che sia annegato;
- vendendo l’Inghilterra alla libbra.
Cittadini di Speranza e Gloria (3),
Il tempo passa – è “ Il momento migliore della vostra vita”.
Piano ora, sedetevi.
Masticando attraverso i vostri sogni di Wimpey (4)
Mangiano senza il minimo rumore;
digerendo l’Inghilterra alla libbra.

Il giovane dice “ti distingui da quello che mangi” – mangia bene.
Il vecchio dice “ti distingui per quello che indossi” – vestiti bene.
Tu sai cosa sei, non ti interessa;
facendoti scoppiare la cintura che è la tua falsità fatta in casa.

Il Capitano conduce la danza per l’intera notte
- unitevi alla danza…
Venite! Finché il Grail (5) tramonterà nella muffa.
Seguite! Finché l’oro sarà freddo.
Danzando con il cavaliere illuminato dalla luna,
Cavalieri degli Scudi Verdi (6) battono il passo e gridano

C’è una vecchia grassona fuori da saloon;
giocando con carte di credito indovina la Fortuna (7).
Il banco è sbagliato fin dall’inizio;
tutte le mani vanno per conto proprio.

Il Capitano conduce la danza per l’intera notte
- unitevi alla danza…
- Seguite! Andiamo per una discussione da Tavola Rotonda.
- Voi siete lo spettacolo!
- Iniziamo con: Tu fai il cavallo a dondolo,
- io faccio il pazzo.
- Prenderemo in giro il toro
- scampanellando dappertutto, ovunque (8).

Venite! Con un colpo di giro del mondo andiamo.
Seguite! Finché l’oro sarà freddo.
Danzando con il cavaliere illuminato dalla luna,
Cavalieri degli Scudi Verdi battono il passo e gridano.

NOTE:
1 - Unifaun: gioco di parole che sta a rappresentare la vecchia Inghilterra storica. Da Uniform = uniforme militare, unicorn = unicorno, faun = cerbiatto o anche fauna in generale.
2 - Queen of maybe: da Queen of May = Regina di maggio che nell’antica inghilterra rappresentava l’inizio della buona stagione e l’augurio di un buon raccolto. Qui è la regina di Maybe = forse. Oggi la regina di maggio in Inghilterra è usata solo per reclamizzare prodotti, e questa “Regina del Forse” rappresenta l’Inghilterra moderna.
3 - Cittadini di speranza e gloria è il popolo inglese. Dall’inno Land of hope and glory.
4 - Wimpey: doppio significato tra wimpey = famosa società edilizia inglese e wimpy = famosi ristoranti d’hamburger. La pronuncia è la stessa.
5 - Grail: è il calice di Gesù Cristo nell’ultima cena che secondo la leggenda venne portato in Inghilterra alla corte di Re Artù. Rappresenta lo splendore del periodo.
6 - Anche in questa frase viene usato un doppio significato. Oggi in Inghilterra i Green Shield stamps sono bollini-punti premio equivalenti ai nostri punti Star o Mira Lanza.
7 - L’indovina d’oggi non usa più carte da gioco, ma carte di credito per saper dire la fortuna.
8 - Il cavallo a dondolo e il pazzo sono i personaggi della Morris dance, tradizionali danze inglesi.

lunedì 27 ottobre 2008

Love reign over me - The Who testo e traduzione


Only love
Can make it rain
The way the beach is kissed by the sea.
Only love
Can make it rainLike the sweat of lovers'
Laying in the fields.
Love,
Reign over me.
Love,
Reign over me, rain on me.
Only love
Can bring the rain
That makes you yearn to the sky.
Only love
Can bring the rain
That falls like tears from on high.
Love,
Reign over me.
Love,
Reign over me, rain on me.
On the dry and dusty road
The nights we spend apart alone
I need to get back home to cool cool rain.
The nights are hot and black as ink
I can't sleep and I lay and I think
Oh God, I need a drink of cool cool rain.
Love,
Reign over me.
Love, Reign over me, rain on me.

Traduzione
Solo l'Amore
può far piovere
così come la spiaggia è baciata dal mare.
Solo l'Amore
può far piovere
come il sudore degli amanti
che giacciono nei campi.
Amore,
Regna su di me
Amore,
Regna su di me, piovi su di me.
Solo l'Amore
può portarti la pioggia
che ti fa desiderare ardentemente il cielo.
Solo l'Amore
può portarti la pioggia
che cade come lacrime da lassù in alto.
Amore,
Regna su di me
Amore,
Regna su di me, piovi su di me.
Sulla strada asciutta e polverosa
La notte che passiamo lontani da soli
Ho bisogno di tornare a casa dalla fresca, fresca pioggia
Le notti sono calde e nere come l'inchiostro
Non riesco a dormire, mi distendo e penso
Oh Dio, ho bisogno di una bevuta di fresca, fresca pioggia.
Amore,
Regna su di me
Amore,
Regna su di me, piovi su di me.

venerdì 24 ottobre 2008

La Sezione Aurea e la creazione dell'Immaginario


Nel 1738 a Lipsia venne fondata una Società semisegreta da Lorenz Mizler, allievo di Bach, per le Scienze Musicali, con l'intento di mostrare i legami della matematica con la musica. Mizler affermava che "la musica è il suono della matematica". Diversi prestigiosi musicisti vennero invitati a diventare suoi membri e lo scopo era quello di riportare la musica alla sua origine matematico-pitagorica. Il blasone di questa società era costituito da due forme geometriche: un cerchio, simbolo di perfezione e un triangolo, simbolo di Trinità. Queste due forme erano circondate da api, simbolo del lavoro. Per l'ammissione bisognava produrre una composizione musicale di natura matematica, e presentare un ritratto. Nel 1747 Johann Sebastian Bach, entrato nell’Associazione in qualità di 14° membro, consegnò, insieme al ritratto ad olio richiesto realizzato da Elias Gottlob Haussmann, le Variazioni canoniche sul tema "Vom Himmel Hoch da komm ich er", dette Goldberg (eccole). Nel 1749 avrebbe voluto presentare l'Arte della fuga, che non riuscì a terminare per le sue condizioni di salute. Insieme alle Variazioni Goldberg, queste opere costituiscono il suo testamento spirituale: una musica smaterializzata, costruita in base ad astratti princìpi di simmetria aritmetica e geometrica. Molti musicisti dopo di lui studiarono i concetti matematici cercando di applicarli alla musica. La figura teorico matematica musicale per eccellenza è la proporzione aurea (numero phi 1.618). La sezione aurea fu studiata dai Pitagorici i quali scoprirono che il lato del decagono regolare inscritto in una circonferenza di raggio r è la sezione aurea del raggio e costruirono anche il pentagono regolare intrecciato o stellato, o stella a 5 punte che i Pitagorici chiamarono pentagramma e considerarono simbolo dell’armonia ed assunsero come loro segno di ricoscimento , ottenuto dal decagono regolare congiungendo un vertice si e uno no . A questa figura è stata attribuita per millenni à un’importanza misteriosa probabilmente per la sua proprietà di generare la sezione aurea , da cui è nata . Infatti i suoi lati si intersecano sempre secondo la sezione aurea. La Sezione Aurea, in quanto legge strutturale del corpo umano, ha trovato in Leonardo da Vinci (1452/1519) un geniale assertore e illustratore, avendo collaborato con i suoi schizzi alla stesura del trattato "De Divina proportione" (Venezia,1509) di Luca Pacioli.

A partire dal Rinascimento la Sezione Aurea viene elaborata dall’arte. Secondo Luca Pacioli ed Albrecht Dürer, la Sectio Aurea o numero d'Oro, era elemento proporzionale analogico tra la figura umana e la natura oggettiva.
In campo filosofico, inoltre, l'Harmonia della Natura diviene causa e principio del mondo secondo le teorie di Giordano Bruno.
Andando molto più indietro nel tempo troviamo la proporzione aurea nelle architetture di popoli antichissimi.
La piramide di Cheope ha una base di 230 metri ed una altezza di 145: il rapporto base/altezza corrisponde al numero phi.
Nei megaliti di Stonehenge, le superfici teoriche dei due cerchi di pietre azzurre e di Sarsen, stanno tra loro nel rapporto di 1,6.
La pianta del Partenone di Atene è un rettangolo con lati di dimensioni tali che la lunghezza sia pari alla radice di 5 volte la larghezza, mentre nell'architrave in facciata il rettangolo aureo è ripetuto più volte.
Anche nella progettazione della Cattedrale di Notre Dame a Parigi e del Palazzo dell'ONU a New York sono state utilizzate le proporzioni del rettangolo aureo.
In molte opere di Leonardo da Vinci, Piero della Francesca, Bernardino Luini, Sandro Botticelli, si ricorreva spesso alla Divina Proporzione, considerata quasi la chiave mistica dell'armonia nelle arti e nelle scienze.



Gli andamenti del mercato azionario, l'accrescimento biologico di alcune specie, la spaziatura tra le foglie lungo uno stelo e la disposizione dei petali e dei semi in alcuni tipi di fiori quali il girasole, spesso presentano schemi riconducibili a quello dei numeri di Fibonacci. Il Nautilus, un mollusco di grandi dimensioni che ha la sezione del guscio come una perfetta spirale logaritmica ci dimostra come la sezione aurea sia l'espressione matematica della bellezza e della eleganza della natura
In natura il rapporto aureo è riscontrabile in molte dimensioni del corpo umano. Se moltiplichiamo per 1,618 la distanza che in una persona adulta e proporzionata, va dai piedi all'ombelico, otteniamo la sua statura. Così la distanza dal gomito alla mano (con le dita tese), moltiplicata per 1,618, dà la lunghezza totale del braccio. La distanza che va dal ginocchio all'anca, moltiplicata per il numero d'oro, dà la lunghezza della gamba, dall'anca al malleolo. Anche nella mano i rapporti tra le falangi delle dita medio e anulare sono aurei, così il volto umano è tutto scomponibile in una griglia i cui rettangoli hanno i lati in rapporto aureo.
La sequenza di Fibonacci è abbondantemente rappresentata anche in musica, ad esempio, oltre che nelle fughe di Bach, nelle sonate di Mozart, nella Quinta Sinfonia di Beethoven, il quale, nelle "33 variazioni sopra un valzer di Dabelli" suddivise la sua composizione in parti corrispondenti ai numeri di Fibonacci; l’esempio più elevato di applicazione su vasta scala degli stilemi improntati alla proporzione aurea è dato dalla Sagra della Primavera di Strawinski.

Anche la musica contemporanea ha subito l’ispirazione matematica della Sezione Aurea. Cito un trattatelo sulla Proporzione Aurea applicata alla musica che ho salvato qualche tempo fa.



“Sulla copertina dell'album più amato e commercialmente fortunato dei Genesis, Selling England By The Pound (1973), appare un disegno nei cui tratti magico-onirici si può notare un personaggio chiaramente rappresentato nell'atto di «invitare al silenzio». (Il concetto di ‘silenzio’ in filosofia è legato al sapere iniziatico e misterico – nota mia) e guarda caso le elaborate strutture matematiche riscontrabili in alcuni brani presenti nel suddetto album fanno capo ad architetture auree studiate nei minimi particolari.
Ma non solo. Il contenuto «esoterico-matematico» nella musica dei Genesis è sottolineato da una vasta serie di simbologie (giochi di parole presenti nelle liriche e nei titoli dei brani e degli album, riferimenti numerologici, dipinti e disegni vari sulle copertine dei dischi di chiara ispirazione simbolico-ermetica e surrealista) che ci rimandano costantemente all'uso della Sezione Aurea.
Quindi, continuando su questa strada, “potremmo citare quelle del misterioso titolo del brano, che in origine probabilmente doveva essere «Firth of Forth»: logica e semplice deduzione poiché il testo del brano narra del Forth, ossia il fiume scozzese che forma il grande estuario, «firth» in inglese, sul quale si affaccia la città di Edimburgo; e che, invece, tramite uno stratagemma (una sorta di «cabala fonetica» di tradizione alchemica: cioè dato che Forth, il fiume, si pronuncia come «fourth» che invece significa “quarto”...) si trasforma in Firth Of Fifth, ovvero il titolo del nostro brano. O per “tacere” dell'ancor più misteriosa e “occulta” «serie degli evangelisti», il cui dodicesimo (!) fattore (555) corrisponde a quello della durata in minuti secondi della struttura «aureo temporale» del brano (“coda” esclusa! come sottolineerà poi un successivo album del gruppo intitolato per l'appunto A Trick Of The Tail); venendo così a determinare un percorso fra i più esoterici e cabalisticamente intricati, come forse solo un Dufay, col suo Nuper Rosarum Flores, è stato in grado di partorire. Un magico e “mistico” percorso che dal Vangelo di Matteo (nella fattispecie dalla parabola dei «pani e dei pesci») ci conduce, attraverso i Genesis ed il loro brano I Know What I Like (brano il cui testo cantato fa esplicito riferimento al «giardiniere» rannicchiato su una panchina sulla copertina di SEBTP), a riallacciarci alla straordinaria prosa logico-matematica e ai giochi di parole di quel Lewis Carroll, che tanto ispirò la fantasia dei Genesis (vedi ad es. la copertina dell'album Nursery Crime). Guarda caso Carroll insegnava matematica a Oxford ed era uno studioso di Euclide, oltre che di “paradossi matematici (…) ”

giovedì 23 ottobre 2008

Io se fossi Dio - Giorgio Gaber 1980


Su un numero della rivista L’Internazionale di qualche settimana fa c’era un bell’articolo, piuttosto lungo, che spiegava di come l’utilizzo, diffusissimo ormai, di internet abbia generato un fenomeno di calo dell’attenzione durante la lettura. Gli utenti sono da una parte affamati di notizie e aggiornamenti ma i contenuti devono essere brevi ed incisivi poiché dopo qualche frase subentra il calo d’attenzione e la lettura viene interrotta. Questo fenomeno fa si che anche la lettura di un libro divenga un problema. Ci si informa di più ma si legge di meno.
Io, contro tutte le leggi della rete pubblico post forse troppo lunghi, ma penso che una storia debba essere raccontata con il giusto numero di parole, perciò se vi stancate a leggere un post troppo lungo, sono fatti vostri. Ma poi che fretta avrete mai? Se state navigando su questo blog vuol dire che non state lavorando e non state studiando; se è la vostra pausa godetevela e lasciate che vi svaghi, sennò peggio per voi. Oggi voglio inserire un testo lunghissimo. Si tratta della canzone di Giorgio Gaber Io se fossi Dio. Gaber è il classico personaggio che si è fatto amare e odiare un po’ da tutti, sia a destra che a sinistra. In questa canzone ce n’è per tutti i partiti, per i giornalisti, per tutti i tipi umani e anche per dio stesso. Mancano i preti…ma a quelli ci penso io a bastonarli ogni tanto.
È un testo lunghissimo ed è sicuramente più bello da ascoltare che da leggere. Qui sotto c’è il link alla canzone divisa in due parti.
Buona lettura e buon ascolto.

Io se fossi Dio di Giorgio Gaber - 1980




Io se fossi Dio(e io potrei anche esserlo, sennò non vedo chi!)I

o se fossi Dio, non mi farei fregare dai modi furbetti della gente:

non sarei mica un dilettante!

Sarei sempre presente.

Sarei davvero in ogni luogo a spiare o, meglio ancora,

a criticare, appunto... cosa fa la gente.

Per esempio il piccolo borghese, com'è noioso!

Non commette mai peccati grossi!

Non è mai intensamente peccaminoso!

Del resto, poverino, è troppo misero e meschino

e pur sapendo che Dio è più esatto di una sfera

lui pensa che l'errore piccolino non lo conti o non lo veda.

Per questo io se fossi Dio, preferirei il secolo passato,

se fossi Dio rimpiangerei il furore antico,

dove si odiava, e poi si amava, e si ammazzava il nemico!

Ma io non sono ancora nel regno dei cieli, sono troppo invischiato nei vostri sfaceli.

Io se fossi Dio, non sarei così coglione a credere solo ai palpiti del cuore

o solo agli alambicchi della ragione.

Io se fossi Dio, sarei sicuramente molto intero e molto distaccato come dovreste essere voi!

Io se fossi Dio, non sarei mica stato a risparmiare:

avrei fatto un uomo migliore.

Sì vabbè, lo ammetto non mi è venuto tanto bene,

ed è per questo, per predicare il giusto, che io ogni tanto mando giù qualcuno,

ma poi alla gente piace interpretare e fa ancora più casino!

Io se fossi Dio, non avrei fatto gli errori di mio figlio

e sull'amore e sulla carità mi sarei spiegato un po' meglio!

Infatti non è mica normale che un comune mortale

per le cazzate tipo compassione e fame in India,

c'ha tanto amore di riserva che neanche se lo sogna!

Che viene da dire: Ma dopo come fa a essere così carogna?

Io se fossi Dio non sarei ridotto come voi

e se lo fossi io certo morirei per qualcosa di importante!

Purtroppo l'occasione di morire simpaticamente non capita sempre

e anche l'avventuriero più spinto

muore dove gli può capitare e neanche tanto convinto.

Io se fossi Dio

farei quello che voglio, non sarei certo permissivo,

bastonerei mio figlio, sarei severo e giusto,

stramaledirei gli inglesi come mi fu chiesto,

e se potessi anche gli africanisti e l'Asia e poi gli Americani e i Russi;

bastonerei la militanza come la misticanza

e prenderei a schiaffi i voltaireiani, i ladri, gli stupidi e i bigotti:

perché Dio è violento!

E gli schiaffi di Dio appiccicano al muro tutti!

Ma io non sono ancora nel regno dei cieli,

sono troppo invischiato nei vostri sfaceli...

Finora abbiamo scherzato,

ma va a finire che uno prima o poi ci piglia gusto

e con la scusa di Dio tira fuori tutto quello che gli sembra giusto.

E a te ragazza che mi dici che non è vero

che il piccolo borghese è solo un po' coglione,

che quell'uomo è proprio un delinquente,

un mascalzone, un porco in tutti i sensi,

una canaglia e che ha tentato pure di violentare sua figlia...

Io come Dio inventato, come Dio fittizio,

prendo coraggio e sparo il mio giudizio e dico:

Speriamo che a tuo padre gli sparino nel culo cara figlia!

così per i giornali diventa un bravo padre di famiglia.

Io se fossi Dio, maledirei davvero i giornalisti e specialmente... tutti.

Che certamente non sono brave persone e dove cogli, cogli sempre bene.

Compagni giornalisti, avete troppa sete e non sapete approfittare delle libertà che avete:

avete ancora la libertà di pensare,

ma quello non lo fate

e in cambio pretendete la libertà di scrivere, e di fotografare.

Immagini geniali e interessanti, di presidenti solidali e di mamme piangenti.

E in questa Italia piena di sgomento come siete coraggiosi,

voi che vi buttate senza tremare un momento!

Cannibali, necrofili, deamicisiani e astuti,

e si direbbe proprio compiaciuti!

Voi vi buttate sul disastro umano col gusto della lacrima in primo piano!

Sì vabbè, lo ammetto:

la scomparsa dei fogli e della stampa sarebbe forse una follia...ma io se fossi Dio

di fronte a tanta deficienza non avrei certo la superstizione della democrazia!

Ma io non sono ancora del regno dei cieli, sono troppo invischiato nei vostri sfaceli...

Io se fossi Dio

naturalmente io chiuderei la bocca a tanta gente:

nel regno dei cieli non vorrei ministri e gente di partito tra le palle,

perché la politica è schifosa e fa male alla pelle!

E tutti quelli che fanno questo gioco,

che poi è un gioco di forze, ributtante e contagioso come la lebbra e il tifo...

E tutti quelli che fanno questo gioco

c'hanno certe facce che a vederle fanno schifo,

che siano untuosi democristiani o grigi compagni del PC.

Sono nati proprio brutti o, per lo meno, tutti finiscono così.

Io se fossi Dio,

dall'alto del mio trono vedrei che la politica è un mestiere come un altro

e vorrei dire, mi pare a Platone,

che il politico è sempre meno filosofo e sempre più coglione;

è un uomo tutto tondo che senza mai guardarci dentro scivola sul mondo,

che scivola sulle parole anche quando non sembra... o non lo vuole.

Compagno radicale, la parola "compagno" non so chi te l'ha data,

ma in fondo ti sta bene, tanto ormai è squalificata.

Compagno radicale, cavalcatore di ogni tigre,

uomo furbino ti muovi proprio bene in questo gran casino

e mentre da una parte si spara un po' a casaccio

e dall'altra si riempiono le galere di gente che non c'entra un cazzo...

Compagno radicale, tu occupati pure di diritti civili e di idiozia che fa democrazia

e preparaci pure un altro referendum questa volta per sapere dov'è che i cani devono pisciare!

Compagni socialisti,

ma sì anche voi insinuanti, astuti e tondi!

Compagni socialisti, con le vostre spensierate alleanze di destra, di sinistra, di centro,

coi vostri uomini aggiornati, nuovi di fuori e vecchi di dentro!...

Compagni socialisti fatevi avanti

che questo è l'anno del garofano rosso e dei soli nascenti!

Fatevi avanti col mito del progresso e con la vostra schifosa ambiguità!

Ringraziate la dilagante imbecillità!

Ma io non sono ancora nel regno dei cieli, sono troppo invischiato nei vostri sfaceli...

Io se fossi Dio, non avrei proprio più pazienza,

inventerei di nuovo una morale e farei suonare le trombe per il Giudizio universale!

Voi mi direte perché è così parziale il mio personalissimo Giudizio universale:

perché non suonano le mie trombe per gli attentati, i rapimenti, i giovani drogati e per le bombe.

Perché non è comparsa ancora l'altra faccia della medaglia.

Io come Dio, non è che non ne ho voglia.

Io come Dio, non dico certo che siano ingiudicabili o addirittura, come dice chi ha paura, gli innominabili! (i brigatisti)

Ma come uomo, come sono e fui, ho parlato di noi, comuni mortali:

quegli altri non li capisco, mi spavento, non mi sembrano uguali.

Di loro posso dire solamente

che dalle masse sono riusciti ad ottenere lo stupido pietismo per il carabiniere.

Di loro posso dire solamente che mi hanno tolto il gusto di essere incazzato personalmente.

Io come uomo posso dire solo ciò che sento,

cioè solo l'immagine del grande smarrimento.

Però se fossi Dio sarei anche invulnerabile e perfetto,

allora non avrei paura affatto,

così potrei gridare, e griderei senza ritegno che è una porcheria,

che i brigatisti militanti siano arrivati dritti alla pazzia!

Ecco la differenza che c'è tra noi e "gli innominabili":

di noi posso parlare perché so chi siamo

e forse facciamo più schifo che spavento.

Ma di fronte al terrorismo o a chi si uccide c'è solo lo sgomento.

Ma io se fossi Dio, non mi farei fregare da questo sgomento

e nei confronti dei politici sarei severo come all'inizio,

perché a Dio i martiri non gli hanno fatto mai cambiar giudizio.

E se al mio Dio che ancora si accalora,

gli fa rabbia chi spara, gli fa anche rabbia il fatto che un politicante qualunque

se gli ha sparato un brigatista, diventa l'unico statista!

Io se fossi Dio, quel Dio di cui ho bisogno come di un miraggio,

c'avrei ancora il coraggio di continuare a dire che Aldo Moro

insieme a tutta la Democrazia Cristiana

è il responsabile maggiore

di trent'anni di cancrena italiana.

Io se fossi Dio, un Dio incosciente enormemente saggio,

avrei anche il coraggio di andare dritto in galera,

ma vorrei dire che Aldo Moro resta ancora quella faccia che era!

Ma in fondo tutto questo è stupido perché, logicamente...

io se fossi Dio, la terra la vedrei piuttosto da lontano

e forse non ce la farei ad accalorarmi in questo scontro quotidiano.

Io se fossi Dio, non mi interesserei di odio o di vendetta

e neanche di perdono

perché la lontananza è l'unica vendetta è l'unico perdono!

E allora va a finire che se fossi Dio,

io mi ritirerei in campagna

come ho fatto io...

martedì 21 ottobre 2008

Giornata dello sbattezzo

Io se fossi dio...mi farei sbattezzare!
“Suoi (della Chiesa) sudditi, perché battezzati”. Con queste parole, il 25 ottobre 1958, la Corte d’appello di Firenze assolveva il vescovo di Prato, che aveva denigrato pubblicamente due giovani, da poco sposati civilmente. Nel 1958 il vescovo di Prato definì «pubblici peccatori e concubini» una coppia di battezzati sposatasi civilmente. La coppia subì gravi danni economici, intentò una causa al vescovo e la perse: essendo ancora formalmente cattolici, continuavano infatti a essere sottoposti all’autorità ecclesiastica. Ogni prelato può dunque tranquillamente permettersi esternazioni denigratorie nei confronti dei battezzati.
Il 25 ottobre 2008, a cinquant’anni di distanza, l’UAAR organizza una Giornata dello sbattezzo. ‘Sbattezzo’ significa cancellazione degli effetti civili del battesimo, ossia l’elementare diritto, stabilito da un provvedimento del Garante per la privacy, di non essere più considerati dallo Stato come “sudditi” della Chiesa, “obbedienti” e “sottomessi” alle gerarchie ecclesiastiche.
Stando al Catechismo della Chiesa cattolica (n. 1213), il battesimo è il mezzo «mediante il quale ci si libera dal peccato e, rigenerati come figli di Dio, si diventa membra di Cristo, ci si incorpora alla Chiesa e resi partecipi della sua missione». Come un bambino di pochi giorni possa essere reso partecipe della missione della Chiesa resta, ovviamente, un mistero della fede.
La Chiesa cattolica, nel corso della sua storia, ha spesso abusato del battesimo per ottenere “conversioni forzate”, soprattutto nei confronti degli ebrei. Ancora oggi il Codice di diritto canonico, al canone 868, stabilisce questa assurda norma: «il bambino di genitori cattolici e persino di non cattolici, in pericolo di morte è battezzato lecitamente anche contro la volontà dei genitori»! Qualora si verificasse, i genitori dello sfortunato bambino potrebbero denunciare il battezzante per violazione dell’art. 30 della Costituzione
Per la Chiesa cattolica, chi si proclama ateo e agnostico è da considerarsi un apostata, e pertanto soggetto alla scomunica latae sententiae (can. 1364), un tipo di provvedimento canonico che si applica automaticamente, anche se la Chiesa non è al corrente del “delitto” commesso (lo stesso provvedimento comminato dal codice, per esempio, alla fattispecie di aborto volontario).
La giornata dello sbattezzo verrà presentata alla stampa e all’opinione pubblica venerdì 24 ottobre, ore 18, presso la Libreria Bibli (via dei Fienaroli 28, Trastevere, Roma).

venerdì 17 ottobre 2008

In ricordo di Frances Farmer

Oggi voglio parlare di una donna eccezionale, intelligente, bellissima con un destino tra i più tragici. Parlo di Frances Farmer (1913 – 1970).
Nel 1931 scrisse un saggio per la scuola dove spiegava perché non credeva in dio (il saggio vinse un concorso letterario). Un ‘affermazione che sarebbe forte ancora oggi, se dichiarata in un saggio scolastico (figuriamoci allora!). la sua aspirazione era diventare un’attrice di film impegnati e di teatro. Fece un viaggio in URSS, patria di Stanislavskij, autore del metodo omonimo che indica agli attori la via da seguire per interpretare al meglio un personaggio (approfondimento psicologico del personaggio e ricerca di affinità tra il mondo interiore del personaggio e quello dell'attore). Ovviamente la Rivoluzione russa era storia recentissima e l’America non era certo tra i paesi più entusiasti di quel cambiamento.
Frances attirò su di sé la diffidenza di molti nell’ambiente borghese di Seattle, sua città natale.
La sua più fervente oppositrice fu sua madre Lillian che fu la principale responsabile delle torture che Frances subì nella sua breve e triste vita.
Divenne attrice di teatro e cinema (18 film, 3 commedie a Broadway più programmi radiofonici e tournee in compagnie teatrali stabili). La sua bellezza era sconvolgente per l’epoca, ma nonostante tutto ebbe esperienze sentimentali disastrose che, insieme alla pressione lavorativa la condussero a fare abuso di alcool e droga, in particolare amfetamine. Il suo ribelle anticonformismo, unito ad un convinto attivismo politico di sinistra, provocano nel perbenismo della borghesia di Seattle una reazione forte e violenta. Coinvolta in una rissa, fu arrestata; le foto dell’arresto fecero il giro del mondo e il tribunale la costrinse a sottoporsi a sedute psichiatriche con il dott. Thomas H. Leonard, con cui Frances non collaborò mai. Lo psichiatra la fece ricoverare nel manicomio di la Crescenta, dove Frances rimase per ben 7 anni. Nel sanatorio fu sottoposta allo shock insulinico, che provoca insensibilità e danni celebrali (questa pratica le fu propinata per circa 90 volte). Frances non si piegava e non si arrendeva, ma più dimostrava la propria integrità di individuo più veniva sottoposta ad abusi. Nel ’44 fuggì ma sua madre la denunciò e la fece arrestare di nuovo, con un conseguente internamento. Fu legata al letto, violentata dagli inservienti e poi venduta da loro ai militari della base vicina. “Uno dei ricordi più vividi di alcuni veterani della clinica era la vista di Frances Farmer immobilizzata dagli inservienti e violentata da bande di militari ubriachi.” Infine veniva usata come cavia per la sperimentazione di farmaci quali torazina, stelazina, mellaril e prolixin. Fu morsa dai topi e picchiata. Fu sottoposta a bagni in acqua gelata e infine lobotomizzata. Il dottor Walter Freeman, ideatore della lobotomia transorbitale (bastava sollevare una palpebra del paziente, introdurre un rompighiaccio e rovistare nel cervello) visitò Frances da sola, in una stanza isolata, e anche se i dettagli esatti non sono noti, la maggior parte di coloro che lavoravano nell’ospedale a quell’epoca ritengono che Freeman abbia effettuato una lobotomia sulla donna.
Nei suoi ultimi anni, l’attrice disse a proposito delle sue esperienza: “Non lasciarti mai consolare dalla convinzione che l’orrore sia finito, perché esso incombe ancora oggi enorme e minaccioso come ai nefasti tempi del manicomio. Ma devo riferire gli orrori come li ricordo, nella speranza che qualche movimento che agisce per il bene dell’umanità possa essere spronato a liberare definitivamente le sfortunate creature che sono ancora imprigionate nelle corsie posteriori di putride istituzioni”. Frances morì a 57 anni, indigente e spiritualmente prostrata.
Un film dal titolo Frances, interpretato magistralmente da Jessica Lange, racconta la vita di questa donna intelligente e bellissima.
I Nirvana di Kurt Cobain la ricordano nella canzone:

mercoledì 15 ottobre 2008

16 ottobre 1998 Pinochet arrestato a Londra

Domani ricorre un anniversario particolare. Un tiranno, mandante di tante sparizioni, uccisioni e torture è stato chiamato a rendere conto dei suoi misfatti.

Dal comunicato di Amnesty International:

Il 16 ottobre 1998 l’ex presidente cileno Augusto Pinochet, a Londra per accertamenti medici, venne arrestato e posto agli arresti domiciliari, in attesa dell’esame della richiesta d’estradizione avanzata dal giudice spagnolo Baltazar Garzón, che aveva aperto un’inchiesta per le pratiche sistematiche della tortura commesse sotto il governo militare da lui presieduto (1973-1990). La Camera dei Lord stabili’, in due distinte sentenze nel novembre 1998 e nel marzo 1999, che Pinochet non era coperto da immunita’ in quanto ex capo di Stato per atti di tortura commessi dopo l’entrata in vigore della Convenzione contro la tortura. L’iniziativa giudiziaria spagnola e le sentenze della Camera dei Lord affermano il principio della giurisdizione universale e per questo rappresentano un ulteriore fondamentale passo avanti dopo l’adozione, nel 1948, della Dichiarazione universale dei diritti umani. E’ a sua volta rimarchevole la sentenza emessa nell’ottobre 1999 dal Magistrato Ronald Bartle, della Magistrates’ Court di Bow Street, competente a pronunciarsi sull’estradizione di Pinochet in Spagna. Secondo il Magistrato Bartle, l’effetto delle ‘sparizioni’ commesse sotto il governo militare poteva essere considerato tortura mentale per i familiari degli scomparsi e avrebbe dovuto essere il giudice spagnolo a decidere in merito.Nel gennaio 2000, tuttavia, l’allora segretario agli Interni del Regno Unito Jack Straw autorizzo’ Pinochet a rientrare in Cile per motivi di salute, ponendo dunque fine alla procedura di estradizione.Il governo del presidente Eduardo Frei Riuz-Tagle segui’ tutte le strade percorribili per favorire il rilascio di Pinochet, impedirne il processo in Spagna e ottenerne il ritorno in Cile, in nome della sovranita’ nazionale, del diritto dei cileni a fare i conti col proprio passato e della riconciliazione nazionale. Anche se a seguito del suo rientro in patria Pinochet e’ stato sottoposto a numerosi procedimenti legali davanti ai tribunali cileni, fino alla sua morte avvenuta mentre era agli arresti domiciliari nel 2006, la Legge d’amnistia emanata nel 1978 ha limitato la possibilita’ di chiamare i responsabili di sistematiche e massicce violazioni dei diritti umani, Pinochet incluso, a rispondere del proprio operato. Giudicata incompatibile con gli obblighi di diritto internazionale del Cile da parte della Commissione interamericana dei diritti umani e del Comitato Onu sui diritti umani, ma dichiarata costituzionale dalla Corte suprema del Cile, la Legge d’amnistia puo’ essere abrogata solo dal Congresso ed e’ stata recentemente applicata dalla Corte suprema nel dicembre 2007

lunedì 13 ottobre 2008

The Thing that should not be - Metallica


Messenger of fear in sight
Dark deception kills the light
Hybrid children watch the sea
Pray for father, roaming free
Fearless wretch
Insanity
He watches
Lurking beneath the sea
Great old one
Forbidden site
He searches
Hunter of the shadows is rising
Immortal
In madness you dwell
Crawling chaos, underground
Cult has summoned, twisted sound
Out from ruins once possessed
Fallen city, living death
Fearless wretch
Insanity
He watches
Lurking beneath the sea
Timeless sleep
Has been upset
He awakens
Hunter of the shadows is rising
Immortal
In madness you dwell
Not dead which eternal lie
Stranger eons death may die
Drain you of your sanity
Face the thing that should not be
Fearless wretch
Insanity
He watches
Lurking beneath the sea
Great old one
Forbidden site
He searches
Hunter of the shadows is rising
Immortal
In madness you dwell.

Traduzione

Messaggero della paura
L’inganno delle tenebre uccide la luce
Bambini Ibridi scrutando il mare
Pregate per il Signore, che erra liberamente
Senza paura Poveretto
Follia
Osserva
Celato sotto le onde del mare
Il grande Vecchio
Luogo Proibito
Cerca
Il cacciatore delle Ombre si sta alzando
Immortale
La follia è il tuo rifugio
Sottoterra il Caos sta strisciando
Il culto è stato convocato, è un suono distorto
Fuori dalle rovine dove una volta avevamo rifugio
Ora c’è una città distrutta, la sola morte ci vive
Senza paura Poveretto
Follia
Osserva
Celato sotto le onde del mare
Il grande Vecchio
Luogo Proibito
Cerca
Il cacciatore delle Ombre si sta alzando
Immortale
La follia è il tuo rifugio
Non sei morto perché neanche le bugie moriranno mai
Che la morte possa morire ed essere dimenticata per miliardi di anni
Ti corrode il senno, la mente
Combatti la cosa che non dovrebbe esistere
Senza paura Poveretto
Follia
Osserva
Celato sotto le onde del mare
Il grande Vecchio
Luogo Proibito
Cerca
Il cacciatore delle Ombre si sta alzando
Immortale
La follia è il tuo rifugio